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Affatigato insiste ma è smentito dagli atti

Per confutare la mia affermazione 


l'ex collaboratore dei servizi segreti si avventura in una polemica improvvida con Mimmo Franzinelli, a (s)proposito del libro "La sottile linea nera", dove si spinge a sostenere che né Maggi né Zorzi né Digilio né Siciliano avessero mai fatto parte di Ordine nuovo, né nella versione Centro studi, né in quella Movimento politico. Peccato che Maggi sia stato lo storico referente rautiano a Venezia e che Digilio fosse infiltrato dei servizi americani nel network ordinovista in Veneto

pubblicata nel post precedente Marco Affatigato inserisce nei commenti l'intero articolo con una breve premessa


Mi dispiace , anzi in realtà mi fa piacere, contraddirti ma non sono andato fuori di una virgola. Io parlo del MOVIMENTO POLITICO ORDINE NUOVO , quello di Clemente Graziani, ed invece volutamente forse si vuole continuare a fare la commistione fra CENTRO STUDI ORDINE NUOVO , quello di Rauti, ed il MPON "entità politica diversa" dalla precedente.



Nell'articolo su "Boia chi molla ! " viene scritto
Nei vari gradi del processo o dei processi sulla strage di Piazza Fontana, il Movimento Politico, già Centro Studi, Ordine Nuovo non è mai stato coinvolto. Solo Rauti, indicato da Pozzan, come il personaggio misterioso che partecipò ad una “riunione di cospiratori”, venne arrestato, ma poi presto rilasciato dopo la ritrattazione del suo accusatore che, in un memoriale aveva scritto d'essere stato indotto a quell'accusa dai giudici inquirenti. Rauti fu poi prosciolto con formula piena. Anche nella relazione della Commissione stragi che ha indagato a fondo e per anni su tutta la vicenda, nel capitolo riguardante piazza Fontana, di Ordine Nuovo non si parla mai. E’ solo nella sentenza ordinanza del giudice Salvini, attraverso discutibilissimi e inattendibili pentiti, che la responsabilità della strage viene attribuita ad un “gruppo appartenente ad Ordine Nuovo”.
Qui facilmente si potrebbe chiudere il discorso affermando, senza possibilità di smentite, che nessuno dei 33 imputati (tranne appunto Rauti) in realtà apparteneva ad Ordine Nuovo. Allora perché tanto accanimento del giudice e dei giornalisti a definire al contrario "ordinovista" ogni imputato? A chi ha svolto per decine di anni anni delle indagini non può né poteva sfuggire il fatto che il gruppo La Fenice non aveva niente a che fare con il Centro Studi , prima , e il Movimento Politico Ordine Nuovo, dopo e che storicamente ciò si rileva anche dal “suo bollettino interno”, copiosamente sequestrato dalle Autorità inquirenti; come anche quel gruppetto di camerati, sia Maggi che Zorzi come pure i loro accusatori Digilio e Siciliano, non erano né del Centro Studi né del Movimento Politico Ordine Nuovo e prova ne sia la lettera (del 1975) spedita a Delfo Zorzi, già in Giappone, ed acquisita dalla Magistratura inquirente dove viene commentato il fatto di una probabile fusione tra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale senza che il loro gruppo venga preso nemmeno in considerazione.
Della autonomia di Freda e dell'unicità del gruppo Freda (il gruppo di Ar), anche con la creazione del movimento politico “Lotta di Popolo” poi nessuno, almeno tra di noi, ha mai dubitato. E poi tutti questi altri signori imputati a quale Ordine Nuovo avrebbero dovuto appartenere? Basta leggersi la “storia” del Centro Studi Ordine Nuovo e del Movimento Politico Ordine Nuovo. Rauti era rientrato con diversi dirigenti nel MSI con obiettivo la scalata al vertice del partito. Graziani, Massagrande ed altri critici al rientro di Rauti avevano dato vita al Movimento Politico Ordine Nuovo ed il loro obiettivo era la costituzione di un movimento extraparlamentare che operasse in piena luce del sole con sedi e proselitismo tra le giovani generazioni. Né la politica e le scelte di Rauti, né quelle di Graziani prevedevano strutture segrete, bombe ed altro del genere. Sia Rauti, sia Graziani, indipendentemente l'uno dall'altro, furono sempre contrari alla lotta armata, come è facilmente dimostrabile. I loro nomi non appaiono nell'inchiesta Salvini. E allora questi imputati a quale Ordine Nuovo appartenevano? Da chi ricevevano l'ordine per le azioni di cui erano imputati? La risposta non è certamente facile ma è altrettanto facile dire che non lo ricevevano dal Centro Studi Ordine Nuovo né tantomeno dal Movimento Politico Ordine Nuovo. Ma la sigla “Ordine Nuovo” esce, anzi deve uscire, per necessità. Usando il nome Ordine Nuovo si crea un legame, una storia con tutto il neofascismo del dopoguerra, si rende credibile un’organizzazione forte di appoggi e protezioni e capace di organizzare contemporaneamente i cinque attentati di quel 12 dicembre, insomma la Spectre italiana. Ordine Nuovo è tirato in ballo continuamente, all'infinito, ogni qual volta si parla di piazza Fontana, talmente tante volte da entrare nella testa di ognuno in modo tale da renderne impossibile la difesa.
In verità era e ancor oggi lo è un modo estremamente facile per scaricare tutto in una sigla di un movimento messo velocemente fuori legge nel 1973. Un movimento che nessuno è in grado di difendere o, forse, che non giova a nessuno difendere (ma non proprio a tutti: noi ci osteniamo a difendere per amore della verità storica-politica italiana e per amore di giustizia) e però, mettere la sigla Ordine Nuovo come responsabile della strage e persino della strategia della tensione mette una pietra tombale sulla verità al dì la di qualsiasi prova o riscontro. Una curiosità rimane: che fine ha fatto quel dossier, ritrovato nel covo di Robbiano di Mediglia dal Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, riguardante la contro-inchiesta svolta dalle Brigate Rosse che erano giunte alla conclusione che Giuseppe Pinelli, si era realmente suicidato perché coinvolto nel traffico di esplosivi destinato agli anarchici e che Pietro Valpreda era davvero l'esecutore materiale dell'attentato ? Conclusioni che le gli uomini delle Brigate Rosse non vollero rendere note per paura di "non essere capiti". In queste indagini, in questi processi ci troviamo anarchici, camerati, infiltrati dei servizi segreti, carabinieri, dirigenti dei servizi segreti, politici, ministri, massoni ma non ci troviamo nessuno però appartenente al Centro Studi o al Movimento Politico Ordine Nuovo, in effetti completamente estraneo alla strage di piazza Fontana.

