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domenica 8 luglio 2018

Tisci (Mns): caro Pitella sono un'inutile zavorra ma sono rimasto qui e combatto il tuo Sistema

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Antonio Tisci, ex consigliere regionale e segretario provinciale potentino del Popolo della Libertà, storico riferimento lucano della destra sociale di Alemanno, segretario regionale del Movimento nazionale per la sovranità, il nuovo movimento politico di Gianni Alemanno che alle ultime politiche ha sostenuto la Lega dalla sua pagina Facebook invia una lettera al governatore Marcello Pittella destinatario di una misura cautelare (arresti domiciliari) eseguita nella mattinata di venerdì 6 luglio dagli agenti della Guardia di Finanza di Materia nell'ambito di una inchiesta che riguarda nomine e concorsi nella sanità lucana.


Caro Pittella,

chi ti scrive è un’inutile zavorra, uno di quelli che non ha mai leccato il culo né a te né a chi ti ha preceduto, uno di quelli che non si è iscritto a “prima persona”, uno di quelli che non è venuto a chiederti un favore per sé per i suoi perenti, per i suoi amici. 
Sono un’inutile zavorra, uno di quelli che ha fatto e fa anche politica ma che dalla politica non ha ricevuto niente, non un posto per sé o per i suoi, non un incarico professionale, non un aiuto. Sono un’inutile zavorra come tanti. 
Un’inutile zavorra che ha deciso di non andare via, che ha deciso di non fuggire ma di combattervi centimetro per centimetro, metro per metro perché io vi conosco ad uno ad uno. 
Sono uno dei tanti, nulla di transcendentale, non sono un eroe. Ho l’aggravante di aver scelto, come tanti, di non lasciarti questa terra, di non rassegnarsi all’idea che questa terra fosse il posto dove tu e i tuoi amici potevate spargere rifiuti, assumere raccomandati e tutelare gli amici. 
Ho deciso che questo sistema andava combattuto, l’ho fatto da sempre e pagando sulla mia pelle le mie scelte. Come tanti sono un’inutile zavorra. 
Il sistema, quello che tu e gli amici tuoi, i Bubbico, i Margiotta, i De Filippo hanno creato è il sistema della demeritocrazia, dell’incapacità eletta a sistema, del servilismo trasformato in qualità. 
“Tanti anni in politica e non ti sei visto manco i fatti tuoi”, non hai idea di quante volte me lo sia sentito dire? Si, i fatti miei non me li sono visti e non intendo cominciare a farlo. Voglio restare un’inutile zavorra, come tanti miei coetanei. 
Caro Pittella, ma anche cari Bubbico, Margiotta, De Filippo, 
ma non vi vergognate neanche un po’? Non vi fate schifo da soli? Non provate nei vostri confronti il disprezzo che chiunque dovrebbe provare nei confronti della propria anima corrosa dall’ambizione e che, in nome di questa ambizione, ha piegato la dignità umana. 
Caro Pittella, non mi interessa il processo, mi dispiace anche per la tua detenzione, resto garantista come lo sono sempre stato, come lo sono per cultura. Il processo farà il suo corso ma la politica ha già emesso la sua sentenza. 
Sei colpevole, colpevole di aver ridotto una popolazione alla disperazione, di aver cancellato anche l’ultima speranza, colpevole di aver eliminato ogni possibilità di riscatto, colpevole di aver trasformato il ricatto in sistema ed il disprezzo verso chi vale ma non si piega in valore. Hai ribaltato ogni parametro. Dalle intercettazioni emerge che i tuoi sicari, quelli cui avevi chiesto di aiutare gli amici e gli amici degli amici, si vergognavano di quello che stavano facendo. Si vergognavano di togliere il lavoro ad uno che lo meritava, che aveva studiato per darlo ad uno dei tuoi amici che aveva il solo merito di essere tuo amico ma che era più ignorante di una pietra. 
Inetti circondati da inetti pronti ad uccidere chi inetto non era e non è. 
Caro Pittella, hai ragione non sei l’unico e l’operato della magistratura non basta. 
Adesso sia la politica a fare il suo. Per esempio, io vorrei sapere i settanta sindaci che hanno scondizolato al tuo richiamo, che hanno risposto venendo verso la tua ciotola di mangime non appena hai fischiato perché lo hanno fatto. 
Nessun uomo libero può amare chi riduce gli altri in schiavitù e chi ti ama è per forza uno schiavo, un servo, un cretino. Non esiste alternativa. 
La magistratura non basta, vogliamo sapere il resto. Il concorso in Sanità è soltanto la punta dell’Iceberg. Adesso vogliamo sapere chi sono i professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, geometri, agronomi etc…) che lavorano con le Pubblica Amministrazioni, con i comuni con gli enti controllati. Vogliamo sapere con quale criterio siano stati selezionati, vogliamo sapere chi li ha selezionati e quanto fosse importante la loro tessera del PD o di altri partiti. Forse il sistema non riguarda soltanto voi ed i vostri amici, forse riguarda tutti e vogliamo che tutti siano fuori dalle palle non per i reati che hanno commesso ma per la cancellazione di dignità che hanno causato. 
Avete distrutto la speranza, avete convinto tutti che se non si è legati alla politica non si conta niente, si è soltanto un’inutile zavorra. 
Non mi interessa la tua vicenda processuale. Per me sei già colpevole, sei politicamente colpevole di aver ucciso la speranza. Sei colpevole di essere stato la negazione di Dio eletta a sistema, sei colpevole di essere l’assassino di troppe inutili zavorre. 
La giustizia farà il suo corso ma la politica deve continuare a svolgere il suo ruolo, questa volta facendo chiarezza. Non mi interessa sapere se hai commesso reati, mi interessa che questo sistema sia smantellato.

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