Tisci: caso Soleimani. Istruzioni per l'uso - <b>FascinAzione</b>

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domenica 5 gennaio 2020

Tisci: caso Soleimani. Istruzioni per l'uso

Le posizioni sono tutte legittime ma:
a) Soleimani era un generale e non un terrorista. Chi combatte con una divisa non è un terrorista.
b) gli iraniani non sono arabi ma indoeuropei
c) l'Iran ha combattuto contro i terroristi dello Stato Islamico e il califfato, Soleimani è stato uno dei protagonisti di questa guerra.
d) i Musulmani non sono un unico corpus. Se non volete approfondire la storia guardate quello che sta accadendo in Libia con i Musulmani Turchi che stanno per combattere contro i Musulmani Libici che hanno invocato la guerra Santa contro i Turchi.
e) Musulmano e terrorista non sono sinonimi.
f) Gli Usa hanno fatto più guerre dell'Iran. Più precisamente direi che gli Usa negli ultimi dieci anni hanno fatto più guerre dell'Iran in tutta la sua storia compreso i secoli prima di chiamarsi Iran.
g) l'Iran è una teocrazia ma anche l'Arabia Saudita lo è. I diritti umani, le donne, i diritti civili etc...in Arabia Saudita e in Iran sono più o meno gli stessi. In Arabia Saudita andiamo a farci le partite di pallone, in Iran le guerra. Non fatevi fottere. Nelle guerre i motivi ideologici sono sempre sovrastrutture.
h) Trump non ha bisogno della guerra per vincere le elezioni, la sua popolarità è alle stelle. Certo se votassero solo Fazio e la Botteri sarebbe sempre in testa la Clinton ma loro non votano negli Usa e non contano granché neanche in Italia.
i) In tutto ciò la politica estera in Italia la fa Giggino "bibitaro" Di Maio, mentre il segretario del principale partito di opposizione crede che la politica estera sia una serata alcolica tra amici dopo Milan-Napoli. Stiamo messi male.
l) Nei conflitti non esiste chi ha ragione e chi ha torto né buoni e cattivi ma solo vincitori e vinti. In questo senso uccidere un generale di uno Stato legittimo è "giusto" se si vince, "ingiusto" se si perde. Direi utile o inutile per essere più chiari.
m) il diritto internazionale ha più o meno lo stesso valore della dichiarazione dei diritti umani e della carta igienica. I processi per i crimini contro l'umanità sono l'uso legittimo della dichiarazione dei diritti umani e del diritto internazionale ma anche della carta igienica.
n) l'unica cosa che conta è l'interesse nazionale. Abbiamo idea di quale sia il nostro interesse nazionale in queste vicende?
Antonio Tisci

1 commento:

  1. A proposito dell’assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani.

    È una ben triste notizia (e foriera di nefasti sviluppi verso quella guerra contro l’Iran tanto voluta da Israele) ma non è una sorpresa: da almeno due anni il generale era nel mirino degli Stati Uniti e di Israele.

    “Gli Stati Uniti danno a Israele luce verde per assassinare il generale iraniano Soleimani”, titolava il 1 gennaio del 2018 il quotidiano israeliano Haaretz. “C’è un accordo americano-israeliano” per il quale Soleimani è una “minaccia per gli interessi dei due paesi nella regione”. Secondo Haaretz, tale accordo si è concretizzato tre anni dopo che Israele (nel 2015) era stato sul punto di uccidere il generale: in quel caso però l’amministrazione americana (a guida Obama) aveva avvertito la dirigenza iraniana, facendo fallire il piano.

    Segnalo anche che i razzi lanciati il 27 dicembre contro la base di Kirkuk, che Trump ha utilizzato come giustificazione per l’assassinio di Soleimani, secondo il sito syrianews.cc sono una false flag degli stessi americani per giustificare l’escalation: “Gli Usa avevano continuamente detto in modo spudorato in precedenza di non volere nessuna forza irachena vicino ai confini con la Siria, in un chiaro segnale di permettere all’ISIS di tornare a galla nella vitale direttrice Teheran-Baghdad-Damasco”.

    Un’altra notizia che mi sembra sia passata inosservata sui media nazionali: lo scorso mese di novembre, il presidente dell’Iran Hassan Rouhani aveva annunciato la scoperta di un nuovo giacimento petrolifero che aumenterà le riserve petrolifere iraniane di circa un terzo. Il giacimento in questione contiene 53 miliardi di barili di greggio. Gli introiti petroliferi iraniani aumenteranno di 32 miliardi di dollari “se il tasso di estrazione dal giacimento petrolifero aumentasse solo dell1%”, ha aggiunto Rouhani. Il nuovo giacimento potrebbe diventare il secondo in ordine di grandezza dopo quello di Ahvaz, che contiene 65 miliardi di barili.

    È possibile che ci sia una relazione tra questa scoperta e la decisione di Trump di aggredire l’Iran?
    (TRATTO DAL BLOG DI ANDREA ARANCINI)

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