Anni '70: quello sciopero al motel contro Almirante - <b>FascinAzione</b>

Non perdere

Post Top Ad

Post Top Ad

venerdì 23 marzo 2018

Anni '70: quello sciopero al motel contro Almirante


La storia della giovane barista licenziata perché si è rifiutata di servire l'aspirante premier Matteo Salvini in quanto "razzista" ci dà la misura di come i tempi siano cambiati rispetto agli anni Settanta. 
Allora, nel giugno 1971, i dipendenti del Mottagrill di Cantagallo, scioperarono per non servire il segretario missino, Giorgio Almirante. Denunciati in 16 per l'insolita protesta furono assolti tutti.
Il fatto fu "celebrato" anche in una ballata di cui esistono due versioni con testo diverso. Quello pubblicato qui è quello del Canzoniere delle Lame, gruppo dell'Arci di Bologna. L'altro è stato diffuso da Pietro Nissim del Canzoniere operaio di Lotta Continua. Questa è la testimonianza di Janna Carioli, autrice del testo e cantante del Canzoniere delle Lame: 









Erano i primi di giugno del 1971 quando Almirante si fermò all’Autogrill di Cantagallo, sull’Autostrada del sole. Forse non aveva considerato la poca distanza che c’era con Marzabotto e con sapeva che i 27 anni passati dalla strage non avevano ancora cancellato né l’orrore, né il ricordo della complicità dei fascisti italiani in quel massacro che aveva cancellato un paese intero. Così, quando un barista dell’autostazione vide Almirante avvicinarsi al banco per mangiare fece girare la voce e tutto l’autogrill si fermò in sciopero. “Né un panino né una goccia di benzina” fu il passaparola. E Almirante dovette andare a fare il pieno da un’altra parte. Naturalmente quella insolita forma di protesta sollevò grande scandalo e conquistò i titoli dei giornali per diversi giorni. Il risultato fu anche che 16 lavoratori dell’Autogrill furono denunciati e occorreva trovare denaro per il processo. Il nostro contributo per raccogliere soldi, fu incidere un 45 giri al volo col racconto di quella giornata e regalarlo ai lavoratori dell’autostazione. Il disco venne venduto “sottobanco” dagli addetti ai distributori e dai baristi. Si sparse voce che esisteva questa canzone e parecchia gente andava al Cantagallo apposta per acquistarlo. I sedici lavoratori incriminati furono assolti due anni più tardi.  
 Qualche giorno dopo, un gruppo di attivisti missini, guidati dal parlamentare modenese Pietro Cerullo, leader del Fronte della gioventù si presentò al Cantagallo per la rappresaglia. Alcuni fascisti in fuga furono fermati dalla polizia in autostrada. Dell’episodio del Cantagallo si parlò anche nel processo per piazza Fontana contro gli ordinovisti veneti; infatti, nei verbali, si ritrova la dichiarazione rilasciata da Martino Siciliano durante il suo interrogatorio del 20/10/1997: 
ricordo benissimo l'episodio dell'autogrill Cantagallo che risale all'inizio degli anni '70 e a seguito del quale i camerieri, riconosciuto Almirante proclamarono subito uno sciopero di protesta. Ricordo anche che Almirante si era fermato presso l'autogrill di ritorno da una manifestazione politica, mi sembra in concomitanza con qualche manifestazione elettorale. Il nostro ambiente subì l'episodio come un affronto non solo per l'M.S.I. in quanto tale, ma anche per Ordine Nuovo che era rientrato nel M.S.I. e che vedeva inoltre nell'on. Almirante, benché non sulle nostre posizioni, un simbolo per tutta la destra. Si discusse quindi, in Via Mestrina, sulla possibilità di dare una risposta forte a tale affronto e Zorzi, in particolare, progettò la collocazione da parte del nostro gruppo di un ordigno esplosivo all'esterno dell'autogrill, collocandolo in particolare in prossimità di tubi o bombole di gas al fine di aumentare la potenza dell'esplosione. Il progetto si arrestò in quanto l'M.S.I. prese una propria autonoma iniziativa che si concretizzò in una spedizione punitiva all'Autogrill capeggiata da Pietro Cerullo, che all'epoca era uno dei responsabili giovanili del Partito a livello nazionale. La spedizione punitiva ebbe notevole risalto in quanto sfociò nel danneggiamento dell'autogrill e in tafferugli con i camerieri che erano stati responsabili dell'episodio contro Almirante e di conseguenza un nostro ulteriore intervento, per d ipiù di quella gravità, avrebbe finito col mettere in difficoltà il partito in cui eravamo ormai inseriti. Quindi, dato il notevole risalto che ebbe l'iniziativa condotta dall'on. Cerullo, abbandonammo il nostro progetto.

2 commenti:

  1. L'Ordine Nuovo rientrato nel Msi non era il movimento ma il gruppo di Rauti, che era solo una associazione culturale e non faceva attività di partito organizzato.
    Pubblicavano la rivista Ordine Nuovo, da non confondere con il MPON (Movimento politico Ordine Nuovo)
    Il Fronte della Gioventù nasce a settembre 1971. Cerullo, fino ad allora,era presidente del Raggruppamento giovanile Studenti e Lavoratori.

    RispondiElimina
  2. Sul Fronte hai ragione. Chissà perché ero convinto che Montesilvano fosse stato in estate e quindi retrodatavo la fusione.
    Su Ordine Nuovo non sono d'accordo. La maggioranza del Centro Studi rientra nel Msi con Rauti e quindi la componente può a pieno titolo rivendicare la qualifica di ordinovista. più in generale il CSON pur non essendo un'organizzazione politica strutturata formalmente faceva politica: vedi la campagna astensionista alle elezioni del 68.

    RispondiElimina

Banner 700