La bionda di via Palestro: un' altra vittima della pesca a strascico
Una buona summa del pensiero complottista sulle stragi fasciomafiose ce lo offre il documento prodotto in Commissione Antimafia nel 2023 dal senatore pentastellato Roberto Scarpinato, ex procuratore di Palermo. Una memoria accolta con una certa insofferenza dai colleghi. Molti degli elementi riportati sono infatti abbondantemente superati ma presentati come ancora validi.
Che senso ha, infatti, riportare l'opinione di Falcone su Fioravanti killer di Mattarella nel 1988 senza ricordare che gli esiti giudiziari e le successive piste investigative sono andati oltre? Ad ogni modo il nostro Alessandro Smerilli ci segnala, tra le vittime del metodo Scarpinato, "la bionda di via Palestro".
Il senatore antimafia pone alcune domande retoriche:
𝘾𝙝𝙞 𝙚𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙞 𝙨𝙤𝙜𝙜𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙚𝙨𝙩𝙚𝙧𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙨𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙛𝙚𝙢𝙢𝙞𝙣𝙞𝙡𝙚 𝙘𝙝𝙚 – 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙚𝙢𝙚𝙧𝙜𝙚 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙞ù 𝙧𝙚𝙘𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙞𝙣𝙙𝙖𝙜𝙞𝙣𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙜𝙞𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙪𝙧𝙖 – 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙧𝙤𝙣𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙜𝙞 𝙙𝙞 𝙁𝙞𝙧𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙚 𝙙𝙞 𝙈𝙞𝙡𝙖𝙣𝙤? 𝙏𝙚𝙣𝙪𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙖𝙡𝙞 𝙨𝙤𝙜𝙜𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙫𝙖𝙣𝙤 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙤𝙧𝙜𝙖𝙣𝙞𝙯𝙯𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙢𝙖𝙛𝙞𝙤𝙨𝙚, 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞 𝙚𝙣𝙩𝙞𝙩à 𝙘𝙧𝙞𝙢𝙞𝙣𝙖𝙡𝙞 𝙚𝙨𝙩𝙚𝙧𝙣𝙚 𝙛𝙖𝙘𝙚𝙫𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚? 𝙌𝙪𝙖𝙡𝙞 𝙚𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙜𝙡𝙞 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙪𝙞 𝙩𝙖𝙡𝙞 𝙚𝙣𝙩𝙞𝙩à 𝙚𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙩𝙧𝙞𝙘𝙞?
Quattro anni fa il Post racconta la perquisizione a casa di Rosa Belotti, che in un'intervista al Corriere della sera fornisce le sue ragioni. E il nostro Smerilli ricapitola:
𝘙𝘪𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰: 1) 𝘕𝘦𝘭 ’98 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘪𝘯𝘥𝘢𝘨𝘢 𝘴𝘶 𝘥𝘶𝘦 𝘮𝘢𝘯𝘥𝘢𝘯𝘵𝘪: 𝘈𝘶𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘰 (𝘉𝘦𝘳𝘭𝘶𝘴𝘤𝘰𝘯𝘪) 𝘦 𝘈𝘶𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘶𝘦 (𝘋𝘦𝘭𝘭’𝘜𝘵𝘳𝘪). 𝘙𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰: 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘷𝘪𝘢𝘵𝘪. 2) 𝘕𝘦𝘭 2003 𝘢 𝘊𝘢𝘭𝘵𝘢𝘯𝘪𝘴𝘴𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘪 𝘱𝘮 𝘛𝘦𝘴𝘤𝘢𝘳𝘰𝘭𝘪 𝘦 𝘋𝘪 𝘔𝘢𝘵𝘵𝘦𝘰 𝘳𝘦𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘯𝘰, 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘉.𝘦 𝘋’𝘜. 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘴𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘈𝘭𝘧𝘢 𝘦 𝘉𝘦𝘵𝘢. 𝘚𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘮𝘢 𝘪𝘯𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘥 𝘈𝘭𝘤𝘢𝘮𝘰 𝘷𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘴𝘦𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘰𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘢 𝘤𝘩𝘦, 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘤𝘰𝘭 𝘴𝘰𝘧𝘵𝘸𝘢𝘳𝘦 𝘊—𝘙𝘰𝘣𝘰𝘵 (𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘯 𝘴𝘰𝘧𝘧𝘪𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘰 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘑𝘦𝘦𝘨) è 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘢 “𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘵𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦“ 𝘢𝘭 67% 𝘤𝘰𝘯 𝘭’𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘧𝘰𝘵𝘰𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘭𝘦𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰. 