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mercoledì 5 settembre 2018

E' troppo di sinistra. La Lega vuole chiudere il Festival della Mente di Sarzana

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E' Troppo di sinistra, il Festival della Mente, la grande kermesse culturale di Sarzana rischia: per la Lega o cambia radicalmente struttura, oppure va chiuso. Le minacce dopo il successo dell'ultima edizione, interamente dedicata al tema della comunità, che ha registrato oltre 45 mila presenze nello scorso fine settimana.
«Questa è stata l’ultima edizione a egemonia Pd – dicono il senatore Stefania Pucciarelli, il deputato Lorenzo Viviani e il segretario provinciale Fabrizio Zanicotti, allontanatisi nel corso dell’incontro di apertura - Dall’anno prossimo l’iniziativa sarà completamente ripensata, altrimenti vale la pena chiuderlo. Gli esponenti del partito democratico, forse troppo entusiasti della presunta lectio magistralis dell’ex ministro Andrea Riccardi, non si sono accorti che noi della Lega eravamo presenti in forze. Per chi non lo avesse notato, teniamo a precisare che ce ne siamo andati molto volentieri, nel momento in cui l’inaugurazione si è trasformata in un’omelia radical chic sui “poveri migranti”, alquanto presuntuosa e piena di errori storici». 
Da sempre il centrodestra considera l’evento come un'espressione del dominio della sinistra nel mondo culturale. E ora che è cambiata la musica alle urne della Spezia e di Sarzana, ma soprattutto nel Paese, visto che il Festival della mente ha una portata nazionale e internazionale, intende far valere i nuovi rapporti di forza, stringendo i cordoni della borsa: "Ci auguriamo - hanno annunciato i tre esponenti leghisti - che il Pd si sia goduto appieno le giornate del Festival, dall’anno prossimo o cambia la musica oppure saremo propensi a chiuderlo: il Comune non può investire 150 mila euro per fare di Sarzana l’house organ del Pd, peraltro completamente ignorato fuori provincia, è più utile spenderli in altre attività produttive".
Il presidente di Fondazione Carispezia Matteo Melley, ideatore della rassegna non fa una piega: «Chi è stato a Sarzana in questi quindici anni sa cos’è il Festival e lo scorso week-end ha assistito a un raro approfondimento a 360 gradi sul tema della comunità che ne è stato il filo conduttore – ha dichiarato al Secolo XIX - La Lega può prendere tutte le iniziative che crede e pensarla in ogni modo. Il Festival, diventato un patrimonio culturale di grande valore è nato anche per questo: stimolare il dibattito in tutte le direzioni, e io rispetto il parere di tutti. Critiche, applausi, suggerimenti, valutazioni di tutti i tipi sono legittimi, l’importante, come ho detto in altre occasioni, è la serenità di giudizio di chi lo esprime».

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