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Il centro sociale incendiato a Reggio C.: "da tempo subiamo sgarri da mafioso di infimo grado"

(umt) E' di ieri la notizia del grave attentato incendiario che ha devastato il centro sociale "Cartella" di Gallico, a Reggio Calabria, una realtà importante che proprio il 25 aprile scorso ha festeggiato dieci anni di occupazione.
Gli autori del rogo hanno siglato l'attacco con una svastica e una scritta di esaltazione del Duce (nella foto in basso a sinistra, vicino al murale dedicato al Che).
 L'attentato è il culmine di un'escalation che lo stesso blog del centro sociale, il 4 maggio scorso, definiva "stranissima":



Oggi invece siamo costretti a denunciare una stranissima sequenza di fatti che purtroppo vedono protagonista il nostro spazio, una serie di piccoli “incidenti”, che visti singolarmente possono anche apparire sciocchezze, ma che così concentrati nel tempo rappresentano per noi un subdolo tentativo di intimidirci, di farci desistere, di far chiudere questa realtà. Stiamo parlando di azioni di sabotaggio di vario tipo, come la rottura sistematica di lampioni e plafoniere, la colla messa nei lucchetti, la devastazione dei rifugi della colonia felina, la rottura di vetri e diversi tentativi di effrazione. Fino all’ultimo triste caso, alla vigilia del Primo Maggio e della giornata di festa organizzata al Cartella, quando abbiamo ritrovato la porta della cucina completamente divelta, le scorte di cibo e bevande acquistate per l’iniziativa saccheggiate e anche parte delle attrezzature audio rubate.
In un periodo di crisi, è fuor di dubbio che il numero di furti aumenti, ma queste dinamiche, queste tempistiche, non sono certo collegabili a chi ruba per bisogno: sono atti intimidatori, sgarri da mafioso di infimo grado, fatti per colpirci.

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