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29 aprile, battaglia della memoria a Milano tra Capotosti e Rifondazione

La consigliere provinciale del PDL, Roberta Capotosti con un'interrogazione urgente ha chiesto che "venga revocato lo Spazio Guicciardini, concesso a Rifondazione Comunista per la serata del 29 aprile, all'interno del quale - ha dichiarato Capotosti - è stata prevista una serata "antifascista" con il chiaro intento di fomentare odio, in nome di quell'antifascismo militante che tante vittime ha mietuto proprio tra gli anni ’70 ed ’80."

“Consentire – ha proseguito – che proprio in occasione dell’anniversario della morte, per mano vile e assassina di commandi di Avanguardia Operaia e Prima Linea, di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, si dia spazio e voce agli “eredi” di coloro che ne causarono la morte, è un insulto alla memoria ed al sacrificio dei caduti e dell’intera comunità ideale e politica che li ricorderà domani con manifestazioni istituzionali e non.” 
“E’ inaccettabile che, la Provincia di Milano che, proprio oggi ha ricordato e celebrato il consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, Enrico Pedenovi, con una commemorazione istituzionale a Palazzo Isimbardi, consenta che, all’interno di una propria sala, si dia la ribalta a fomentatori d’odio e di divisone, riportando indietro le lancette della storia a periodi bui, dando un pessimo esempio e segnale di divisione alle nuove generazioni.”
La richiesta di Rifondazione Comunista è volta alla commemorazione di Gaetano Amoroso il militante antifascista ferito la sera del 28 aprile 1976 ma morto due giorni dopo. Per questa ragione la Capotosti ha duramente replicato al capogruppo in Provincia di Rifondazione Comunista, Massimo Gatti, che, durante il Consiglio Provinciale odierno, l’ha duramente attaccata in merito alla richiesta di revoca della Sala Guicciardini: “Il Consigliere Gatti – ha dichiarato CAPOTOSTI – ha mentito, sia nell’intervento in Consiglio sia, soprattutto, nella richiesta sottoscritta di concessione della sala. Nella richiesta formalmente avanzata agli uffici della Provincia si prospettava, infatti, una mera iniziativa di ricordo di Gaetano Amoroso. Nella realtà si è utilizzata questa “scusa” per organizzare ben altro evento di pura matrice antifascista, in cui si richiama alla mobilitazione violenta e carica di odio cui la sinistra, da anni, ci ha abituato”. “E’ sufficiente andare sui siti di area antagonista per capire – conclude CAPOTOSTI – cosa si nasconda dietro la serata organizzata da Rifondazione Comunista. Gaetano Amoroso è morto il 30 di aprile.  Lo si commemori, quindi, in quella data, senza chiamata alle armi e senza incitazioni ad un odio e ad una violenza che, proprio il 29 aprile del 1975 e del 1976 ha visto cadere per mano vile comunista, rispettivamente Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi".

4 commenti:

  1. Date un'occhiata ai programmi delle due iniziative, ed alla cartina di Milano.
    Vero che da una parte c'è Rifondazione e non i CS ma le possibilità di uno "scambio di saluti" ci sono tutte... Puzza di trappolona elettorale...

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  2. Comunque la Signora Capotosti è una veramente con le palle !

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  3. http://www.milanox.eu/non-posate-quei-fiori-il-questore-nega-il-ricordo-dellantifascista-amoroso/

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  4. Milano e' citta' medaglia d'oro della Resistenza dove non si puo' tollerare che si parli di antifascismo come se si trattasse di un reato.
    Vergogna.

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