lunedì 28 novembre 2016

Progetto nazionale: in Veneto spuntano i camerati per il sì

(G.p)Nel pomeriggio di sabato 26 novembre si è svolta, a Verona, l'assemblea annuale di Progetto Nazionale, associazione politico culturale guidata da Piero Puschiavo, intitolata Lavorare per l'alternativa Progetto Nazionale per la pubblica amministrazione.
Una assemblea, quella del 2016, diversa dalle altre, grazie all'apertura di una finestra su un aspetto spesso ignorato: quello degli amministratori pubblichi espressi da Progetto Nazionale in diverse regione del Nord del Paese.
Le idee forze lanciate da questa assemblea sono : lavorare sul territorio, per ricostruire una alternativa a Renzi ed alle sinistre che oggi non sembrano essere all'altezza del compito di governare il paese.
Progetto Nazionale, in vista delle prossime elezioni referendarie, previste per domenica 4 dicembre ha dato indicazione di voto per il si  ad elettori e militanti mentre in vista delle prossime elezioni comunali a Verona, Piero Puschiavo leader del movimento ha ribadito il proprio  sostengo a Flavio Tosi ed al movimento Fare.

Questo è il testo del discorso pronunciato da Piero Puschiavo, in occasione dell'assemblea annuale di Progetto Nazionale

Da troppo tempo oramai la politica nazionale sta viaggiando a binario unico per tutta una serie di motivi; governi tecnici e pressioni fiscali continue (in barba a qualsiasi costituzione) hanno oramai stremato i sempre più poveri italiani.
Sebbene la maggior parte di essi sia sostanzialmente di centrodestra, stanno da tempo lasciando decisioni e spazi alla sinistra da salotto, sempre più affine alla finanza e sempre più lontana dagli interessi dei cittadini.
Manca l’entusiasmo, manca la partecipazione, manca persino la voglia di andare a votare, proprio perché quasi nessuno a Destra risulta credibile e affidabile.
I crolli e le ricadute sono sempre più frequenti e questo dimostra solamente corresponsabilità nel lasciare campo libero al PD di Renzi e a Grillo.
È inutile prendersela con questa maggioranza, che si mantiene solamente per l’altrui incapacità di essere veramente alternativa. I rappresentanti del centro destra che si alternano sui media nazionali sono sempre i soliti volti grigi, dalla parlantina facile e dalla presunzione di essere opposizione, quando in realtà alimentano solamente l’astensione al voto di chi li guarda.
E i numeri parlano chiaro. A livello nazionale non ci siamo più. A livello locale perdiamo in continuazione pezzi preziosi. E la sinistra democristiana se la ride!
Ma queste pessime figure non sembrano rimuovere di un millimetro i padri padroni dei partiti. Nessuno sa fare passi indietro, vediamo solo proposte di minestre riscaldate.
Aggregazioni sommarie e cartelli elettorali improbabili sono l’unico frutto marcio.
Forse occorre fare un serio ragionamento su dove sia veramente la nostra collocazione politica. Questa Destra è molto peggio di questo referendum!
Tutti a buttarla in caciara (che poi finisce a taralucci e vino). Nessuno con un minimo di analisi logica. Slogan e solo slogan a conferma che “can che abbaia non morde”.
Tutti allineati, convinti che questo referendum possa cambiare in peggio questo povero paese, quando assistiamo impotenti, e da diversi anni, al continuo suo declino.
Qualcuno addirittura asserisce che le Prefetture stanno attendendo il risultato referendario per capire come agire sull'accoglienza extracomunitaria, quando sono i nostri militari che li vanno a recuperare dall'altra parte del Mediterraneo.

Altri pensano che alla base del Sì ci sia la JP Morgan, come gliene fregasse qualcosa dell’esito. I poteri forti e le grandi banche d’affari hanno diversi piani, come ad esempio la posizione dell’Economist che sostiene il NO e scrive esattamente: il nostro paese ha bisogno di ampie riforme, "ma non quelle proposte" da Renzi. Le eventuali dimissioni del premier non sarebbero "una catastrofe", si può fare "un governo tecnico, come molte altre volte". E invece le modifiche potrebbero "creare un uomo forte in un paese che ha prodotto Mussolini e Berlusconi"

