Insorgenza civile per una militanza meridionale - <b>FascinAzione</b>

Non perdere

Spazio pubblicitario

Spazio pubblicitario

venerdì 4 febbraio 2011

Insorgenza civile per una militanza meridionale

(umt) Giuseppe Parente torna a scrivere di politica dopo settimane difficili per la cosiddetta destra radicale partenopea, culminate con la rissa nel corso dell'assemblea popolare per la rinascita di Napoli, indetta dal cartello Onda d'Urto. Oggi, alla vigilia del meeting di Gaeta, intervista Nando Dicè, leader di Insorgenza civile, sui famosi 150 anni di storia repubblicana.


di Giuseppe Parente

In un’umida e poco soleggiata mattinata, nella centralissima zona di Mergellina, sorseggiando un ottimo caffè “Borbone”, l’architetto Nando Dicè, segretario del movimento identitario meridionalista Insorgenza Civile, con massima franchezza, risponde ad alcune mie domande sulla storia dell’Unità di Italia, e sul suo impegno quotidiano per la causa del meridione di Italia.

Il 17 marzo 2011, gli Italiani festeggeranno il centocinquantesimo anniversario dell’Unità di Italia, godendo addirittura di un altro giorno di festa nazionale, qual è il punto di vista insorgente?

L’unità di Italia, datata 17 marzo 1861, senza ombra di dubbio, segna la nascita della colonizzazione dei popoli meridionali, che godevano del primato di essere l’unico stato unitario di quella che ora chiamiamo Italia, uno stato che è durato 730 anni.

Con l’unità di Italia, i meridionali, da popolo civile e alla avanguardia in tutti settori, dalla agricoltura, all’industria,dalla cultura all’economia si ritrovano,come direbbero i latini, manu milatari, ad essere considerati cittadini di serie b, per cui, noi militanti meridionalisti di Insorgenza civile, non abbiamo nulla da festeggiare.

Allora il 17 marzo 2011, sarete probabilmente l’unica voce contraria al coro unanime dei festeggiamenti per i centocinquanta anni dell’ Italia?

Il movimento Insorgenza Civile, del quale sono il presidente, non parteciperà alla manifestazione organizzata dal partito del sud, organizzerà una tre giorni di presidio permanente, nella centralissima Piazza Dante, a Napoli, per ricordare i massacri, al grido ipocrita di Fratelli di Italia, che l’esercito piemontese, per volontà della reale casa Savoia, ha perpetrato nei confronti dell’esercito borbonico, nei confronti dei nostri briganti e nei confronti di uomini e donne inermi la cui unica colpa era quella di voler rimanere attaccati alla propria cultura e alle proprie tradizioni e che amavano la propria terra d’origine, difendendola a spada tratta.

Il movimento di Insorgenza civile è il solito movimento meridionalista che ha come obiettivo il riprestino di una verità storica, come quella del regno delle due Sicilie?

Il movimento politico di Insorgenza Civile, contesta il modello di sviluppo globalizzante imposto al meridione di Italia nel 1861 e che continua ancora oggi con il nome di globalizzazione che per noi significa sfruttare tutto, tutti e ovunque… altro che revanscismo nostalgico borbonico o presunte rivolte agro-alimentari.
Il ripristino di una verità storica, senza ombra di dubbio, è patrimonio comune, nel nostro caso, di tutti i meridionali, non deve essere, come erroneamente accede, unica fonte di ispirazione politica. La storia non risolve, da sola, le complesse problematiche meridionali, va conosciuta e non adorata.

Nella prossima primavera, le elezioni comunali porranno fine al secondo mandato del sindaco Rosa Russo Jervolino, insorgenza civile come si comporterà in questa occasione

Insorgenza Civile, sarà presente alle prossime elezioni comunali di Napoli, sostenendo il candidato sindaco Raffaele di Monda, in coalizione con il Pin, progetto innovazione Napoli, con una propria lista, con la consapevolezza di chi vede, nelle elezioni democratiche, un passaggio e non un fine; con il nobile obiettivo di creare una classe dirigente meridionale che dovrà fare esclusivamente gli interessi dei meridionali.

5 commenti:

  1. non se ne può più con sti festeggiamenti in effetti

    RispondiElimina
  2. Italia federata con macroregioni, senza governo centrale... adesso la lega nord vuole fare il federalismo, pensate se proponessimo alla gente del nord di fargli un federalismo dal sud...
    La storia ci ha insegnato che aggrapparsi alle bandiere e ai simboli serve solo a chi pilota il destino di una terra, io non brucio bandiere italiane e non sventolo bandiere borboniche, mi possono dare anche un rotolo di carta igienica come bandiera, se codesta mi garantisce benessere e serve a bloccare il flusso migratorio... ben venga!

    RispondiElimina
  3. Io non capisco questo accanimento sul flusso migratorio. Non si possono fermare i processi sociali e storici. Mi sembra l'equivalente dell'antifascismo degli antagonisti, un chiodo fisso!
    A sud fanno figli, a nord no. Non sarebbe molto più intelligente e produttivo capire che una volta analizzati i processi storici vale la pena tentatre di gestirli?
    La società sarà multirazziale, cerchiamo di organizzarla al meglio possibile. Altrimenti davvero si finisce a fare battaglie di retroguardia perdenti sterili. A meno che non si abbia come modello sociale la Corea del Nord. Nel caso basta sostenere questo governo e un pò di crisi economica...

    RispondiElimina
  4. Ne destra ne sinistra cerchiamo di capire solo chi può giovare e risollevare il nostro amato Sud.

    RispondiElimina
  5. Se volete conoscere cosa è veramente Insorgenza civile per poi evitarla leggete l'articolo al link
    http://www.duesicilie.org/spip.php?article310

    RispondiElimina

Banner pubblcitario 700