Vinciguerra: che ci fa Ganzer ancora al vertice dei Ros? - <b>FascinAzione</b>

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sabato 12 febbraio 2011

Vinciguerra: che ci fa Ganzer ancora al vertice dei Ros?

Del caso Ganzer ci siamo occupati abbondantemente in occasione della sua condanna a 14 anni per traffico di stupefacenti. Sono passati sette mesi e il generale è ancora in servizio attivo al vertice dei Ros, cioè la struttura in cui si è macchiato dei reati per cui è stato giudicato colpevole. A chiedersi perché da una magistratura così preoccupata dell'emergenza legalità non si sia levata una sola voce a segnalare il problema è Vincenzo Vinciguerra, personalità controversa e discutibile per molti aspetti, ma che ragiona ...


CHI COMANDA IN ITALIA? di Vincenzo Vinciguerra
Abbiamo sempre sostenuto che essere al governo non vuole dire, necessariamente, detenere il potere. Quanto sta accadendo in Italia, in questo periodo, conferma questa verità da tanti affermata ma da pochi, in fondo, creduta. Eppure, abbiamo un presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, verso il quale si leva, legittima e fondata, l'accusa di volersi porre al di sopra della legge che, in teoria, è uguale per tutti i cittadini. A strillare più degli altri sono i magistrati milanesi che, accompagnati dal servile coro dei giudici-dipendenti, si presentano alla opinione pubblica come i campioni della giustizia che, mannaggia, deve essere uguale per tutti. Però, mentre tutta la legittima caciara contro Silvio Berlusconi prosegue, gli stessi magistrati si mettono sotto i piedi la legge e l'uguaglianza dei cittadini dinanzi ad essa, quando trattano il caso di un pugno di carabinieri, fra i quali due generali, che, come Berlusconi, sono stati loro stessi a portare sul banco degli imputati. Vediamo di capire meglio come stanno le cose. Un magistrato ed una ventina di ufficiali e sottufficiali dei carabinieri sono stati accusati dai magistrati milanesi di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Il mandato di cattura e l'arresto sono obbligatori per legge, non affidati alla discrezione dei magistrati. Eppure, nessuno di questi è stato arrestato così che si può affermare che i magistrati di Milano hanno violato la legge per favorire questi imputati. L'allarme che lanciamo è fondato, legittimo e doveroso. Se, giustamente, nessuno può porsi al di sopra della legge, anche se presidente del Consiglio, perché mai dovrebbero essere autorizzati a farlo generali, ufficiali e sottufficiali dei carabinieri che al servizio della legge, pagati per far rispettare la legge e non per disporre della legge come gli pare e piace. Nessun politico ha sollevato il caso. Nessuno fra i difensori della legalità repubblicana, della Costituzione, della legge ha ritenuto di dover levare una protesta dinanzi ad un caso di incredibile arroganza da parte del Comando generale dell'Arma dei carabinieri e dalla disinvoltura dei magistrati di Milano sui quali dovrebbe aprire un'inchiesta la procura della Repubblica di Brescia, territorialmente competente. I magistrati di Milano hanno, addirittura, rinunciato ad esigere dal ministro della Difesa, dal Comando generale dei carabinieri, che procedessero almeno a rimuovere Ganzer e compagni dai loro posti di comando, che li sospendessero dal servizio. Non lo hanno fatto. Ganzer è rimasto al comando dei Ros dei carabinieri, gli altri ai loro posti, liberi di inquinare le prove e di intimidire, con l'arroganza del loro potere, i testimoni a loro carico. Forse, il principale accusatore di Ganzer non si sarebbe impiccato nel carcere di Sulmona se costui fosse stato arrestato, come la legge impone, o almeno sospeso dal servizio. Non si tratta di difendere Silvio Berlusconi ma di ristabilire un principio di equità violato da quegli stessi individui che non perdono occasione per ribadire il rispetto loro per l'eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge. Non sono Giampaolo Ganzer ed i suoi coimputati cittadini italiani? O fanno parte di un centro di potere troppo potente, perché in grado di ricattare chiunque attingendo dai suoi inviolati archivi, perché i magistrati di Milano osino applicare la legge nei loro confronti?
Se il caso di Berlusconi ci copre di ridicolo dinanzi al mondo, quello di un generale condannato a 14 anni di reclusione per traffico di stupefacenti e che rimane al suo posto di comando, ci ricopre di ignominia. E' dall'omicidio di Ettore Muti nella pineta di Fregene, dall'agosto 1943 quindi, che la storia dei carabinieri è punteggiata da episodi oscuri che andrebbero una volta per sempre chiariti. Il caso Ganzer ricorda quello del colonnello Ugo Luca, il quale con l'aiuto dei mafiosi riuscì ad eliminare Salvatore Giuliano inventando uno scontro a fuoco fra questi ed i suoi sottoposti che non c'è mai stato. Nessun magistrato ebbe la dignità ed il coraggio di pretendere da Luca la verità, mentre il Parlamento varò a tempo di record una legge per promuoverlo generale di brigata.
Luca riuscì a far ammazzare Salvatore Giuliano, Ganzer quali meriti può vantare?
Luca fece in modo che nessuno dei segreti di cui era possessore Salvatore Giuliano venisse alla luce, primo quello relativo ai mandanti della strage di Portella della Ginestra.
Ganzer quali segreti possiede per pretendere ed ottenere di esserle protetto dai politici, dai vertici militari e dai magistrati di Milano?
Una volta, tanti anni fa, l'arresto di un ufficiale dei carabinieri per reati comuni faceva scandalo e finiva sulle prime pagine dei giornali, oggi non fa più testo tali e tanti sono gli appartenenti a questo corpo di polizia a finire in galera per i motivi più vari ed abietti. Una realtà che dovrebbe indurre ad assumere provvedimenti seri a carico dell'Arma dei carabinieri che non possiede più l'autorevolezza per rappresentare la legge. E non deve avere l'autorità per porsi al di sopra della legge, sempre che a detenere il potere non siano i Berlusconi, i Fini, i Casini, i Bossi, i D'Alema e i Bersani, ma i carabinieri.
Ed è sufficiente ripercorrere la storia di questo corpo di polizia nel dopoguerra per rendersi conto che è giunto il momento di difendere la libertà del Paese, non minacciata dal "buga buga", ma dalla tracotanza dei Ganzer e dei suoi colleghi e superiori.
fonte: www.marilenagrill.it

Qui potete scaricare il Pdf di Fascinazione con i post dedicati al caso Ganzer

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