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C'è dolore a Palermo: scontri contro la presentazione del romanzo di CasaPound


Gli antifascisti parlamentari hanno rispettato l'impegno preso: nonostante il massiccio schieramento di polizia hanno tentato con ogni mezzo di impedire la presentazione di "Nessun dolore", il romanzo di CasaPound. Così, dopo il sabotaggio notturno e l'aggressione, arriva la guerriglia urbana. Risultato: nove poliziotti feriti leggermente, traffico in tilt, presentazione in corso.


Guerriglia in pieno centro
nove poliziotti feriti

Centri sociali e red block hanno cercato di impedire, lanciando sassi e bottiglie, la presentazione del libro di Domenico Di Tullio "Nessun dolore, una storia di CasaPound" alla Mondadori


Lancio di pietre, bottiglie, fumogeni e una bomba carta contro poliziotti in tenuta antisommossa. Nove agenti feriti lievemente. Questo il bilancio degli scontri tra esponenti dei centri sociali e red block che cercavano d'impedire la presentazione del libro di Domenico Di Tullio "Nessun dolore, una storia di CasaPound" in programma nel pomeriggio alla libreria Mondadori a Palermo. Il traffico è stato bloccato.

I manifestanti hanno divelto cestini per i rifiuti e li hanno lanciati contro le forze dell'ordine che hanno risposto con lanci di lacrimogeni. La manifestazione contro la presentazione del libro che era stata annunciata è cominciata in modo pacifico da parte di studenti e aderenti allo Slai Cobas. Poi sono intervenuti giovani dei red block e dei centri sociali che hanno scatenato la guerriglia urbana.

Venerdì scorso erano comparse delle scritte come "Combatti il fascismo, boicotta Mondadori" sulle vetrine della libreria in via Ruggero Settimo. Altre scritte, tra cui una stella a cinque punte, erano state fatte poco lontano su un muro in via Magliocco. Esponenti di Giovane Italia e di CasaPound avevano sostenuto che le scritte erano legate alla presentazione del libro di Domenico Di Tullio. Una presentazione era già saltata l'11 febbraio scorso "per motivi di ordine pubblico".
fonte: la repubblica.it

2 commenti:

  1. Lettera aperta ai compagni sugli scontri del 23 Marzo alla Mondadori di Palermo.

    Epistola dal vostro “amato nemico”.

    L’odio acceca e inebria ogni percezione, brucia i tempi, è nemico di ogni sintesi e del vero. Se la notte porta consiglio, tre sono bastevoli per distaccarsi dagli eventi e gettare un velo di grazia sulle valutazioni, laddove le emozioni ci abbandonino, trascinate dal fiume dell’effimero.
    Immortalate a tinte vivaci, con le pennellate decise di un quadro futurista, le immagini dello scorso 23 Marzo hanno attratto il mio occhio, così sensibile a certe atmosfere; quelle che danno innesco al cuore che comincia a battere come un tamburo, mentre l’aria si fa agrodolce di fumogeni e lacrimogeni.
    Un’atmosfera “non per tutti”, tra quelli che c’erano perché volevano esserci, coloro che avrebbero preferito non esserci e quelli che “mi ci hanno mandato”.
    Mi si permettano delle considerazioni, certamente non condivisibili, ma legittimate dalle credenziali di un instancabile “addetto ai lavori”, quale sono, spesso menzionato durante frivoli discorsi da bar.
    Quei poveri ragazzi di Casa Pound Palermo ai quali è stata rovinata la festa; per carità, una festa legittima in uno stato di diritto: la presentazione di un libro sul quale, lo confesso, non ho ancora letto nulla. Impantanati senza vergogna in un atteggiamento vile, pronti ad indossare quotidianamente il manto del vittimismo. Giovani anche freschi e spinti da un ingenuo entusiasmo, mal guidati e portati a seguire esempi che non formano né arricchiscono.
    Nel mezzo, lo Stato, con i suoi uomini degradati a bassa manovalanza dell’ordine pubblico, dove l’unico metro del consenso è il manganello. Spinti a darle ed a prenderle ma non a porre in stato di fermo lo sciame di esagitati, dei quali si conoscono facce e nomi, per non incappare, forse, nel classico gioco di certa magistratura iper-garantista nei confronti dei cosiddetti “giovani dei centri sociali”.
    E poi voi, sempre in tanti, malgrado vi sia stato dimostrato, a più riprese, che il numero è un fattore relativo.
    Voi, liberi di agire impunemente in uno Stato che dichiarate di combattere ma che vi lascia libertà d’azione per reprimere quanto esso, nel rispetto delle norme vigenti, è impossibilitato a fare.
    Voi, sospinti da un odio incommensurabilmente basso, talmente basso che non riesce a superare il gretto frasario sprezzante di quarant’anni fa, con i suoi luoghi comuni, i suoi isterismi, i suoi esorcismi di parole che strizzano l’occhio alla mala-informazione degli organi di stampa, cani fedeli (anch’essi) del potere unico dominante, espresso dal parlamentarismo.
    Voi che, piuttosto che colpire il bersaglio che dite di combattere, in preda ad uno strabismo di comodo, sbagliate clamorosamente la mira, per via di un’intima ed inconfessabile paura borghese di “fare sul serio”.
    Voi, le guardie di complemento di un Sistema proteiforme che ho giurato di abbattere; voi, miei nemici non scelti da me; voi che, le malaugurate volte che i nostri passi si sono incrociati, il mio sguardo è stato l’ultima cosa gradevole che abbiate visto.
    Voi che, nonostante tutto, quel pomeriggio del 23 Marzo, in mezzo a tanto squallore, eravate bellissimi.



    Larmenius

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  2. a Palermo, poliziotto lancia sasso contro manifestanti


    Il video è stato girato sabato 23 marzo nel corso degli incidenti tra estremisti di sinistra e forze dell'ordine, per la presentazione del libro di Domenico Di Tullio "Nessun dolore, una storia di CasaPound". Nelle immagini, pubblicate online da un'emittente radiofonica locale, si vede chiaramente un poliziotto lanciare una pietra in direzione dei manifestanti

    http://tv.repubblica.it/copertina/palermo-poliziotto-lancia-sasso-contro-manifestanti/65051?video=&ref=HREC2-5


    bobo

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