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Salvini: no alla chiusura degli stadi ma tolleranza zero con i delinquenti

Tolleranza zero con i delinquenti, ma sono nettamente contrario alla chiusura degli stadi o di alcuni settori. E non mi convincono neppure i divieti alle trasferte. 
La responsabilità’ e’ sempre personale: non concepisco l’idea di punire tutti gli appassionati, senza distinzioni. Anche perchè i violenti sono una sparuta minoranza".
Lo scrive il ministro del’Interno, Matteo Salvini, che in una lettera alla Gazzetta dello sport torna a parlare della violenza nel calcio.
"Il mio impegno e’ portare legalità e rispetto, con la speranza di riempire le tribune e non di svuotarle", ribadisce Salvini, che aggiunge: "Mi piace immaginare gli spalti zeppi di famiglie e bambini, magari gia’ a partire dalle prossime partite che prevedono San Siro a porte chiuse: Regione Lombardia ne sta parlando con il presidente del Csi di Milano. Sarebbe un bel segnale".
"Estirpare violenti e balordi non sara’ facile, ma mi piacciono le sfide", dice il ministro, che ricorda di aver convocato per il 7 gennaio al Viminale l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, dove assieme al sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, incontrerà rappresentanti di società, allenatori, calciatori, giornalisti, e anche "tifosi indicati dai club". "Non e’ escluso, anticipa il vice premier chevenga anche un rappresentante della Fifa.
Dobbiamo guardare, conclude Salvini, agli esempi virtuosi che arrivano dall'estero, magari dando più poteri di intervento agli steward, correggendo le norme per dare più incisività  alle Forze dell’Ordine,responsabilizzando le società.

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