La destra sociale napoletana ricorda Italo Sommella - <b>FascinAzione</b>

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sabato 14 dicembre 2019

La destra sociale napoletana ricorda Italo Sommella

In occasione del quarantatreesimo anniversario della tragica scomparsa di Italo Sommella, storico militante di destra, animatore della piazza "nera" ed ideatore del Centro Iniziative Sociali, presso la sala convegni de La Nuova Controcorrente sita in via Carlo De Cesare al numero civico 11, a Napoli,  si è svolto un convegno intitolato Movimenti politici e di piazza dagli anni 70 ad oggi, da Lotta di Popolo al Centro Iniziative Sociali, passando per Controcorrente ed i movimenti meridionalisti identitari.
Sono intervenuti, in qualità di relatori, Francesco Rigo, Giovanni Papa, già consigliere comunale di Napoli per il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, l'onorevole Bruno Esposito, già consigliere regionale di Alleanza Nazionale durante il governo Rastrelli, l'architetto Nando Dicè presidente del movimento identitario Insorgenza Civile, moderati da Maurizio Ruggiero.
Maurizio Ruggiero, nel suo breve intervento, ha ricordato la figura di Italo Sommella, militante di destra, ideatore del Centro iniziative sociali nato in contrapposizione con le gerarchie ufficiali del partito poco incline ai cambiamenti  della complessa società partenopea e della sua gioventù.
Un commosso Francesco Rigo ha ricordato il fratello e il camerata Italo Sommella nel quarantatresimo anniversario della sua tragica scomparsa. Un autentico leader di piazza che ha insegnato alle giovani generazioni la cultura del sociale, dell'impegno politico nei quartieri popolari della città avendo come unico riferimento il popolo partenopeo.
Giovanni Papa ha ricordato il triste giorno della dipartita di Italo Sommella,  notizia avuta in federazione da Peppe Sollazzo, che rappresentò  la fine di una esperienza, quella del Centro di Iniziative Sociali di una autentica destra sociale, nazionale  e popolare
L'onorevole Bruno Esposito, già consigliere regionale della Campania durante il governo Rastrelli nel corso del suo intervento ha dichiarato: ho conosciuto Italo Sommella, che era un quadro sindacale della Cisnal guidata dal compianto senatore Manno, grazie ad Emiddio Novi, ai tempi di Università Europea, quando occupammo l'università. Di lui ricordo l'impegno e la passione politica, l'impegno nella formazione dei giovani quadri sindacali, ma questo non è un convegno di una associazione combattenti e reduci, noi non siamo combattenti e reduci. 
Noi dobbiamo andare avanti e oltre, seguire le nostre giuste idee e non i partiti. 
Un tempo la lotta politica era una lotta di idee e di diverse visioni del mondo, tra sinistra e destra, ora la lotta è tra le èlite, sostenute dalle sinistre, dal mondo finanziario, dalle lobbies, dai gruppi di pressione ed il popolo. Noi abbiamo il dovere morale di stare con il popolo.
Ultimo ad intervenire, last but not least come direbbero gli anglosassoni è l'architetto Nando Dicè, in gioventù militante e dirigente del Fronte della Gioventù, ora presidente del movimento meridionalista Insorgenza Civile che ha dichiarato: sono rimasto sorpreso per l'invito ed ho accettato volentieri per quel legame profondo che mi unisce a voi. Un legame chiamato militanza. Ho 49 anni e non ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Italo Sommella, ma me ne hanno parlato sempre bene, Pietro Golia in primis. Ho iniziato a fare politica nei primi anni 80', dopo i tragici anni di piombo ed ho avuto sempre un modo di intendere la politica come militanza, come passione. Ho partecipato, nel corso della mia vita, ai vari movimenti di piazza che si sono succeduti negli anni 90 ed inizio terzo millennio Ero con Tonino Torre al corteo dei Forconi. Sono profondamente anti leghista e sono contro questa destra che è l'esatto contrario di ciò che si proclama. Per questo motivo nel 2009 mi sono candidato contro la destra che esprimeva come candidato alla provincia niente di meno che Luigi Cesaro con il movimento di Insorgenza Civile. Rimango ancorato sulle mie posizioni che sono anche quelle della sovranità monetaria di Giacinto Auriti, ma non mi sento italiano, non avendo al nord alcun fratello.







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