domenica 19 febbraio 2012

Ar: le parole dell'Editore, l'afasia del Secolo d'Italia


(umt) Per i cultori del verbo frediano ci sono, in questo breve intervento d'occasione (la presentazione dello Zarathustra nicciano), alcune chicche imperdibili: dal qualificarsi come correttore di bozze al gioco con Ingravalle tra professore e professo. La parola, ah, la parola. Un gioco virtuosistico che si spinge fin oltre il limite (la clausura carceraria come campo di concentrazione).
E poi ci sono parole che non si possono dire, che devono essere rimosse o interdette. Tra queste, per  il Secolo d'Italia, c'è appunto il sintagma "Edizioni di Ar". Il quotidiano diretto da Marcello de Angelis (uno che da giovane teneva le scuole quadri di Terza posizione su "La battaglia di Berlino" scritto da Goebbels ed edito da Ar, appunto) è riuscito infatti nella difficile impresa di dedicare tre quarti di pagina alla recensione di un volume di Michels omettendo il riferimento bibliografico (e qui già il deskista meriterebbe una tirata d'orecchie). A ingigantire l'errore la scelta del grafico che, pur disponendo di una intera colonna bianca, ha pubblicato la copertina del volume tagliando il logo della casa editrice.
Una botta di sfortuna, forse. Perché parliamo del giornale di venerdì 17 febbraio...

16 commenti:

  1. ma figuriamoci se il " professo " ha bisogno di farsi evidenziare il logo di ar da un politico partitico ..di quei partiti che il PROFESSO definì " vermi di un corpo in putrefazione "

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  2. Stando nel Pdl penso che Deangelis alcuni raggiri e furbate varie le abbia imparate molto bene. Quando poi si rinuncia alle battaglie per un posto di senatore ( come fece nel 2006) il quadretto e' proprio completo. Non dimentiamoci che il Deangelis peronista-khomeinista e' LO STESSO che poi ha votato in Parlamento la legge per aumentare le retribuzioni ai parlamentari, per il rifinanziamento della guerra (leggasi Aggressione) all'Afghanistan e infine difese a spada tratta sin a venire alle mani con Buontempo la legge elettorale con le liste BLOCCATE, lo sbarramento e la scelta dei candidati imposte dall'alto (leggasi all'epoca Gianfranco Fini che oggi in An se gli chiedi di lui ti dicono che manco sanno chi fosse o che l'abbiano mai visto in vita loro prima .....)
    NOn difendo Freda, ma anzi preferisco evitare commenti per non inimicarmi la simpatia e l'amicizia dei vari Camerati(...si fa per dire) ingenui e creduloni .....................

    Ago

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  3. Davide, ma è evidente che certe cose brutte non si devono fare mica per rispetto dei danneggiati ma di se stessi...

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  4. Di che si discute qui? Di come *Il secolo* tratta le Edizioni di Ar, dei libri di Ar o del ritorno dell'Editore? Tra l'altro è curioso: la ripresa filmata dell'esternazione frediana pare dare (o voler dare) l'impressione di essere stata carpita, come se una cinepresa accesa adagiata sulle gambe di qualcuno filmasse senza che nessuno se ne accorgesse. Allora forse il (i) temi/problemi più interessanti sono altri; non *Il Secolo*, non De Angelis e le sue gradite bevande, non "Maestro Nietzsche" e men che meno i rapporti tra professo e professore con annessi e connessi. Probabilmente siamo in presenza di remake di un remake di un remake... di un remake....

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  5. Delle parole. Delle parole scritte nello Zarathustra. Delle parole dette dal correttore di bozze. Delle parole rimosse dal "Secolo d'Italia".
    E della mia voglia di giocare sul dubbio tra malizia e sfiga (visto che della figa non si può parlare)

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  6. Io il Secolo d'Italia non lo compravo dal 92-93.......poi l'ho comprato una volta per malsana curiosità un paio di mesi fa....per ripromettermi di non essere mai più curioso almeno della succitata testata! A De Angelis piace fare il furbetto proponendo articoli come ad esempio quelli di Scianca su autori e tematiche della "destra radicale antisistema" tanto per accattivardi un segmento di potenziali lettori eretici ma ovviamente mantenendo una impostazione generale da giornaletto della destra atlantica e liberalparlamentare......uno schifo unico!
    Comprate e Leggete RINASCITA, l'unico e vero giornale del e per il POPOLO!

    Filippo

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  7. Non so se la curiosità che ritengo legittima sia solo mia, ma, Maurizio, cosa vuoi dire quando scrivi " siamo in presenza di remake di un remake di un remake... di un remake...."?
    Sono solo io a non aver capito?

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  8. Splendida la chiosa sul verbo considerare. Remake di un remake di un remake... di un remake, non l'ho capita nemmeno io.

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  9. Poche chiacchiere...quel che si vede è l'intervento del PROFESSO durante un dibattito seguito alla presentazione del libro di Ingravalle in una libreria di benevento..non è remake, Maurizio..ma solo un gradito ( per me straordinario ) incontro con chi , GFFreda , ha ancora molto da dire e INSEGNARE..se poi si viol prender cappello..ma non ne capisco il motivo e il fine..della serie CUI PRODEST?

