7 luglio 2010: ricordando Tonino Fiore - <b>FascinAzione</b>

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martedì 7 luglio 2020

7 luglio 2010: ricordando Tonino Fiore

Mi diceva che era venuto a Roma per cercare l' uomo come Diogene, con il lanternino in mano e lo trovò, trovò l'uomo che cambiò la sua vitae quella di tanti di noi. L' uomo era Stefano Delle Chiaie lui era tonino fiore ritratto nella foto a cavallo del cannone di un carro armato greco. Oggi ricorre l'anniversario della sua morte. Lui amava chiamarsi bastardo e aveva attorno a sé il gruppo dei bastardi dove io ho avuto l'onore di essere il suo "braccio destro". Odiava i "filosofi" perché lui preferiva l' azione. Camerata Tonino Fiore.....
Cosi dieci anni dopo la morte, Marcello Sinibaldi ricorda Tonino Fiore, il "comandante" di Avanguardia Nazionale. Allora Fascinazione dedico un ampio approfondimento sulla sua figura e sulla realtà di Bari. Questo il pezzo di apertura dello "speciale":

Tonino Fiore, il Sud 
tra lumpen e rivoluzione
E' morto ieri mattina a Bari Tonino Fiore (nel video i funerali), uno dei capi 'militari' di Avanguardia nazionale, il responsabile dell'addestramento dei quadri, notoriamente il più severo tra le organizzazioni politiche radicali degli anni '60-'70. In un commosso ricordo Mario Merlino, che per un periodo con lui ha costituito una coppia "tradizionale" orientale (il bramino e il guerriero), polemizza con la definizione sprezzante (un sottoproletario) che ne avevano dato i compagni.
Non so il contesto in cui il termine sia stato usato - e prescindo volutamente dalla persona di Fiore e dalla sua matrice sociale - ma non c'è dubbio che la fascisteria nelle principali città del Sud, da Napoli a Bari, da Palermo a Reggio a Catania, abbia avuto un fortissimo radicamento territoriale nei quartieri degradati dei centri storici e in particolare tra i lumpen.
A Napoli, ad esempio, i fascisti erano ben presenti nel quartiere Sanità, quartiere operaio (con i laboratori di borse diffusi fino alla fine degli anni 70) ma anche di insediamento malavitoso (con una vasta letteratura: dal kitsch di "Guapparia" al classico edoardiano del "Sindaco del rione Sanità".
Di Bari, in particolare, nella 1a edizione di Fascisteria, ho ricostruito la vicenda della scissione locale di Avanguardia, con la nascita della formazione di Avanguardia rivoluzionaria e dell'esito malavitoso di alcuni dei quadri del gruppo, mentre la generazione successiva è stata falcidiata dall'eroina. Ma è indubbio che al Sud qualsiasi movimento che abbia avuto aspirazione di radicamento popolare, come insegna la gloriosa tragedia dei Nap, ha dovuto sporcarsi le mani con i lumpen e la questione criminale. Ed è una questione "storica" particolarmente attuale alla vigilia del quarantennale della Rivolta di Reggio (nella foto in alto). Per cui toccherà ritornare a parlarne.
Quanto ai funerali, è evidente che Bari non è Roma, e non mi riferisco a una questione di numeri. Anche se il nome di Fiore era rispettatissimo nella nuova generazione militante, è evidente che alla cerimonia hanno partecipato i vecchi camerati di "Tonino il comandante": a lanciare il presente l'amico di tante avventure, non solo nelle piazze romane ma anche nei set di Cinecittà, Bruno Di Luia. Si intravede, defilato per antica abitudine, Stefano Delle Chiaie, certo, ma anche un altro dei leader del movimento a Mola di Bari: Nardulli. All'epoca impegnato nella rete d'appoggio alla latitanza del "lider maximo", ma recentemente ancora protagonista dell'agone politico, candidato sindaco con la lista civica "Mola tricolore" (3% alle recenti elezioni), mentre altri camerati a lui legati si sono schierati con "La Destra" di Storace, a cui ha aderito anche il responsabile della seconda Avanguardia, Adriano Tilgher, di nascita pugliese ma di evidenti origini napoletane. Del tutto assente, quindi, quanti si sono affacciati alla politica nella seconda repubblica. E a concorrere a questa cesura generazionale sicuramente hanno concorso i terribili anni 80, tra ritorno a casa e il nutrito passaggio di quadri nell'area dell'illegalità se non proprio della criminalità organizzata

Mimmo Magnetta ricorda i campi vacanza
Sul suo ruolo di "addestratore" dei giovani militanti e di "cemento" della comunità avanguardista c'è invece questa testimonianza di Domenico Magnetta rilasciata a Ippolito Edmondo Ferrario come supporto video alla promozione della sua autobiografia "Una vita in Avanguardia nazionale:

10 commenti:

  1. Parlare della Rivolta di Reggio mi sembra una grande idea, Ugo.

    vuovo

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  2. ciao comandante Tonino
    nella tua semlicita sei stato un grande e il tuo compito lo hai saputo svolgere con dedizione assoluta quasi religiosa..mi ricordo del viso quasi trasfigurato che avevi quando cantavamo le nostre canzoni con il pugno sul cuore..
    non parlo piu con i "grandi capi" non frequento piu i vecchi ambienti cosidetti rivouzionari e neofascisti...ma a te non ti dimentichero mai
    riposa in pace
    Dio è con Noi

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Questo il testo del post cancellato perché conteneva un nome, un cognome e un numero di cellulare:

    mille volte meglio il Comandante di tanti venduti, mille volte il comandante di chi scrive libri falsi e tendenziosi! E si ricordi l'illustre scrittore che Avanguardia RIVOLUZIONARIA è NATA PRIMA DI aVANGUARDIA nAZIONALE, ALMENO SI INFORMI PRIMA DI SCRIVERE SCIOCCHEZZE!!!! [cancellato nome e numero di telefono], IO HO IL CORAGGIO DI QUELLO CHE SCRIVO
    -----
    L'unico fatto di cui si parla è palesemente infondato: Avanguardia rivoluzionaria è un gruppo locale che fuoriesce da Avanguardia nazionale con uno strascico di polemiche notevoli. Quando anche fosse esistito alla fine degli anni 60, cioè prima della ricostituzione formale di Avanguardia nazionale non c'è un solo storico che neghi la sostanziale continuità organizzativa tra la prima (1960-65) e la seconda Avanguardia nazionale (1970-76).

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  5. Ringrazio per avermi contattato rinnovo la disponibilità a chiarire diversi punti di quanto scritto, rendo merito ai tanti a Bari che hanno pagato perchè credevano in una battaglia difficile,desidero solo fare chiarezza su momenti vissuti in prima persona.

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  6. Non mancherà occasione. Risponderò con più calma in privato.

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  7. Addio Comandante. Potevamo cambiare il passato per oggi avere un futuro. Potevi raccontare i tuoi pensieri. Forse era già finita allora.
    L'occhio nemico ... ci ha distrutto.
    Vittorio

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  8. ho conosciuto tonino all'Anpi di Roma, un personaggio unico, a cui va un saluto e affetto.

    Silvio

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  9. Scusate mi sono accorto di aver scritto ANPI, correggo ANPDI, cioè Associazione Nazionale Paracadutisti D'Italia.

    Silvio

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