La carta di Treviso e i figli di Alemanno e Bisignani: lasciate in pace i ragazzini e prendetevela con i padri - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 27 gennaio 2012

La carta di Treviso e i figli di Alemanno e Bisignani: lasciate in pace i ragazzini e prendetevela con i padri

(umt) Una breve premessa di metodo: per argomentare la necessità di difendere una regola sarà costretto a violarla. Invoco quindi l'esimente dello stato di necessità, cioè il dovere etico di ribellarsi all'ingiustizia sostanziale, al di là della forma.
Il fatto: il quotidiano Il Fatto racconta la storia, vecchia più di un paio di anni, di un pestaggio "fascista" ai margini di una festa di ragazzini (13-14 anni) alla Camilluccia, di cui il figlio del sindaco Alemanno (in seguito divenuto militante del poundiano Blocco studentesco ma tutt'oggi abbondantemente minorenne) sarebbe stato testimone. E rilancia, sottolineando che un altro dei protagonisti dell'episodio è il figlio, sempre minorenne, del mai abbastanza lapidato faccendiere Luigi Bisignani (una vita da P: dalla P2 alla P3).

Il paradosso: ove mai si scoprissero gli autori materiali del pestaggio, e anche dell'eventuale tentativo di omicidio, e ove mai l'aggressione, a mo' del Circeo, fosse evoluta in stupro, gli autori materiali minorenni di questi efferati delitti avrebbero diritto all'anonimato, in base alla carta di Treviso. Perché i figli di ... no? Perché legittimare e tollerare questa perversa spirale per cui, per addebitare ai padri le (eventualissime) colpe dei figli si fanno ricadere sui figli le esigenze di battaglia etico-politica nei confronti dei padri negando loro il diritto di una guarentigia che si assicura ad autentici criminali?
Un appello: ai miei colleghi. Se proprio volete rompere i coglioni al sindaco Alemanno perché non gli chiedete quando ha appreso che Mario Vattani, da cui si è fatto accompagnare in numerose occasioni di rappresentanza in incontri con la comunità ebraica e suoi organismi più o meno istituzionali (dall'Adl all'Aipac) era un cantante fascio-rock. A me risulta che all'epoca del pestaggio del Capranica, nel 1989 Mario Vattani era un componente del Dart, il Dipartimento artistico del Fronte della gioventù, al cui interno nasce e matura l'esperienza degli Intolleranza, la sua prima banda fasciorock. Poteva il segretario nazionale del Fronte, che dagli stessi ranghi attivistici proveniva, non saperlo? Chiedeteglielo, e lasciate in pace il ragazzino.

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