venerdì 13 ottobre 2017

Ricordando Dario Fo e il suo passato nella Repubblica Sociale Italiana


Esattamente un anno fa, a causa di un’insufficienza respiratoria, andava oltre Dario Fo. Il grande attore, il regista, il  drammaturgo, lo scrittore, il pittore, era affetto ormai da anni da una patologia polmonare che, però, non gli ha impedito di manifestare fino agli ultimi giorni di vita la sua complessa arte.
Fu uomo di sinistra controcorrente e fuori dal coro, militante politico senza bandiere di partito. Con la moglie Franca Rame fu uno dei principali esponenti di Soccorso Rosso Militante.
Una vita a farsi beffe del potere, premio Nobel per la letteratura nel 1997.
Un premio che fece infuriare tanto gli intellettuali italiani.
Morto a 90 anni e sette mesi per problemi di natura polmonare. Era ricoverato da 12 giorni all'ospedale Sacco di Milano. 
Nato a Sangiano il 24 marzo del 1926, da Felice Fo e Pina Rota da famiglia intellettualmente vivace. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, a seguito della chiamata alle armi della neonata Repubblica Sociale Italiana si arruola giovanissimo volontario nelle file dell'esercito repubblichino, prima nel ruolo di addetto alla contraerea di Varese e poi come paracadutista nelle file del Battaglione Azzurro.
La scoperta di questa militanza nelle file della Repubblica Sociale Italiana emerse, per la prima volta, negli anni settanta, scatenando polemiche, querele e processi da parte di Dario Fo che si trascinarono per anni.
Solo in seguito Dario Fo ammetterà e parlerà di questa parentesi, affermando anche che si era arruolato volontario nell'unico esercito esistente, in quanto italiano e non in quanto fascista, solo per non essere deportato in Germania.
Del passato repubblichino di Dario Fo, ci parla con maggiore dovizia di particolare la collega Ercolina Milanesi con un interessante video che pubblichiamo volentieri.

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