Regionali Lazio, Forza Italia decisa a “disinnescare” Pirozzi ad ogni costo - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 28 dicembre 2017

Regionali Lazio, Forza Italia decisa a “disinnescare” Pirozzi ad ogni costo

(A.c) Forza Italia nel Lazio non vuole saperne di fare passi in dietro ed accettare la candidatura di Sergio Pirozzi ed è pronta ad imporre agli alleati di centrodestra il proprio candidato alla presidenza della Regione Lazio, anche  a costo di perdere le elezioni e di rinunciare ad avere nel Lazio liste forti e capaci di drenare voti anche alle politiche visto che ci sarà - notizia di oggi - l'election-day il 4 marzo.   

INDISCREZIONI AZZURRE - Secondo indiscrezioni, il coordinamento regionale di Forza Italia, capitanato da Claudio Fazzone (coordinatore) e dai senatori Francesco Giro, Domenico Gramazio, Francesco Aracri e pochi altri, starebbe per ufficializzare la candidatura di Maurizio Gasparri alla presidenza del Lazio. L’investitura ufficiale dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, subito dopo le feste. La decisione, secondo i rumors azzurri, sarebbe irreversibile, a meno che non intervenga in queste ore qualcuno dal partito, come Silvio Berlusconi (o qualcosa come accordi e contropartite), capace di farli tornare sui propri passi in nome, magari, dell’unione e del superiore interesse nazionale: il governo dell’Italia.

POSSIBILI SCENARI - Un quadro, quello di Forza Italia che, nel caso dovesse realizzarsi, potrebbe avere conseguenze molto serie non solo nel Lazio: far convergere tutta la coalizione su un candidato non favorito dai sondaggi potrebbe avvantaggiare il governatore uscente Nicola Zingaretti o peggio ancora consegnare la regione ai pentastellati facendogli centrare, per la prima volta nella loro storia, un obiettivo che hanno sempre mancato. Poi c’è l’ipotesi della spaccatura della coalizione e di una campagna elettorale che potrebbe rivelarsi “sbagliata” e creare non pochi problemi anche a quella nazionale, visto che le due elezioni verranno accorpate e si andrà a votare nella stessa giornata. Pirozzi ormai non è più nelle condizioni di potersi ritirare per approdare in Parlamento come vorrebbero da Forza Italia; la sua campagna elettorale è in una fase troppa avanzata, ha già inaugurato il comitato elettorale a Roma (vicino al palazzo della regione), preso impegni per la lista civica e dichiarato ufficialmente - e in troppe occasioni - che non si ritirerà perchè lui si chiama Sergio Pirozzi e «Sergio Pirozzi va avanti, fino alla fine». Quindi, una forzatura dei forzisti, a questo punto della campagna elettorale, potrebbe produrre due candidati della stessa area politica, provocando una sconfitta certa (e brutta) della coalizione e una possibile  spaccatura del centrodestra, visto che con il sindaco di Amatrice s’è già schierato ufficialmente il Movimento Nazionale per la Sovranità di Gianni Alemanno e Francesco Storace ed è molto vicina la Lega di Matteo Salvini e quest’ultimi, difronte ad una scelta forzata, potrebbero non seguire Forza Italia.

CANDIDATURA GASPARRI - Il senatore Maurizio Gasparri è un politico di lungo corso, un parlamentare esperto e capace, un abile front-man nei talk show televisivi, soprattutto quando bisogna fronteggiare contestatori e avversari politici, ma non è certo un trascinatore di folle e un candidato carismatico capace di catalizzare intorno alla sua figura il voto cosiddetto “civico”, utile ad allargare il consenso della coalizione in campagna elettorale. Gasparri, al contrario, è sempre stato un politico di parte più incline a dividere l’opinione pubblica che a unirla e per questo poco utile in una elezione dove la posta in gioco è a portata di mano.

LE PROSSIME ORE - Comunque, fino a quando non verrà ufficializzata la scelta di Forza Italia, tutto sarà possibile, anche se ciò dovesse avvenire nelle prossime ore. Oggi più di ieri, nel Lazio più che in Sicilia, la partita che si sta giocando non è assolutamente solo locale. In gioco c’è troppo per troppe persone e il futuro del centrodestra non verrà certamente lasciato nelle sole mani dei coordinatori regionali. Probabilmente - proprio perché la fase è delicata e complessa - ad indicare la via saranno i leader nazionali dei rispettivi partiti e la prima occasione utile potrebbe essere proprio il vertice programmato per domani tra Berlusconi, Salvini e Meloni. E allora tutto (o quasi) potrà ancora succedere. Anche riuscire a prendere parte a questa campagna elettorale.

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