pubblicare tutto il testo integrale si rende necessario al fine di coloro che vogliano commentare.

Marco Affatigato
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Purtroppo Affatigato conferma un'inquietante tendenza a riscrivere la storia con la scolorina. Salvini cita esplicitamente Rauti e attribuisce a Maggi e Zorzi la responsabilità del nucleo veneziano mestrino e stretti rapporti con il centro romano (cap. 11 dell'ordinanza)
E' possibile passare ad esaminare anche i singoli episodi ascritti alla cellula di Mestre/Venezia, in collegamento strategico e funzionale con le altre cellule e in particolare quella milanese e secondo un programma criminoso che, nonostante il minor numero di elementi processuali raccolti in proposito, doveva certamente ubbidire alle direttive del Centro romano di RAUTI, SIGNORELLI e MACERATINI meta di numerose visite e incontri da parte soprattutto del dr. MAGGI e di Delfo ZORZI...
Dopo il Convegno alla White Room di Mestre in occasione del quale, presente Pino RAUTI, fu riorganizzata la struttura di Ordine Nuovo del Triveneto (int. SICILIANO, 10.10.1995, f.4), e soprattutto dal 1968, quando Delfo ZORZI entrò più strettamente in contatto con la struttura centrale di Roma, le cellule di Mestre e Venezia si attrezzarono per il salto di qualità accumulando armi ed esplosivi in grande quantità ed iniziando a proporsi, con gli attentati di Trieste e Gorizia, quali una delle realtà trainanti della strategia terroristica.
Non è certo un caso che Pino RAUTI, in quegli anni, abbia scelto Mestre quale una delle sue mete preferite durante i propri giri di propaganda e indottrinamento politico (cfr. SICILIANO, int. 5.9.1996, f.3 e, fra gli altri, Guido BUSETTO, dep. 11.11.1996, f.3; Daniela SICILIANO, vedova di Leopoldo BERGANTIN, dep. 5.2.1997, ff.1-2; Nilo GOTTARDI, dep. 30.3.1996, f.3).



