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Per i morti di Reggio Emilia



Cinquant'anni fa, morivano a Reggio Emilia nel corso di una manifestazione contro il governo Tambroni, un monocolore dc che si reggeva sul voto decisivo del Msi cinque militanti comunisti
Marino Serri
Lauro Farioli
Afro Tondelli
Ovidio Franchi
Emilio Reverberi
La loro storia è patrimonio condiviso del movimento operaio e antifascista grazie anche al popolarissimo inno scritto e composto da Fausto Amodei, qui nella versione degli Stormy Six:
"Compagno cittadino
fratello partigiano
teniamoci per mano
in questi giorni tristi
Di nuovo a Reggio Emilia
di nuovo là in Sicilia
son morti dei compagni
per mano dei fascisti".
Un piccolo falso storico: i cinque compagni emiliani, come gli edili e i disoccupati siciliani ammazzati negli stessi giorni, sono caduti sotto il piombo della polizia di Stato.

1 commento:

  1. Mi sembra un pò riduttivo definire la morte dei cinque compagni emiliani non per mano fascista ma a causa delle armi della polizia di stato "un piccolo falso storico".
    L'"antifascismo militante" incomincia a nascere in quei giorni per poi sfociare nei "radiosi anni '70" nutrendosi proprio di piccoli e grandi falsi storici (creati e propagandati dagli intellettuali, dai pennivendoli, dai partiti dell'arco costituzionale, dai sindacati e persino dalle sacrestie) sul fascismo, sui fascisti e sui giovani nati ben dopo la fine della guerra mondiale.
    Stendiamo, poi, un velo pietoso sulla democraticità di una opposizione che si avvale della piazza per abbattere un governo leggittimo.

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