Non sarà quindi un referendum a cambiarne l’operato…anzi potrebbe essere possibile solamente con una riforma un po’ più decisa di questa e che dia ancora più potere all’ esecutivo…questo ci piacerebbe forse di più.
Noi non abbiamo mai sofferto di estremismo democratico!
Qualcuno ci accusa di essere troppo tosiani, quindi filo renziani, quindi magari pure di sinistra…ma qualcuno si è accorto che questo centro destra è il miglior alleato di questa maggioranza?
Il leader leghista impedisce ogni possibile dialogo…diversamente dal vecchio leader Bossi, che al tavolo riuniva tutti…a volte anche in silenzio.
Il post Alleanza Nazionale è di per sé una brutta copia, composta sia dalle sue vecchie seconde e terze linee, sia da chi ha la stessa, se non maggiore, responsabilità di chi l’ha sciolta…ovviamente dopo aver ripulito per bene il sostanzioso piatto nel quale si è pasteggiato.
Esaurite le idee (ci si rivolge alle scopiazzature esterofile), perduta l'anima culturale (appaltata a soggetti di tutt’altra estrazione e percorso), la destra, anche quella considerata più “radicale”, si sta trasformando in circoli anarcoidi, slegati tra loro, spesso in conflitto e comunque scansati e tenuti bene in parte dai citati partiti.
Confusione e disorientamento diffuso, mentre si plaude, molto sommariamente, al Trump vincitore, a Marine Le Pen (ben altra cosa rispetto al padre, il vecchio leone bretone Jean-Marie), al futuro austriaco, alla crescita delle destre fuori confine, mentre a casa nostra si consuma l'ennesimo delitto: la perdita della città di Padova.
Unica figura nuova, capace e concreta, appare essere quindi quella di Flavio Tosi. Colui che, pur non avendo mai votato la fiducia a Renzi, viene accusato di esserne stampella…e noi magari a guardiani della stampella.
Io dico che Fare e Flavio Tosi sono nostri alleati grazie ad un accordo politico che oramai perdura da tempo. Esiste la medesima correttezza e rispetto. Esiste il valore della parola. Ma esiste anche una visione diversa su alcune questioni.
Sull'immigrazione non possiamo essere d’accordo sulla equa distribuzione degli immigrati in un Europa, già invasa da stranieri di ogni dove, imponendola a chi GIUSTAMENTE, oggi vi si oppone. Forte anche del consenso popolare! Occorre fermare questa invasione, che giorno dopo giorno assume sempre più le connotazioni di un progetto di vera e propria sostituzione. Non stiamo parlando di profughi, ma di masse manovrate da interessi sovranazionali al fine di cancellare ogni forma di origine, di identità e tradizione. Distruggere il vincolo di sangue e suolo per completare quel melting pot tanto caro agli interessi delle multinazionali.

Le acque territoriali nazionali vanno difese dalla Marina Italiana con corazzate ed incrociatori. Ecco dove deve intervenire un vero Ministro della Difesa, altro che il questuante Gentiloni e lo scafismo di Stato .

Anche in temi economici, legati agli investimenti, non credo che banche e investitori attendano con ansia l’esito del referendum. Il processo di svendita del patrimonio nazionale parte da qualche lustro. La piccola media impresa ha iniziato a collassare ben prima di Renzi & C. e prima anche di Monti, sostenuto da gran parte della pseudo opposizione odierna.

I nostri amministratori credo possano ben confermare come qualcuno a Destra sia mosso da diktat di partito. Fingere di opporsi per poi accordarsi. Abbiamo visto le alleanze elettorali più subdole in questi anni e ovviamente quasi tutte finite prematuramente.

Per noi, cari amministratori, deve esistere solamente la convergenza su programmi precisi a tutela e a difesa del sociale.

Sulle questioni prettamente locali non posso dare indicazioni precise, ma tramite il vostro potenziale, guadagnato attraverso un lavoro serio e concreto, dovete diffondere e sensibilizzare sempre di più i pericoli che stanno devastando la nostra società:il pericolo dell’immigrazione incontrollata che non rende più il Comune sicuro. Oramai la paura di essere indicato come “fascista”-“razzista” ha fatto desistere molti amministratori dall’opporsi a certi problemi. Noi non possiamo tollerare il degrado, la violenza diffusa, i caos e l’anarchia, che non possiamo pensare di risolvere con qualche telecamera. I Vigili Urbani e le forze dell’Ordine locali devono controllare i punti di aggregazione più pericolosi scendendo in strada e non davanti ad un monitor in ufficio. Monitorare ed eventualmente chiudere i cosiddetti negozi etnici dove all’interno si celano o si nascondono attività illecite.Il pericolo circa la diffusione dell’ideologia Gender (o di Genere). Un sistema che vuole modificare l’ordine naturale dell’uomo...partendo dall’innocenza infantile. Un progetto diabolico che deve essere contrastato in ogni sua forma. L’abilità delle sinistre e dei pervertiti sessuali, che a volte siedono anche sui banchi del Consiglio Comunale, vanno combattuti con ogni mezzo. Sappiamo che i bambini sono il miglior strumento/vittima per modificare l’esistenza. Ogni tanto qualche sussulto da parte di qualche organizzazione cattolica (poche per la verità) e niente di più. A voi dico che non occorre essere cattolici per combattere questo scempio della natura. Questo è buon senso, è rispetto, è Tradizione.Sempre per quanto riguarda i bambini, ci siamo sempre opposti a chi, partendo dalle scuole primarie, li sottopone a test psicologici con la scusante della sindrome ADHD con conseguente tentativo di somministrazione di psicofarmaci…persino in età pediatrica…e proprio grazie all’intervento di alcuni consiglieri comunali, come al tempo Andrea Miglioranzi, sono stati sospesi.

Dobbiamo quindi farci carico di queste battaglie che possono essere più incisive se condotte da chi amministra veramente. Non dimenticarsi mai da dove si viene, da dove si è partiti, da chi ha posto in voi la sua fiducia, anche se a volte qualcuno, affascinato da chissà quali promesse, può preferire altri percorsi.

Il male di questo Paese si chiama antifascismo, un alibistico collante di appartenenza politica, che dal dopoguerra ad oggi ha condizionato tutta la vita politica nazionale, impantanandola. Un partito virtuale trasversale che serve a mascherare le peggiori nefandezze perpetrate in un settantennio.

Di concreto invece esiste la nostra forza di volontà di non arrendersi di fronte alle etichettature criminalizzanti, di continuare imperterriti su quelle linee guida che oggi potrebbero essere la vera soluzione alla decadenza politica e culturale.

Come esponenti di Progetto Nazionale conosciamo il significato di alleanza, di convergenza politica, anche di compromesso per il bene comune…ma non potremmo mai rinnegare il nostro essere, la nostra Storia la nostra plurimillenaria Tradizione.

Alla vittoria!

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