11 commenti:

  1. NOn per difendere Marco affatigato la cui sola compartecipazione di collaborazione in favore dei servizi atlantici e francesi lo squalifica di gran lunga ma effetivamente Digilio era un agente CIA infiltrato in ordine Nuovo. tra l'altro risulta che Affatigato conoscesse e pure molto bene un altro infiltrato CIa, tal Marcello soffiati........questo un po' meno furbo dato che faceva vanterie e opera di spacconeria, vantandosi di appartenere alla stuttura Stay- Behind, emanazione diretta della Cia. Quindi , come nel caso di Tramonte e di Maifredi ( collaboratore diretto del ministro Paolo emilio tavianied accusato di essere il basista di Piazza della Loggia e da Carlo Fumagalli del Mar addirittura di esserene l'esecutore materiale, cioe' in sostanza chi piazzo' l'ordigno), siamo alle solite...........un conto sono gli infiltrati in ON per conto statiunitense, un conto e' il MPON e un altro conto ancora e' il centro studi ordine nuovo che cesso d'esistere nel 1969 quando buona parte dei suoi aderenti confluirono nel MSi. Che poi Rauti avesse le sue responsabilita' e filtrasse coi Fedrico D'amato, i d' Aloja e i Beltrametti e' pur vero, ma e' altro paio di maniche. e il progetto delle comunita' organiche del Mpon non c'azzecca proprio con quello che volevano fare gli infiltrati e cioe' "destabilizzare l'opinione pubblica per STABILIZZARE l'ordine politico e sociale" e rimettere al vertice i politici della DC piu' filoatlantica, conservatrice e reazionaria. Ma questo con Il Fascismo non ci azzecca proprio un bel para di palle!!

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  2. Agostino, la questione è semplice: Affatigato scrive che Maggi non faceva parte del Centro studi. Il che è una plateale sciocchezza essendo stato Maggi per decenni il fiduciario in laguna di Rauti.

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  3. Non entro nella querelle, ma è lo stesso Maggi a dare indirettamente ragione ad Ugo.

    Da pag. 72 del libro "L'ultima vittima di Piazza Fontana" di Carlo Maria Maggi:
    "Il Centro Studi di ON di Venezia merita un approfondimento particolare, non tanto PERCHE' NE HO FATTO PARTE, ma perchè era l'unico centro studi dell'Alta Italia composto da elementi non più giovanissimi (...).
    Torniamo a parlare di Venezia, ove si era formato questo gruppo di dirigenti che chiamavano Troika, anche se si trattava di cinque persone; il sottoscritto (MAGGI), Giangastone Romani direttore d'albergo, Giorgio Barbaro, operatore turistico (...), l'avvocato Giampietro Carlet e Nicola Troccoli (...)".

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  4. Questo puo' essere non lo so.....puo' darsi anche che ne facesse una "maschera", cioe' una finzione esterna. Possono essere vere tutte e due le ipotesi. in fondo quando Vinciguerra ed altri dissero che Freda e Ventura operavano in ben altre strutture e segnatamente i Nuclei di difesa per lo Stato ( cioe' nulla a che fare con il Mpon e il centro studi) si misero a ridero i tanti pennivendoli italioti....abbiamo visto pero' i dati reali: quella struttura con Il MPON non c'entrava nulla! tra l'altro lo stesso Franco Freda che appunto stava nei Nuclei di difesa per lo Stato nel 1971 fa pubblicare la disintegrazione del sistema sostenendo tesi opposte a quello che nel concreto fa. Cioe' illude i militanti nazionalpopolari puri e lui tresca comodamente e bellamente con lo Stato insieme ai suoi amici Ventura e Giannettini......due soggetti Non propriamente rivoluzionari.
    E da vero fascista quel'e( sic!) dova va a rifugiarsi?...ma ovvio nell'Argentina golpista, piduista ed ultrafiloatlantica dei torturatori dei militanti nazionalpolari peronisti e sostenitori di Evita e Juan Domingo.
    Ho detto tutto.

