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Jabreal divide Forza Italia. Gasparri: no ai comizi a Sanremo. Sgarbi: venga

"Ho preso nei giorni scorsi pubblicamente una posizione critica sulla ipotizzata presenza di Rula Jebreal al Festival di Sanremo. Sostenevo e sostengo che i suoi prevedibili comizi sono del tutto estranei a quella che dovrebbe rimanere una rassegna musicale, anche se nel recente passato è stato usata perfino per propagandare l’effigie del terrorista Guevara. La Jebreal più volte ha parlato con toni inaccettabili dell’Italia, pur ospitale e generosa con lei. Le sue sparate su un presunto razzismo sono inaccettabili e sono certamente estranee a un evento dedicato allo spettacolo e alla musica, importante anche per i bilanci economici del servizio pubblico". Lo dichiara in una nota Maurizio Gasparri (FI) in merito alla possibile presenza della giornalista sul palcoscenico dell’Ariston.

Per Gasparri, "la Jebreal ha mille luoghi in Italia e nel mondo, in tv o dove preferisce, per esprimere le sue discutibili opinioni, confrontandosi in luoghi diversi da un popolare concorso canoro, che non deve essere trasformato in un palco per comizi. Come membro della vigilanza Rai ho espresso in pubblico, oltre che nelle sedi competenti, la mia opinione, che confermo e rivendico. La Rai ha ogni giorno spazi di informazione su tutte le reti, nei quali la Jebreal come chiunque, in contraddittorio e senza monologhi in luoghi destinati alle canzoni, può esprimere le proprie opinioni. Il vittimismo della polemista del tutto fuori luogo".
Spiazzante, come suo solito Vittorio Sgarbi che esprime il suo "imbarazzo" per "il silenzio delle donne del centrodestra attorno alla presunta censura che vede coinvolta la giornalista Rula Jebreal" a Sanremo 2020.
Per il parlamentare di Forza Italia, "la Jebreal va sostenuta con forza perché nessuno meglio di lei, da una ribalta autorevole quale è il festival di Sanremo, può testimoniare quella che è oggi la condizione della donna nel mondo musulmano. Mi sorprende - attacca Sgarbi in una nota - che tante donne impegnate in politica nel centrodestra non abbiano colto l’opportunità di questa testimonianza e quindi speso una sola parola in sua difesa. Dove sono la Gelmini, la Carfagna, la Prestigiacomo?".
"Credo che il servizio pubblico le debba riconoscere il più ampio spazio di libertà di espressione - conclude Sgarbi - perché proprio dalla Jebreal arrivi la testimonianza forte su quello che oggi è il ruolo della donna nelle società musulmane, e dunque sui loro diritti negati. Perché - si chiede dunque Sgarbi - censurare l’opinione della Jebreal su questi temi?".

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