Acca Larentia: finalmente il governo ricostruisce il percorso della Skorpion. Ma il poliziotto continua a negare - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 4 gennaio 2013

Acca Larentia: finalmente il governo ricostruisce il percorso della Skorpion. Ma il poliziotto continua a negare

"Nel 2009 - scrive sulla sua pagina di Facebook Valerio Cutonilli, assieme a Luca Valentinotti - pubblicammo un libro dedicato ai ragazzi assassinati nell’eccidio di via Acca Larenzia. Cercammo di saldare, per quanto possibile, il debito di verità che tutti noi avevamo, e abbiamo tuttora, nei confronti di Franco, Francesco e Stefano. (...) Tra le varie iniziative stimolate dal nostro libro su Acca Larentia, non tutte conosciute, figura anche l’interrogazione parlamentare a risposta scritta formulata da Francesco Biava. Il parlamentare chiese ai ministri dell’interno e della giustizia circostanziate spiegazioni sui motivi che indussero le autorità a non investigare a fondo sui passaggi di mano della pistola mitragliatrice Skorpion utilizzata nell’eccidio di via Acca Larenzia. Il 29 maggio 2012 è giunta finalmente la risposta scritta, a firma del Sottosegretario di Stato Prefetto Carlo De Stefano. Peccato però che nessuno se ne sia accorto. Leggendo tra le righe l’autorevole responso si corre il serio rischio di pervenire a conclusioni sensate. E’ quello che Franco, Francesco e Stefano meritebbero".
Questo è il testo dell'interrogazione:
BIAVA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:nel recente libro Acca Larentia, quello che non è stato mai detto, di cui sono autori gli avvocati Valerio Cutonilli e Luca Valentinotti, viene affermato che la pistola mitragliatrice Skorpion cz calibro 7.65 - con cui taluni esponenti dell'eversione di sinistra uccisero i giovani missini Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta (1978), il professor Ezio Tarantelli (1985), l'ex sindaco di Firenze Lando Conti (1986) e il senatore democristiano Roberto Ruffilli (1988) - sarebbe stata acquistata presso un'armeria di Saint Vincent nel 1971 da Enrico Sbriccoli, il cantante noto con il nome di Jimmy Fontana;gli autori del suddetto libro riferiscono che, nei giorni successivi al rinvenimento della Skorpion in un covo brigatista di Milano nel 1988, il Fontana avrebbe dichiarato all'autorità giudiziaria di aver venduto l'arma a Roma, nell'anno 1977, a un non meglio specificato funzionario di polizia. Nel libro si sostiene che dell'asserita compravendita non sarebbe stata fatta alcuna dichiarazione presso gli uffici di pubblica sicurezza, nonostante le espresse disposizioni di legge all'epoca vigenti;nell'edizione del 27 marzo 2011 del quotidiano il Riformista è stato pubblicato un articolo, a firma del giornalista Tommaso Della Longa, nel quale si sostiene che già il 28 aprile 1979, nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio dell'onorevole Aldo Moro (ucciso con una pistola mitragliatrice diversa ma dello stesso tipo di quella impiegata nei cinque omicidi dinnanzi specificati) lo Sbriccoli aveva dichiarato alla Digos di Roma di aver venduto l'arma nel 1977 al dirigente del commissariato di pubblica sicurezza del Tuscolano in Roma, dottor Antonio Cetroli. La compravendita, a dire dello Sbriccoli, sarebbe avvenuta presso l'armeria Bonvicini in Roma, alla presenza della proprietaria del negozio;nel suddetto articolo si riferisce altresì che il commissario Cetroli, pur confermando la frequentazione dell'armeria Bonvicini, avrebbe negato in modo categorico di conoscere lo Sbriccoli e tanto più di aver acquistato armi dallo stesso e che anche la signora Milvia Bonvicini avrebbe negato la circostanza asserita dallo Sbriccoli;da verifiche svolte dagli odierni interroganti, presso gli archivi della commissione Moro consultabili on line, risulta che lo Sbriccoli rese effettivamente le suddette dichiarazioni alla Digos di Roma, il 28 aprile 1979. Lo Sbriccoli sostenne anche di essere stato pagato con un effetto bancario, poi regolarmente incassato, di circa lire 200.000, importo pari al prezzo di vendita complessivo della Skorpion e di una pistola Star calibro 7.63, anch'essa asseritamente alienata al dottor Cetroli. Nell'occasione lo Sbriccoli consegnò alla polizia giudiziaria un bigliettino recante l'indicazione delle due armi e i recapiti telefonici, di casa e di lavoro, del dottor Cetroli. Dai documenti presenti negli archivi della Commissione Moro risultano anche la smentita categorica del dottor Cetroli (con relazione di servizio del 18 maggio 1979) e quella della signora Bonvicini (con dichiarazioni rese dalla Digos di Roma in data 30 aprile 1979);da tali verifiche risulta altresì che della compravendita asserita dal signor Sbriccoli non è mai stata fatta alcuna dichiarazione agli uffici di pubblica sicurezza, nonostante le espresse disposizioni di legge vigenti nel 1977;dalle suddette verifiche risulta infine che, proprio nel giugno 1979, la Digos di Roma aveva scoperto che il noto terrorista di sinistra, Valerio Morucci, era un assiduo frequentatore della medesima armeria Bonvicini e ciò almeno dal 1975 o dal 1976;la Skorpion in questione è stata utilizzata per compiere ben cinque omicidi di natura politica, tre del quali commessi nel periodo successivo alle audizioni del signor Sbriccoli e del dottor Cetroli dinnanzi alla polizia giudiziaria nel 1979;le versioni fornite nel 1979 dal signor Sbriccoli e dal dottor Cetroli erano e restano tuttora incompatibili tra loro, avendo uno dei due sicuramente dichiarato il falso all'autorità giudiziaria;nel 1979 i reati in astratto ipotizzabili per la sola ed eventuale detenzione illecita della Skorpion, a prescindere quindi anche dal possibile nesso con l'attentato di Acca Larentia (i periti nel 1979 non avevano ancora individuato nella pistola mitragliatrice in questione una delle tre armi usate nell'attentato mortale contro Bigonzetti e Ciavatta), non potevano ancora ritenersi prescritti;sorprende che nel 1979 la presunta sparizione nel nulla di una pistola mitragliatrice, frequentemente impiegata dalle organizzazioni terroristiche nelle proprie imprese criminose, non sia stata adeguatamente presa in considerazione, e che nel 1979 non si sia proceduto ad adeguate verifiche bancarie;i reati ipotizzabili in relazione alla vicenda della Skorpion appaiono ormai da lungo tempo prescritti -:se il Governo, nell'ambito delle sue competenze, disponga di elementi sui fatti di cui in premessa.(4-12465)