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  5. ....PS: .il riferimento e' all'evasione di Giovanni Ventura in argentina nel 1979. Freda fuggi nella Repubblica Dominicana, se la memoria non mi inganna proprio nello stesso anno.

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  6. Costarica.
    Grazie Giacomo, ma mi pare che fosse incontestabile la questione.
    Gianni Flamini, per altro, nel suo monumentale Partito del Golpe, cita la circostanza che Freda nell'inverno 70 ha rapporti con G. Romani (che era l'ispettore triveneto del centro studi) per l'organizzazione di una conferenza rivolta ai quadri ordinovisti rientrati nel Msi. Del resto in Veneto l'unica realtà che passa al Mpon è Verona.

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  7. Su una cosa sola Affatigato ha ragione, chiedere conto dove sia finito l'archivio delle Brigate Rosse scoperto dai carabinieri a Robbiano di Mediglia, andato distrutto su ordine di chi e perché non si sa. In tale archivio c'era il materiale cartaceo con nastri registrati, relativo alla contro inchiesta svolta dai brigatisti rossi,sulla strage di piazza Fontana.E' singolare che proprio i brigatisti a conclusione della loro inchiesta (con ampio materiale anche della rivista Controinformazione e con allegato l'interrogatorio di Rolandi stesso) in pratica dettero ragione alle indagini svolte dall'Ufficio Politico della Questura di Milano, avallando così l' inchiesta svolta dal questore Marcello Guida e il commissario Luigi Calabresi. Al famoso riconoscimento da parte del tassinaro Rolandi di Valpreda; alla responsabilità materiale come esecutore dell'eccidio dell'anarchico Valpreda pregiudicato per rapina a mano armata trasformato in seguito praticamente ad un santo; e ciliegina sulla torta sul coinvolgimento dell'anarchico Pinelli, il "deus ex machina" degli anarchici milanesi, che si era effettivamente suicidato, quando si rese conto delle responsabilità di Valpreda, personaggio da lui sempre detestato. Senza dimenticare che anche Pinelli è stato beatificato dai mass media al pari del primo, mentre Calabresi venne ucciso per questo.Egli si suicidò quando capì,che gli anarchici erano stati giocati al pari dei neofascisti dai servizi segreti, gli stessi servizi che probabilmente incastrarono Freda con i timers e il sedicente capitano Hamid.Ci fosse una solerte toga o un fottuto pennivendolo o uno storico di regime che scrivesse qualcosa in merito...puah che schifo!

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  8. ......ilo nome del capitano Hamid lo tiro' in ballo proprio Franco Giorgio Feda, quindi puo'sicuramente essere abbiano fregato pure lui, ma quel nome fasullo lo tiro' in ballo LUI, di suo pugno e quindi pure lui NON e' che da certe logiche ne fosse poi cosi' completamente immune. Che poi lo tirarono in mezzo e' vero, ma frottole ne disse pure lui. Diciamoci la verita', sarebbe ora.


    Ago

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  9. Agostino,una semplice riflessione s'impone, ma ti pare possibile che uno se deve compiere una strage, chiede i timers necessari per i temporizzatori degli ordigni alla ditta fornitrice, lasciando il proprio nome cognome vero? Tieni presente che il materiale acquistato gli fu consegnato con tanto di bolla di accompagnamento e fattura al seguito.!L''acquisto dei timers fu la mossa per incastrare l'editore, tramite il sedicente capitano Hamid che glieli aveva richiesti a sostegno dei palestinesi.T.V.

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  10. basta con affatigato...trombato da nuova destra sociale partito virtuale "ora vuol unire la destra italiana"..e' ridicolo questo affatigato..

    ciao

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  11. ....caro T.V. nessuno parla di cose che ovviamente NOn posso sapere e non ho competenze di emettere giudizi. io ho molto ma molto semplicemente messo in discussione la frase "fu incastrato con la storia del capitano Hamid", quando invece quel nome lo tiro' in mezzo proprio lui. Se poi Franco Giorgo Freda fa il Gatto Silvestro di turno e si mette nei guai da solo mica e' colpa mia. Quel nome lo tiro' in ballo lui........NON poteva farsi un po' piu' arguto invece??

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