Potenza, il consiglio comunale bandisce la parola "fascismo". La minoranza ritira l'odg antifascista - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 31 gennaio 2020

Potenza, il consiglio comunale bandisce la parola "fascismo". La minoranza ritira l'odg antifascista

"Totalitarismo" al posto di "fascismo". Banditi anche i termini "neonazismo, razzismo, xenofobia, sessismo", così come la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana che vieta "la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista". Sono gli emendamenti presentati dai consiglieri comunali di centrodestra del Comune di Potenza a modifica dell'ordine del giorno presentato in assemblea da alcuni consiglieri di minoranza sulle "misure di prevenzione e contrasto verso la violenza e contro ogni forma organizzata di propaganda neofascista nel territorio di Potenza". Se approvati, ne avrebbero totalmente "stravolto" il senso. Così il consigliere proponente, Valerio Tramutoli, ha deciso di ritirarlo. È il giorno successivo alla giornata della memoria. Il consiglio regionale di Basilicata, di centrodestra, ha appena approvato all'unanimità una mozione a favore della senatrice Liliana Segre e contro il dilagante antisemitismo.
Tramutoli è lo stesso che ha presentato ricorso - poi non accettato dal Tar - contro il sindaco leghista Mario Guarente dopo aver perso al ballottaggio dello scorso giugno con La Basilicata possibile per appena 200 voti. La Costituzione è stato il faro della sua campagna elettorale. Ed è ancora la Costituzione a ispirare l'ordine del giorno che avrebbe impegnato il Comune di Potenza a dichiararsi antifascista, "come avvenuto in tanti Comuni italiani e lucani", ha detto Tramutoli argomentando la proposta.
"È chiaro che non si può parlare di Costituzione antifascista in questo consiglio comunale", ha commentato annunciando il ritiro dell'ordine del giorno. LEGGI TUTTO su Repubblica.it

Contestualizza e commenta sulla sua pagina Facebook Antonio Tisci:
La livorosa sinistra potentina che ancora non si è capacitata della sconfitta e dell'aver perso il potere sulla città che ha saccheggiato, prende a pretesto l'aggressione subita da una donna omosessuale per presentare una mozione di antifascismo militante.
Nel frattempo si scopre che non c'è stata nessuna aggressione neofascista e la ragazza si è inventato tutto ma la mozione resta.
La maggioranza presenta emendamenti alla mozione per condannare ogni forma di totalitarismo e di violenza.
La livorosa sinistra potentina, nostalgica del totalitarismo colombiano e di quello comunista, ritira la mozione.
Sic transit glora mundi. Possono comunque presentare ricorso al tar.

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