venerdì 14 settembre 2018

Leggi razziali, il Comune blocca la locandina, salta la mostra a Trieste

Un’immagine di tre ragazze sorridenti accompagnata dalla prima pagina de "Il Piccolo", datata 3 settembre 1938, che annuncia la cacciata di studenti e insegnanti ebrei dalle scuole: e’ il manifesto della mostra "Razzismo in cattedra", promossa dal liceo Petrarca di Trieste, e che - come riporta il quotidiano "Il Piccolo" oggi in edicola - e’ saltata dopo che il Comune ha chiesto che l’immagine venisse modificata. Come sede per l’allestimento - organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università, il Museo della Comunità ebraica e l’Archivio di Stato, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali - era stata scelta una sala comunale. Ma il giorno fissato per l’inaugurazione, mercoledì scorso, chi si è presentato per il taglio del nastro ha trovato luci spente e porte chiuse. 
A spiegarne il motivo è la dirigente scolastica del Petrarca, Cesira Militello: "Il 31 agosto la referente del progetto viene convocata dall’assessore comunale alla Cultura, Giorgio Rossi, e nel corso dell’incontro le viene chiesto di modificare il manifesto dell’iniziativa. A quel punto ho scritto chiedendo dettagli sulle modifiche, ma non ho ricevuto più risposta, come non ho ricevuto conferma della disponibilità alla co-organizzazione e per questo a ridosso dell’inaugurazione abbiamo inviato comunicazione di rinuncia alla sala". 
"Chi conosce il mio vissuto - è la replica dell’assessore Rossi - sa che sono una persona liberale e di fronte alla locandina della mostra, in accordo con il sindaco, ho scelto di muovermi con prudenza e memore di tutta una serie di precedenti" relativi ad altri manifesti di eventi. L’assessore spiega che proposte alternative non sono arrivate dall’istituto e, ribadisce, che "coorganizzare significa condividere le cose e non imporle".

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