lunedì 20 febbraio 2012

In morte di Gianfranceschi, intellettuale reazionario, legionario nero

Se ne stanno andando uno per uno, la generazione degli adolescenti che perso l'appuntamento con Salò (o sfiorato appena imbucandosi da minorenni coraggiosi) hanno costituito la legione d'onore del primo neofascismo.
Giano Accame, Enzo Erra, Fausto Gianfranceschi. "L'ultimo intellettuale reazionario", titola oggi il "Giornale" il pezzo di Marcello Veneziani, un suo allievo, un suo amico. Che racconta la sua ultima uscita pubblica: la presentazione di un libro dell'amatissima figlia (la più piccola, e ne ha persi altri due: e già solo questo particolare dà il segno di una vita tragica). Uno dei redattori di Imperium, uno dei condannati per la "Legione nera" (uno dei gruppi di fuoco collegati all'epopea dei Far, il primo gruppo clandestino del neofascismo), uno della stretta cerchia evoliana passato a un cattolicesimo intransigente, fondato nella Fede della Resurrezione. In dieci righe ne restituisce l'essenza uno dei miei tanti face-amici, un militante della generazione neofascista successiva, quelli diventati grandi nei tardi anni '60, che in Gianfranceschi hanno avuto un sicuro riferimento etico e intellettuale:
Unanime il cordoglio del mondo neof per la scomparsa di Fausto Gianfranceschi…se ne ricordano le doti di intellettuale “contro”, ma egli non fu solo questo….seppe coniugare, nel migliore “stile”, azione e pensiero….così, una decina di giorni dopo (maggio 1951) aver curato la pubblicazione –insieme con Clemente Graziani- del primo numero di Imperium (rivista di fondamentale importanza nel variegato mondo del neof postbellico), viene arrestato (processo FAR, o, meglio "Legione Nera") per una serie di attentati compiuti nella capitale, ma non solo….è probabilmente colpevole, e in un primo momento ammette le sue responsabilità, senza coinvolgere nessun altro…poi, in sede dibattimentale, su suggerimento della difesa, ritratta e fornisce una singolare spiegazione: “Non esitai ad ammettere ciò che non avevo commesso, in quanto non me ne sentivo disonorato, dato che nel mio intimo condividevo gli scopi e le ragioni di quelle azioni”….inutile dire che i giudici non gli crederanno….1 anno e 11 mesi di carcere



1 commenti:

Non ho letto sue opere, ne' conosciuto personalemente. Comunque cordoglio.
Fausto Gianfranceschi RIP.