venerdì 17 novembre 2017

Pirozzi va fino in fondo: "Mi candido e non mi ritiro"

(G.p)Uno scarpone. E, sotto, la scritta "Sergio Pirozzi presidente". Il sindaco di Amatrice rompe gli indugi e lancia ufficialmente la sua candidatura civica alla presidenza della Regione Lazio, dove nel 2018 si voterà per il rinnovo del consiglio e della giunta, adesso guidata dal Pd Nicola Zingaretti come ci racconta, con maggiori dettagli, il collega Antonio Rapisarda, dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano.

«Sono qui oggi non per annunciarvi che mi candido, perché questo lo sapete già, ma vi chiedo perché mi dovrei candidare? Rispondo io: non per bramosia di potere, non per fare gli interessi di qualcuno ma perché penso sia giusto ridare voce ai territori, ai sindaci, al mondo del volontariato, dei professionisti che hanno lasciato nella loro vita un'impronta». Con queste parole Sergio Pirozzi ha "svelato" alla stampa il simbolo che accompagnerà la sua lista civica in vista delle elezioni Regionali del Lazio: un'impronta dello scarpone, simbolo di «quella gente che ha lasciato il segno con le azioni concrete, di chi si è sporcato le scarpe» e non dell'establishment.
Dopo Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi, questa del sindaco di Amatrice è la prima candidatura che si affaccia del centrodestra. Proprio a riguardo è stato chiesto a Pirozzi se questa sua fuga in avanti non possa risultare altamente divisiva nel lato destro dello schieramento, a partire dall'opposizione manifestata apertamente da Forza Italia. «Nel mio logo c'è l'orma di uno scarpone che va avanti, andrò avanti comunque», ha ribattuto. «Se sarò accusato di non aver fatto squadra? Io sono preparato a tutto - ha aggiunto - Ma dico anche perché non condividere un obiettivo che dice: diamo spazio a chi non ha cambiali, ha sempre lavorato per gli altri, si vuole rivolgere alle persone che non votano più. Se fanno altre scelte vuol dire che hanno obiettivi diversi dai nostri e se ne prenderanno la responsabilità».
E le primarie? Potrebbero essere questo uno strumento per ricompattare il centrodestra sul modello Sicilia? «Potevano farle prima, non è un problema mio – ha risposto il primo cittadino -.‎ Io sono un mister, il mister fa squadra ma serve un linguaggio comune. Se serve a dare una svolta all'approccio alla politica ben venga. Non ho mai litigato con nessuno e non voglio che si litighi per Sergio Pirozzi. Se ci sono persone di "alta levatura" (come si è augurato Berlusconi chiudendo proprio a Pirozzi, ndr), e sono messe li per interessi particolari, per me non sono di alta levatura...».
Un ultimo passaggio il primo cittadino lo ha dedicato ai suoi avversari, a maggior ragione quelli del Pd che dovernano la Regione. «Mi auguro che in questi 5 mesi, ma sono sicuro nella buona fede dell'attuale presidente, non ci siano ritorsioni contro Amatrice perché altrimenti mi arrabbio come una bestia».

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