venerdì 14 ottobre 2016

Il Movimento Sociale Italiano e le radio alternative

(G.p)Le radio alternative, cosa hanno realmente rappresentato nella storia politica del Movimento Sociale che quest'anno festeggia il settantesimo anno di vita? Che ruolo hanno avuto per i giovani militanti? Sono state un simpatico e vincente tentativo di rottura dell'isolamento politico di cui era vittima l'unico partito di destra presente in Italia? Costituirono un alto ed altro modo di fare politica rispetto ai violenti scontri di piazza che insanguinavano l'Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia? Che rapporto ebbero con il partito? A tutte queste domande cerca di dare una risposta l'interessante contributo che ci offre il collega Alessandro Alberto, antico collaboratore di fascinazione.info autore di Radio Alternative a destra che comunicava via etere, edito da Eclettica Edizioni.


Le radio alternative ed il Msi 
di Alessandro Alberti




Le radio alternative furono la realizzazione pratica di uno dei tanti fenomeni comunicativi e culturali, nati in seno ai dibattiti e alle proposte emerse dal primo Campo Hobbit, tenutosi a Montesarchio nel giugno 1977 organizzato dal giovane dirigente del MSI Generoso Simeone.  Fu essenzialmente la componente rautiana del FdG e del MSI, ad elaborare nuovi messaggi squisitamente metapolitici, in grado di intercettare prevalentemente il mondo giovanile, ma allo stesso tempo tentare un dialogo, finalizzato al superamento degli steccati destra sinistra, tanto cari al sistema,  in un'ottica rivoluzionaria.  Questo progetto non fu però possibile, per  la mancata e  ricezione da parte della sinistra ancora legata a vecchie pregiudiziali.  Campo Hobbit portò anche altre innovative forme di comunicazione, come la grafica e il fumetto.  Ma anche nuovi argomenti di dibattito e interesse, come la questione della donna,  l'ecologia, la biopolitica.  Chiaramente restava la radio lo strumento di maggior penetrazione del tessuto sociale,  in grado di superare il muro eretto dal sistema nei confronti della destra. La radio forniva finalmente la possibilità di avere una controinformazione, in grado di contrastare la manipolazione del reale operata dai notiziari Rai.  Metteva gli ascoltatori in grado di poter ascoltare la musica alternativa anch'essa figlia di Campo Hobbit. Era il mezzo più efficace e dirompente perché poteva essere fruito da tutti. Nel libro che ho scritto, integrato dalle testimonianze dei tanti protagonisti di allora,  sono presenti molteplici dettagli.  Ma in questo breve articolo, è mia intenzione soffermarmi più sulle differenze di valutazione che, le due principali correnti del MSI, diedero riguardo le radio.  Da una parte, la già citata componente rautiana, più votata all'esperimento radiofonico, come mezzo metapolitico, figlio del noto gramscismo di destra in cui la suddivisione sociale era definita in due entità distinte: società civile e società politica. E proprio alla società civile era diretto tale messaggio, che praticamente ricopriva tutti gli interessi definiti prepolitici: sport, musica, tempo libero, hobby,  letteratura, etc. Questo tipo di approccio, rese i rautiani più propensi alla creazione di un ponte radio, per la creazione del terzo polo radio.  Di contro, la posizione più prudente della componente almirantiana, che preferiva un'organizzazione delle emittenti meno politica e un po più commerciale.  Con target piu' dedicati ad argomenti piu' morbidi, pur mantenendo una impostazione politica per quanto riguardava la parte inerente i notiziari. Tra le due posizioni si inseriva però Il fattore economico, che fu anche per scelta della classe dirigente il motivo che portò, gradualmente, alla chiusura delle quasi cento emittenti alternative, nate e poi chiuse per mancanza di fondi,  nel giro di un decennio. Anche questo aspetto però, non fu solo figlio di scelte politiche, ma anche di un oggettivo  sovraccosto  del tanto auspicato ponte radio.  Resta comunque a prescindere dalle scelte e dalle intenzioni,  il ricordo di un'esperienza che mobilito' centinaia di volontari in tutta Italia. A me solo la soddisfazione di averla fatta rivivere a tanti lettori, che hanno vissuto da protagonisti quel periodo e molti altri, più giovani, che lo hanno potuto conoscere per la prima volta.

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