𝘋𝘪𝘴𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘢𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦𝘪 𝘦𝘳𝘢 𝘣𝘪𝘰𝘯𝘥𝘢 𝘦 𝘢𝘭𝘭’𝘦𝘱𝘰𝘤𝘢 𝘥𝘶𝘦 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪 𝘰𝘤𝘶𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘷𝘪𝘥𝘦𝘳𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘣𝘪𝘰𝘯𝘥𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘍𝘪𝘢𝘵 𝘜𝘯𝘰 𝘱𝘰𝘪 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘰𝘴𝘢. 3) 𝘍𝘢𝘤𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘦𝘵𝘳𝘰 𝘦 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘭 2017, 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘛𝘦𝘴𝘤𝘢𝘳𝘰𝘭𝘪 𝘢 𝘍𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘳𝘪𝘢𝘱𝘳𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘤𝘦𝘵𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘣𝘰𝘴𝘴 𝘎𝘳𝘢𝘷𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘦𝘧𝘧𝘦𝘵𝘵𝘶𝘢𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘮𝘣𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘪 𝘴𝘣𝘶𝘨𝘪𝘢𝘳𝘥𝘢𝘵𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘰-𝘮𝘢𝘧𝘪𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘪𝘯𝘷𝘰𝘭𝘨𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘈𝘭𝘧𝘢 𝘦 𝘉𝘦𝘵𝘢. 𝘙𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰: 𝘻𝘦𝘳𝘰. 𝘖𝘳𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘢 𝘣𝘪𝘰𝘯𝘥𝘢 è 𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘴𝘶 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘦 𝘷𝘪𝘷𝘦 𝘢𝘴𝘴𝘦𝘥𝘪𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘪. 𝘔𝘦𝘴𝘵𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘰𝘴𝘰.
La memoria Scarpinato
Stragi di mafia: il report della DDA pubblicato per "scagno"
Un documento riservato della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, con nomi, strategie e numeri delle inchieste sulle stragi del 1993, è finito online. Un file interno, accessibile a chiunque, che fotografa lo stato delle indagini più delicate della storia repubblicana e apre interrogativi pesanti su sicurezza, trasparenza e verità ancora mancate…
Il documento è una direttiva del 2023 firmata dall’allora procuratore Filippo Spiezia e dedicata al coordinamento delle indagini sulle stragi mafiose e sui fatti collegati. Una decina di pagine in cui vengono elencati undici procedimenti aperti, i magistrati assegnati, gli indagati e le linee investigative. Tra i nomi compaiono boss di Cosa Nostra ma anche figure istituzionali e politiche: Silvio Berlusconi, indagato per strage fino alla morte, Marcello Dell’Utri, Mario Mori, Paolo Bellini. LEGGI TUTTO
Il documento è una direttiva del 2023 firmata dall’allora procuratore Filippo Spiezia e dedicata al coordinamento delle indagini sulle stragi mafiose e sui fatti collegati. Una decina di pagine in cui vengono elencati undici procedimenti aperti, i magistrati assegnati, gli indagati e le linee investigative. Tra i nomi compaiono boss di Cosa Nostra ma anche figure istituzionali e politiche: Silvio Berlusconi, indagato per strage fino alla morte, Marcello Dell’Utri, Mario Mori, Paolo Bellini. LEGGI TUTTO



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