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In memoria di Luciana Brusoni, un angelo dei galeotti


Ho saputo poco fa che è venuta a mancare la camerata Luciana Brusoni. Non chiedetemi altro perché so solo questo. Credo sia però giusto che io ricordi la sua costante vicinanza a noi detenuti. Quando, per esempio, nel ‘78 io e altri eravamo sotto processo a Bologna, lei ha preso le ferie per poter venire da Milano tutte le mattine per portarci qualcosa da bere e da mangiare durante la pausa dell’udienza. Processo che è durato una decina di giorni. La chiamavamo Lucianina, ma era un tipo tosto, e mai si è intimorita durante gli interrogatori o le perquisizioni. Insomma, tanto ci sarebbe da raccontare ma mi fermo qui, con la sua immagine di bella ragazza piena di allegria davanti agli occhi.

Così Cesare Ferri sulla sua pagina facebook. E' morta per problemi cardiaci, ci spiega Francesco De Min, dopo un "anno di calvario" in ospedale . Una persona che sacrifica il suo tempo libero per dedicarlo a chi della libertà è privo mi è umanamente vicina. A prescindere. Rip, Luciana

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