Il pg di Bologna: agli sgoccioli l'indagine sui mandanti della strage - <b>FascinAzione</b>

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domenica 2 febbraio 2020

Il pg di Bologna: agli sgoccioli l'indagine sui mandanti della strage

"Attualmente con grande attenzione, impegno e fiducia stanno proseguendo le indagini della Procura generale su mandanti e correi dell'attentato che fece 85 vittime e 200 feriti e posso dire che è imminente la chiusura di una prima parte delle indagini riguardanti alcuni indagati". Lo ha detto il procuratore generale Ignazio De Francisci, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario bolognese, riferendosi alle indagini sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Il pg ha ricordato anche la condanna all'ergastolo, per concorso nella strage, pronunciata il 9 gennaio dalla Corte d'Assise di Bologna nei confronti dell'ex Nar Gilberto Cavallini. I magistrati hanno avocato l'inchiesta sui mandanti nell'ottobre del 2017, dopo che la Procura ordinaria aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo. In questi anni hanno lavorato nel più stretto riserbo, per evitare fughe di notizie.
Tra gli indagati, per aver concorso alla strage, c'è l'ex primula nera Paolo Bellini (nella foto), per il quale il gip Francesca Zavaglia, dopo la richiesta della Procura generale, lo scorso maggio ha revocato il proscioglimento del 1992. Bellini è stato collaboratore dei servizi, avendo un ruolo da protagonista nell'ultima stagione stragista di Cosa Nostra (per i suoi rapporti con Antonino Gioè) ed è stato condannato per l'omicidio di Alceste Campanile, militante di Lotta continua. 
Sono tre gli elementi portati dalla Procura generale che hanno indotto il gip a riaprire le indagini su Bellini: il fotogramma estrapolato da un filmino amatoriale Super 8, girato da un turista tedesco la mattina del 2 agosto 1980; un’intercettazione ambientale che riguarda Carlo Maria Maggi, ex capo di Ordine Nuovo, condannato per la Strage di Brescia e morto dicembre 2018, dove il medico parlando con il figlio disse di essere a conoscenza della riconducibilità della strage di Bologna alla banda Fioravanti e che all’evento partecipò un «aviere», che portò la bomba (Bellini era conosciuto nell’ambiente della destra per la passione per il volo); le risultanze del processo di Palermo sulla trattativa “Stato-Mafia”, dalla cui sentenza di primo grado risulta la sussistenza di rapporti tra Paolo Bellini e Sergio Picciafuoco, quest’ultimo, seppur definitivamente assolto dal delitto di partecipazione alla strage dopo la condanna in primo grado, certamente presente alla stazione di Bologna la mattina della strage.
Sotto la lente della Procura con l'accusa di depistaggio è finito anche l'ex generale dei servizi segreti ed ex capo del Sisde di Padova Quintino Spella.

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