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La Repubblica, le liste di proscrizione, la pagliuzza e la trave

Il sito web Informazione corretta è uno spazio dichiarato di supporto allo Stato di Israele. Nel merito della polemica suscitata dal 3d "Giudaismo internazionale", sul portale dell'area suprematista bianca Stormfront, ha preso una posizione solo in apparenza sconcertante, con Ugo Volli, il semiologo che è stato anche per 34 anni critico teatrale di "La Repubblica" (ed è presidente di una sinagoga riformata): il problema, sostiene l'intellettuale, non sono i neonazisti le liste di ebrei ma gli avversari di Israele. E in questo caso la lista è lunga: da De Magistris a settori ecclesiastici. Le lettere di commento, nell'esprimere entusiasta sostegno alla posizione ultrasionista del professore, segnalano un clamoroso infortunio del suo ex giornale:


La Repubblica, sempre peggio 13/01/2011


Mi fanno notare su Repubblica.it di ieri 12/01/10, nell'articolo di Federica Angeli e Gabriele Isman sulla cosiddetta lista Falciani

(http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/01/12/news/capitali_trasferiti_in_svizzera_ecco_i_settecento_maxi_evasori-11119243/)
l'enigmatica -per non dire inquietante- frase: "Tra le famiglie con cognome di origine ebraica: Paserman, Eleonora Sermoneta e Gianfranco Graziadei". E pensare che sullo stesso giornale si leggeva l'articolo, da voi stessi segnalato: "Neonazisti, la lista della vergogna: 'Ecco i nomi degli ebrei italiani' " (Solo una casuale coincidenza?).
Buon lavoro e cordiali saluti,
Andrea Atzeni


Questo comunque il testo della "cartolina" di Volli

Gli antisemiti veri, oggi, quelli pericolosi, sono i nemici di Israele. Contro di loro mi batto
Cari amici, non vi arrabbiate con me, ma devo dirvelo. Non me ne importa niente. Non mi importa niente di quei quattro imbecilli che sul web pubblicano liste di "ebrei influenti" o anche semplicemente di cognomi ebraici. Ci sono anch'io, ma non me ne importa niente. Il problema non sono loro, non è vero che sono loro a far risorgere l'antisemitismo. La mamma degli idioti è sempre incinta, lo sappiamo, e l'antisemitismo volgare ed esplicito di stile nazista è un genere di idiozia criminale endemico. Ma il problema non sono loro. Non è quello l'antisemitismo pericoloso, è troppo facile indignarsi perché qualcuno dice che Levi e Cohen sono cognomi ebraici, che esistono professori ebrei nelle nostre università come Giorgio Israel o me stesso, giornalisti ebrei come Lerner, e anche qualche businessman di origini ebraiche, ma convertito, come l'ingegner De Benedetti, e cerca di produrre odio contro queste persone. 
L'antisemitismo vero oggi si esercita contro l'ebreo degli stati, Israele, e coinvolge ben altri dei cretinetti che hanno pubblicato per l'ennesima volta una lista di ebrei sul web. Coinvolge l'Onu e l'Unione Europea, tutti i paesi arabi e i loro amici fra cui la maggior parte del terzo mondo, la grande maggioranza della sinistra politica, in Italia e all'estero, un bel pezzo di Chiesa. Permettetemi di dire che io rifiuto la solidarietà di Vendola e De Magistris, del Manifesto della Cgil e di Rifondazione Comunista, di Pax Christi, dei vescovi mediorientali e di Emergency (ammesso che l'abbiano formulata, non mi risulta). Non mi importa niente di quel che possono dire. Di più, non ci credo. Non credo che dispiaccia loro che qualcuno parli contro gli ebrei. Gli antisemiti veri, oggi, quelli pericolosi, sono i nemici di Israele, quelli che stanno lavorando, lo sappiano o meno, lo capiscono o no, perché la Shoà si ripeta. Di loro mi importa. Contro di loro mi batto.
Ugo Volli

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