Sei anni fa moriva l'avanguardista Roberto Gentile: un ricordo del campione di rugby - <b>FascinAzione</b>

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sabato 18 luglio 2020

Sei anni fa moriva l'avanguardista Roberto Gentile: un ricordo del campione di rugby


Tre anni fa, il 18 luglio 2014, moriva Roberto Gentile. Militante di Avanguardia nazionale e campione di rugby, protagonista di tante avventure sui campi di gioco e nelle piazze di Italia al fianco di Bruno di Luia. Al compagno di tante battaglie il doloroso chiamare il presente, al politico Adriano Tilgher il discorso dell'addio. Lo ricordiamo qui con un messaggio postato da un suo giocatore su un sito di rugby:

È morto Roberto Gentile. Questo il messaggio che ha spezzato il mio/nostro pomeriggio di lavoro al Beach Rugby di Lignano Sabbiadoro. La prima reazione è stata il silenzio, poi si sono susseguite telefonate (tante) di ex compagni di squadra e amici, tutti in cerca di una risposta. Perché? Semplice, perché Roberto Gentile non può morire. Roberto Gentile è l’uomo degli allenamenti che durano cinque ore, di quelli fatti sotto la grandine perché, a detta sua, gli avversari certamente erano rintanati nello spogliatoio; Roberto Gentile è l’analisi video il sabato mattina, quattro ore per uno spezzone di partita di venti minuti, Roberto Gentile è il ritiro pre play – off sotto il sole della primavera romana (35° alle 14.00 del pomeriggio), così da abituarsi a giocare in qualsiasi condizione atmosferica; Roberto Gentile è la presenza sopra agli spogliatoi dell’Acqua Acetosa, con l’immancabile cappellino nero con su scritto “Molti nemici, molto onore”; Roberto Gentile è quello che se deve mandarti a fare in culo lo fa guardandoti negli occhi e, quasi sempre, nel bel mezzo di un campo da rugby (e con me lo ha fatto tante volte), Roberto Gentile è quello che, a campionato oramai vinto, aumenta il numero di allenamenti per tenere alta la concentrazione; Roberto Gentile è quello della sfuriata dopo una vittoria per 40 – 5, perché quella meta proprio non dovevamo prenderla; Roberto Gentile è “te ricordi quand’eri forte”; Roberto Gentile è “la colpa non è tua che lanci le touche storte, è la mia che ancora ti faccio giocare”, Roberto Gentile è l’amichevole contro l’Avezzano il giorno di San Patrizio, giorno in cui a Roma si giocava Italia vs Irlanda; Roberto Gentile è “voi trequarti andate a provare le giocate, mentre noi di mischia giochiamo un po’ a rugby”; Roberto Gentile è “facciamo l’ultima fatta bene e poi si va a fare la doccia”, ne provavamo almeno altre 30 di giocate; Roberto Gentile è quello che gli allenamenti all’Acqua Acetosa finiscono solo quando i custodi ci spengono i fari. Bhe Roberto la sai una cosa, il nostro rapporto allenatore/giocatore è stato tutt’altro che facile, ma ho apprezzato l’uomo, il rugbista e anche l’allenatore, quindi preferisco ricordarti così. Un saluto pieno di tristezza, perché con te se ne va una parte del mio rugby e dei tanti giocatori che hai avuto il piacere e il dispiacere di allenare.

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