30 gennaio 1924, nasce a Ferrara Giorgio Pisanò. Da Salò al sangue dei vinti - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 30 gennaio 2020

30 gennaio 1924, nasce a Ferrara Giorgio Pisanò. Da Salò al sangue dei vinti


Giorgio Pisanò (Ferrara, 30 gennaio 1924 – Milano, 17 ottobre 1997) è stato un giornalista, saggista e politico italiano. Esponente del Movimento Sociale Italiano e direttore del giornale Candido, fondato da Giovannino Guareschi, fondò nel 1991 il Movimento Fascismo e Libertà, un partito fascista che dopo la morte del fondatore si avvicinerà a posizioni neonaziste.

Questo è l'incipit di Wikipedia. Ora, in tutta evidenza, quello che succede dopo la morte di una persona, non può essere oggetto della sua biografia. A prescindere dal fatto che Fascismo e libertà ha un peso specifico abbastanza irrisorio già nella vita di Pisanò, nessuno si sognerebbe (si parva licet) scrivere nell'incipit della sua biografia che dopo la morte di Mussolini i seguaci dettero vita al Msi, il maggior partito neofascista in Europa.
Ciò detto, si può anche parlare male del morto e ricordare, ad esempio, che fu sanguigno e fazioso, tanto da spingere ad accusare, senza prove e senza riscontri, che Stefano delle Chiaie era un provocatore al soldo del Viminale.
Fu comunque giornalista di pregio anche se non immacolato. Resuscitò il Candido di Guareschi trasformandolo da testata satirica a giornale scandalistico. Condusse campagne molto violente contro Mancini e l'Anas (finendo in carcere per 4 mesi con l'accusa di estorsione, e fu assolto al processo) contro Moro defunto, nel 1980, rilanciando i suoi collegamenti con lo scandalo Lockheed, sul caso Calvi, apparendo in tv e consegnando in diretta la sua borsa. Comunque nel 1972 per porlo al riparo dall'offensiva giudiziaria Almirante lo aveva portato in Senato.
Resta consegnata ai posteri la sua monumentale opera sul sangue dei vinti, le vittime della violenza antifascista alla fine della guerra civile in cui aveva militato dalla parte sbagliata Un'opera che ha trovato nuovo vigore e diffusione di massa nella brillantissima riscrittura di Giampaolo Pansa.

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