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  10. ecco quanto scrive Vincenzo Vinciguerra su Freda: "La disintegrazione del Sistema", siamo portati a credere, fu concepita come una abile finzione rivoluzionaria, dato che servì per l'operazione di infiltrazione a sinistra partorita nelle menti dell'intelligence statunitense a Berna nel 1964 con l'operazione «manifesti cinesi». In quegli anni nascono gruppi nazi-maoisti, manifesti che inneggiano ed esaltano, in funzione antisovietica, la figura di Mao vengono affissi nei muri di alcune città non da militanti comunisti, ma da miliziani neonazisti sotto la copertura dell'allora capo della polizia Umberto Federico d'Amato e la supervisione del senatore del MSI Mario Tedeschi.

    "La disintegrazione del Sistema" venne dato alle stampe nel 1969 ed a distanza di 34 anni il «guerriero di Hitler» nei suoi libri permette di scrivere a chi ha ammesso di avere lavorato per la CIA. Il mosaico quadra.

    Destra istituzionale ed extraparlamentare, legami coi servizi segreti, manovalanza nelle stragi (soprattutto in quella di Piazza Fontana, della quale parleremo in seguito), destabilizzazione dell'ordine sociale per stabilizzare quello politico. Ed a proposito delle stragi avvenute in Italia desidero riportare cosa si scriveva su di un bollettino interno del Centro Ordine Nuovo, o, meglio il Quaderno n°1. Il saggio è significativamente titolato "La guerra rivoluzionaria" (1). In esso è scritto:

    «Per la conquista totale delle masse la dottrina della guerra rivoluzionaria prevede, oltre che il ricorso alla azione psicologica, il ricorso a forme di terrorismo spietato ed indiscriminato. Si tratta cioè di condizionare le folle non solo attraverso la propaganda ma anche agendo sul principale riflesso innato presente tanto negli animali quanto nella psiche di una grande massa: la paura, il terrore, l'istinto di conservazione. Occorre determinare tra le masse un senso di impotenza, un senso di acquiescenza assoluto un rapporto all'ineluttabile destino di vittoria delle fazione rivoluzionaria. Inoltre, il terrorismo su larga scala attuato tra le fila delle forze incaricate della repressione del movimento rivoluzionario genera sempre disagio, stanchezza, insicurezza, determinando così condizioni favorevoli alla propaganda disfattista. Una attività terroristica di questo genere tende anche ad esasperare l'avversario per costringerlo ad azioni di rappresaglia sempre odiose ed antipopolari, anche se giuste e che pertanto, alienano il favore e la simpatia di larghi strati della popolazione. Abbiamo accennato al terrorismo indiscriminato e questo concetto implica, ovviamente, la possibilità di uccidere, o far uccidere, vecchi, donne e bambini. Queste forme di intimidazione terroristica sono, oggi, non solo ritenute valide, ma, a volte, assolutamente necessarie per il conseguimento di un determinato obiettivo».

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  11. Innanzitutto il periodo di cui sopra non è di Vincenzo Vinciguerra, bensì di Massimiliano De Simone. In secondo luogo, il mosaico non quadra affatto, dato che consiste in un calderone eterogeneo dove vengono mescolati fatti (i manifesti cinesi affissi da Avanguardia Nazionale),riflessioni ideologiche(la tecnica della guerra rivoluzionaria teorizzata ed applicata in primis dai marxisti, quindi oggetto di riflessione anche degli ordinovisti e degli ambienti degli stati maggiori della difesa di tutto il mondo) ed una imbarazzata prefazione di poche righe apposta da Giuliano Ferrara ad un testo delle Ar ospitante interventi di vario genere. Ma sul serio si crede che coloro che auspicavano, apertis verbis, la lotta comune di neri e rossi contro il Sistema fossero tutti quanti dei burattini dei servizi? Per cortesia....

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  12. Ma stiamo ancora dietro al vinciguerra ( e i tanti suoi simili ) ? Ma per favore! Diciamoci la verità per intero: sono 40 anni e più che si cerca di infangare chi se ne fotte della putrebonda melma di bugie,menzogne e miserabile condizione mentale che rappresenta solo chi ci sguazza ( pentiti a comando e non solo )! Costoro , prima di parlar di Freda, andassero dallo psicologo o anche dallo psichiatra !

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. remake di un remake di un remake... di un remake?!?! Non si capisce davvero a cosa si vuole alludere, visto che questa magistrale Lectio dell'Editore e' la prima e l'unica (purtroppo) reperibile in rete. L'impressione e' che l'Editore ci abbia donato un magnifico esempio sul nichilismo nietzschiano, qualcun altro ci abbia invece fornito un triste esempio di ressentiment nietzschiano (con l'aggiunta di contenuti paranoidi).

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  15. uno che N. lo ha letto tuttomercoledì 22 febbraio 2012 03:37:00 CET

    Il fatto grave (personalmente: sconcertante) è il contrabbando di Nietzsche, del suo pensiero, operato da questi figuri: beninteso, non che fosse imprevisto - N. stesso ne adombrava l'eventualità! Mi domando, mi viene da domandarmi che diavolo di N. abbiano mai potuto leggere questi signori...lo hanno letto?

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  16. signor ho letto tutto: ci illustri lei dovè questo contrabbando!?, lei forse sarà in odor fetente del gayo vattimo?o prossimo candidato del travaso dal vuoto al nulla?

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