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Per le molotov contro gli immigrati a Vandoeis sospettati tre minorenni. L'accusa è di strage

Foto Alto Adige
(umt) Svolta nelle indagini per le tre molotov gettate a maggio a Vandoies contro una casa di stranieri rifugiati. Mentre sono stati convocati dal Tribunale dei minori tre giovanissimi sospettati la Procura indaga su un presunto mandante. L'ipotesi di reato è molto grave: strage. Secondo il quotidiano Alto Adige, a escludere che si sia trattato di una ragazzata di giovani ubriachi è la circostanza che in zona sia stata ritrovata una tanica bruciata. E quindi si è generato il sospetto che ci sia stato una sorta di addestramento "militare"
Ad accusare i tre ragazzi sarebbero alcuni tabulati telefonici, oltre a tracce telematiche rivenute su computer. 

1 commento:

  1. A me, come a ogni autore, piacerebbe essere giudicata per quel che le mie opere dicono e per come lo fanno, non secondo quanto emerge da un pezzo scritto per presentare un film. Detto questo, quello del PRESENTE, e del mio rapporto con la memoria di mio padre e di quegli anni è stato uno dei faticosi filoni della mia ricerca. Faticoso perché pur non essendo io di destra, rispetto mio padre e la sua storia. E su che cosa voglia dire essere di destra oggi si potrebbe aprire un altro amplissimo dibattito. Faccio solo presente che io non sono mai mancata a una sola cerimonia per mio padre. E a questo proposito ecco quanto ho scritto un paio di anni fa a un giovane militante che mi aveva contattata sulla bacheca di fb.
    "Gentile Sig.ra Silvia, Le scrivo perchè ero presente alla manifestazione serale in onore di suo padre e di Mazzola. Volevo solo farLe notare una differenza sostanziale tra la manifestazione serale e quella pomeridiana. Guardi bene la sua foto quando Lei parla.......chi c'è dietro di Lei?Assessori...il sindaco...alti comandi militari.......insomma presenti per OBBLIGO DI FIRMA e non perchè importasse loro di suo padre. Noi la sera eravamo in 250 circa con ragazzi da bolzano, verona, venezia......perchè io, loro siamo venuti a padova perchè il cuore ci diceva di venire, a quelli che son venuti di pomeriggio non erano li perchè sentano suo padre nel cuore........NOI SI! La saluto cordialmente".

    "Il discorso, gentile *** penso sia un po' più complesso di questo: 37 anni dopo la morte di una persona, una figlia può forse ricordare il padre che non ha conosciuto, una moglie il marito che non ha avuto accanto, per gli altri si tratta di una cerimonia pubblica che ha significati diversi dal dolore e dal ricordo. Nel vostro caso si tratta di un rito identitario, ricordate due come voi, perché quel giorno avreste idealmente potuto essere al loro posto, ricordate e celebrate la ferita della vostra comunità, vi guardate negli occhi e sfilate per mostrare al mondo che non vi siete piegati. La cerimonia istituzionale ha un senso diverso: checché ne dica qualcuno, per molti anni i morti di destra sono stati considerati colpevoli di essersela cercata per il solo fatto di essere di destra , vittime non degne forse neppure della pietà che si prova per ogni morto innocente. Le prime due vittime delle Br in Italia hanno avuto solo pochissimi anni fa un riconoscimento da parte dell'amministrazione comunale di questa città. La cerimonia pubblica ha questo senso: condanniamo la violenza politica, e riconosciamo questi due cittadini morti per le loro idee come membri della nostra comunità. I primi tre anni la cerimonia è stata organizzata in forma solenne davanti all'Università. Sono stata io a chiedere lo scorso anno che si tornasse in via Zabarella, ogni decennio può avere senso, ogni anno no. Se mi vuol dire che a quella cerimonia mancavano gli amici di mio padre, convengo. Ma devo dire che dopo 37 anni posso anche capirli... Su una cosa le dò ragione, alla vostra fiaccolata eravate tantissimi, ha colpito anche me la partecipazione. Cordialmente. Silvia"

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