Qui è possibile leggere il testo integrale della risposta che lascia ancora aperta la vicenda del percorso della mitraglietta dal proprietario legittimo (Jimmy Fotana) e il funzionario di polizia che nega di averla comprata nel 1977.

3 commenti:

  1. Io ho capito che l'unico a poter dire qualcosa di più su quella maledetta skorpion sarebbe stato il funzionario di polizia che, però, ora è morto e non credo che i brigatisti diranno mai la verità su quell'episodio.
    Se la polizia, i carabinieri e la magistratura avessero voluto indagare seriamente, la verità su quegli infami omicidi sarebbe sicuramente emersa. Ma non interessava a nessuno ed ora è troppo tardi (purtroppo)! Grazie agli avvocati autori del libro e all'onorevole che ha presentato l'interrogazione parlamentare a risposta scritta e grazie, soprattutto a FRANCO, FRANCESCO e STEFANO.

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  2. Manca ogni riferimento, mi sembra cosa scritta da Della Longa, del rapporto del poliziotto Cetroli con un esponente del gruppo “Guerriglia Comunista” …. tra l’altro mi sembra si tratti dello stesso personaggio, pregiudicato all’epoca per soli reati comuni e la cui appartenenza a Guerriglia Comunista fu acclarata solo successivamente, ma sul quale il Sid, nei giorni immediatamente successivi ad Acca Larenzia, emise una informativa che lo indicava come possibile partecipante a quell’attentato ….

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  3. I brigatisti, su Acca Larenzia, potrebbero semplicemente non saperne nulla, avendo esclusivamente "ereditato", nel decennio successivo, quella arma e chissà per quali canali ...

    Comunque mi sembra che, in qualche modo, anche oggi su Acca Larenzia si continui a "depistare", magari pure in buona fede ...

    Vedi ad esempio i continui riferimenti a Morucci ... deteneva un arma identica ... ma non era quella ... frequentava l'armaria Bonvicini, ma questa armeria la frequentava ai tempi di Potere operaio, sciolto 6 anni prima ... e quando non era ancora clandestino, visto che abitava a pochi metri proprio da quell'armeria ... perchè allora queste allusioni appunto "depistanti" ?

    Ed anche il riferimento, nel documento governativo, alle "Squadre Armate Proletarie" mi sembra fuori luogo e "depistante .... tali Squadre erano uno dei tanti sottoprodotti di Prima Linea al Nord ... mai apparse a Roma .... dove la stessa Prima Linea abbe solo brevissima vita in epoca successiva ad Acca Larenzia ...ed una solo azione all'attivo, quella contro l'architetto Lenci ...

    La verità vera è che l'ipotetica implicazione, anche solo indiretta, di un importante ufficiale di polizia ... e quella, indicata dal Sid, di quello che era all'epoca ritenuto solo un malavitoso comune ... bloccarono ogni indagine più seria in direzione di quel giro di "coatti" politicizzati, operante nella stessa zona sin dal 1975, che poi prese la denominazione di "Guerriglia Comunista" ...

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