Giuseppe Alviti:” vicinanza alla giornalista aggredita a Napoli dal servizio d’ordine di Fdi prima della conferenza stampa di Giorgia Meloni - <b>FascinAzione</b>

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sabato 25 luglio 2020

Giuseppe Alviti:” vicinanza alla giornalista aggredita a Napoli dal servizio d’ordine di Fdi prima della conferenza stampa di Giorgia Meloni



Massima solidarietà e vicinanza alla giornalista Taiso Raiso, vittima di violenza anche sessista subita prima dell'inizio della conferenza stampa, organizzata da Fratelli d'Italia in vista dell'arrivo in città di Giorgia Meloni per inaugurare i locali della nuova federazione provinciale.
Cosi ci dichiara, Giuseppe Alviti, l'eterno candidato meridional missino, aspirante governatore della Campania per gli Ecologisti Italiani e la Lega Sud che sentito telefonicamente ci dichiara: la conferenza stampa di Giorgia Meloni a Napoli si è trasformata in una vera e propria gazzarra con assembramenti, calca e giornalisti spintonati all’ingresso. A gestire il servizio d’ordine un gruppo di uomini in tenuta nera con scritto “staff” da cui sono usciti anche insulti sessisti alla  giornalista Taisia Raio, inviata sul posto da Radio Crc. Ad essere spintonato in malo modo anche il videoreporter Renato Cavallo, che in suo articolo ha sottolineato le modalità di questi personaggi a cui è stata delegata la sicurezza che con modi sguaiati e volgari si sono rivolti ai giornalisti, colpevoli di fare il loro lavoro.
Come Presidente nazionale Associazione guardie Particolari giurate e formatore sottolineo che il servizio d' ordine per questi eventi di spessore dovrebbe essere affidato a specialisti della vigilanza sussidiaria e complementare come le guardie Particolari giurate e non a facinorosi probabilmente convinti di essere ancora all ' epoca del Duce con una divisa in orbace il servizio d' ordine è una cosa altamente seria e non si può essere superficiali né avari.
Da candidato alla presidenza della Regione Campania con la Lega Sud e Ecologisti Italiani condannò politicamente lo staff generale che ha organizzato il tutto rendendo fallimentare ogni loro sforzo di sembrare al passo con in tempi e Caldoro rappresenta più lo smemorato di Collegno che un leader

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