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Scontri al derby: arrestato il capo ultrà laziale Claudio Corbolotti



Claudio Corbolotti capo ultrà della Lazio è stato arrestato dalla polizia negli scontri che nella mattinata di oggi, sabato 6 aprile, hanno preceduto il fischio d’inizio del derby di Roma.

Nel giugno 2023 Claudio Corbolotti, uno dei leader degli Ultrà Lazio, era stato condannato a un anno di reclusione a Milano con l'imputazione di manifestazione fascista. L'uomo (di spalle nella foto) aveva guidato i tifosi che avevano esposto nella mattina del 24 aprile 2019, a pochi metri da piazzale Loreto, uno striscione con la scritta “Onore a Benito Mussolini” mentre facevano il saluto romano. I tifosi della Lazio si trovavano a Milano per il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro il Milan, alla vigilia della Festa della Liberazione del 25 aprile. 
La sentenza era stata emessa dal giudice della seconda sezione penale Nicola Clivio. Agli ultras, nello specifico all'epoca ancora Irriducibili, già noti alle forze dell’ordine per le loro simpatie neo-fasciste, è stato contestato dal pm della sezione distrettuale antiterrorismo l'articolo 2 della legge Mancino.

Un precedente arresto risale al 28 gennaio 2021. Corbolotti è ritenuto tra i responsabili, con altri due ultras laziale, Simone Dominici e Riccardo Rinaldi (detto “Il Gigante”) dell’aggressione ai danni della troupe della trasmissione Rai, Storie Italiane, il 20 dicembre 2020 a Ponte Milvio. Per lo stesso episodio, il 13 gennaio, erano scattate le manette altri due esponenti di spicco della curva nord biancoceleste, Franco Costantino – molto vicino a Fabrizio “Diabolik” Piscitelli – e Ruggero Andrea Isca. I due operatori televisivi volevano documentare la presenza di persone che si intratteneva in piazza senza mascherine protettive. Il gruppo di una decina di ultras persone, infastidito dalla presenza della telecamera, ha aggredito la troupe scagliandosi contro il cameraman, inseguito e ripetutamente colpito con calci e pugni, anche mentre era a terra.

Corbolotti ha alle spalle una lunga militanza politica nell'estrema destra. Prima nell’Msi, nella destra sociale – di cui fu candidato alle amministrative del 1993, quelle del duello Rutelli-Fini – poi in Forza Nuova, in cui ricopre l'incarico di portavoce romane. La militanza politica resta intrecciata con la leadership ultrà. Nel 2004 Corbolotti è arrestato a seguito dei violenti scontri fra tifoserie durante e dopo il derby Roma-Lazio del 2004, quello interrotto per le falsi voci sul ragazzo morto. Nel 2008, è assunto dall’allora sindaco Gianni Alemanno per essere inserito nello staff del suo capo segreteria, Antonio Lucarelli, un altro reduce di Forza Nuova.

La cronaca degli scontri

Tensione prima del derby Roma-Lazio di sabato 5 aprile. In mattinata, ci sono stati scontri tra 100 tifosi laziali e altrettanti romanisti con cappucci in testa, mazze da baseball e caschi. Gli scontri sono avvenuti vicino al bar River, dove si ritrovano le tifoserie prima delle partite.  Intorno alle 9.30 i laziali con i volti coperti si sono spostati da via Giusti della Farnesina verso il bar River. Lì i romanisti gli sono andati incontro. Proprio la presenza della polizia, che presidiava il locale, ha limitato i danni, riuscendo in pochissimo tempo a separare le due frange di tifosi.

"È stato necessario anche il lancio di lacrimogeni - spiegano dalla questura - perché i tifosi ci hanno lanciato contro bombe carta e con i lacrimogeni siamo riusciti a disperderli". Tutta la fase degli scontri è stata ripresa dalla polizia scientifica e le immagini sono già al vaglio degli investigatori per individuare gli altri tifosi violenti. Sotto sequestro caschi, utilizzati per possibili travisamenti, mazze, bastoni e cacciaviti.

Tre gli arrestati: oltre a Corbolotti (per “rissa aggravata” e “porto d’armi in occasioni di manifestazioni sportive”: un bastone), una tifosa biancoceleste (per resistenza a pubblico ufficiale, all'interno dello stadio) e un romanista di 40 anni, Fabrizio Simula, che avrebbe lanciato bombe carta contro la polizia. Altri sei tifosi sono stati denunciati dentro lo stadio per possesso di fumogeni. Quattro di loro sono romanisti e due laziali. Altri due ultrà romanisti, che si sono fatti refertare per ferite lacero contuse, in un ospedale della capitale, sono stati accompagnati negli uffici della Digos: la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.

Nel pomeriggio, vicino ponte Milvio, un tifoso laziale si è ferito da solo mentre maneggiava un bombone che gli è esploso vicino. Sul posto è arrivata l'ambulanza, è stato trasferito in ospedale.

Intorno alle 16 situazione di nuovo tesa di fronte al bar River. Una serie di bomboni ha fatto impensierire le forze dell'ordine, poi è tornata la calma. Intanto, a Ponte Milvio, dove si ritrovano gli ultras della Lazio, in Migliaia di tifosi biancazzurri si sono incamminati compatti in corteo verso l'Olimpico  Un tifoso, davanti al parcheggio della curva Nord è stato aggredito con un pugno in faccia per il suo abbigliamento: "Dove vai con quella maglietta rossa?". Poi i due si sono chiariti.



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