venerdì 8 settembre 2017

Fiore(Forza Nuova):pronti a marciare ogni giorno

Il collega Antonio Rapisarda dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova sulla marcia dei patrioti prevista per sabato 28 ottobre e le relative polemiche che hanno suscitato anche a destra. 



Roberto Fiore, ribadisce che sia giusto scendere in piazza con Forza Nuova il 28 ottobre?
Non ci sono dubbi su questo, non vedo controindicazioni. Questa storia della ricostruzione del partito fascista è assolutamente non rilevante. Confermiamo: riteniamo assolutamente giusto scendere in piazza il 28.
Le critiche non sono arrivate solo da sinistra, anzi. CasaPound sostiene che avete diritto, ovviamente, di manifestare ma ha stigmatizzato con fermezza la scelta della data.
Non vedo dove sia lo scandalo. Abbiamo sempre sostenuto che per le nostre manifestazioni non ci sono né date proibite né luoghi proibiti. Questa è una leggenda che ha creato la sinistra per settant'anni dicendo che quella data città è medaglia d'oro, quindi lì non si può manifestare, in quell'altro poi momento ricorre la Resistenza e quindi in quel giorno non si può. Aderire a questo concetto significa aderire a una logica post-guerra che non ci appartiene. Noi riteniamo che qualsiasi data, qualsiasi luogo sul territorio nazionale sia adatto alle nostre manifestazioni che hanno sempre e comunque una valenza contingente e politica.

Sempre Casapound sostiene che il manifesto della Rsi che avete “rivisitato” in chiave anti-strupro sia una trovata scandalistica.
Innanzitutto il manifesto di Boccasile non fu utilizzato solo per le “marocchinate”. Quello fu un manifesto utilizzato rispetto un pericolo che emergeva in diverse zone. Lo riteniamo molto aderente anche alla realtà di oggi perché le logiche aberranti di guerra e le logiche aberranti dell'invasione di immigrati di massa coincidono. Non posso non ricordare il capodanno di Colonia dove mille donne tedesche sono state molestate sessualmente: o tutti questi sono incidenti che non hanno valore rispetto a qualcosa che non è solo statistico ma anche culturale, oppure noi siamo in pieno diritto di rivendicare la continuità fra quel manifesto, quello che è accaduto a Colonia e quello, purtroppo, che è accaduto a Rimini.

C'è da dire che sul contrasto all'immigrazione e allo ius soli voi e CasaPound dite cose simili.

Non solo. La cosa riguarda anche esponenti di altri partiti. Salvini ha parlato di “più culle meno Pil”, e questo è un discorso nostro. La Meloni parla di sovranità monetaria, Berlusconi si scaglia contro lo ius soli: tutti discorsi che Forza Nuova porta avanti dal 1997. Noi siamo contentissimi che altre formazioni stiano prendendo le nostre posizioni. Possiamo rivendicare, ai fini di un orgoglio di movimento, la primogenitura, il copyright: ma, ripeto, siamo contenti che FdI, CasaPound, Lega e Forza Italia stiano arrivando alle nostre stesse conclusioni.

Che cosa vi divide, allora, da CasaPound?
Dico che in questo momento dobbiamo guardare di più a quello che ci unisce: il contrasto alla ius soli, la richiesta di sovranità monetaria e non solo. Certo, noi abbiamo una concezione cristiana della società e della politica: questo di certo non viene condiviso da Cpi. Ma in questo fase di emergenza noi riteniamo che tutte le forze sane della nazione debbano fare uno sforzo comune per salvare la patria.

Vi indicano come i “guelfi”.

Io sono un ghibellino ma non è quello il punto: non volgarizziamo, tra virgolette, la questione. C'è sicuramente da parte nostra l'aver compreso che l'Italia e l'Europa non si salvano con un mero esercizio sociale, culturale, elettorale.

Come allora?

Per salvare l'Italia e l'Europa serve agganciarsi a quella che è la grande tradizione romana, greca e cristiana dell'Europa. Se non si capisce questo si rischia di non salvare l'Italia. D'altronde la cronaca politica ci sta dando degli assist notevolissimi: Putin esattamente questo sta facendo, si è agganciato alla grande madre Russia; la Polonia ha consacrato la nazione al sacro cuore di Gesù; l'Ungheria ha una costituzione che si richiama a Santo Stefano. Noi riteniamo che oltre che un fatto di fede, è un fatto di pragmatismo politico capire questo punto essenziale.

Manifesterebbe con le tartarughe frecciate?
Noi manifestiamo con tutti coloro che vogliono partecipare all'eccitante progetto che si chiama “salvare la patria”. Per il 28 ottobre inviteremo loro ma anche la Fiamma Tricolore e i partiti di centrodestra.

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