martedì 6 settembre 2016

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Nella Lega scoppia la rissa tra padani e terroni


(G.p)A manco due settimane dal raduno di Pontida, previsto dal 16 al 18 settembre, a 20 anni dalla dichiarazione di indipendenza della Padania, pronunciata allora, in pompa magna, dal senatur Bossi in quel di Venezia, alcuni militanti duri e puri, secessionisti della prima ora, non vogliono vessilli tricolori e bandiere di Noi con Salvini sul verde prato di Pontida, come ci racconta il collega Matteo Pandini dalle colonne di Libero.


di Matteo Pandini

Salvini pensava di sgolarsi per mettere ordine tra i suoi colonnelli, che mai come negli ultimi mesi hanno messo in discussione la linea politica, e invece si è ritrovato con una grana inaspettata.
In vista del raduno di Pontida del 16-17-18 settembre, a 20 anni dalla dichiarazione di Indipendenza della Padania,letta da Bossi in quel di Venezia, c'è tensione tra i militanti duri e puri e i seguaci di Noi con Salvini che raggiungeranno il pratone al grido "prima gli italiani".
La controversia, come abitudine negli ultimi anni della Lega è tracimata ben presto sui social network. Un esempio su tutti. Uno dei responsabili web del Carroccio in Lombardia, Mirko Giaffreda, fedelissimo del deputato e segretario regionale Paolo Grimoldi, ha pubblicato su facebook lo statuto del partito dicendo che solo 13 bandiere potranno sventolare con diritto sul prato di Pontida, elencando quelle di tutte le regioni del nord fino a Toscana, Umbria, Marche e considerando l'Emilia e la Romagna come entità distinte. E quelli di Noi con Salvini? 
Nello statuto non ci sono, ribadisce Giaffreda, mentre il capogruppo in Senato dei lumbard nonché commissario di Noi con Salvini nel Lazio, Gian Marco Centinaio risponde piccato: quindi se porto quella della Padania non si può? Ho un militante che porta da nove anni quella della Scozia. Devo dirgli di lasciarla a casa? A seguire, altri commenti con posizioni che fino al tardo pomeriggio di ieri erano tutto sommato civili ma di difficile comprensione. Ad aggiungere pepe alla faccenda, c'è quello che è emerso nel corso della riunione nel quartier generale di via Bellario a Milano.

Il Vertice.

Salvini aveva chiamato a raccolta i responsabili regionali( nazionali, nel vocabolario lumbard) oltre ai governatori Zaia e Maroni ed altri dirigenti di peso come Calderoli e Borghi Aquilini. Assente Umberto Bossi per un impegno medico. Qualcuno si è lamentato perché dei militanti lombardi starebbero inviando messaggi minacciosi ai salviniani del Sud, promettendo legante in caso di presenza a Pontida con bandiere tricolori. Il leader, scocciatissimo ha tagliato corto. Promettendo di intervenire personalmente per frenare le tensioni. Ha detto anche qualcosa in più. Dopo l'intervista a Libero di ieri in cui ha spiegato che nel Mezzogiorno pensa di lanciare una nuova realtà gemellata col Carroccio ma con un leader diverso.
Per ora andiamo avanti con Noi con Salvini. Quando vado in Calabria o Puglia, parlo anche alle persone che poi si sono trasferite a Milano e Torino. E comunque ha aggiunto l'europarlamentare siamo al 13% e quindi basta distinguo sulla linea politica.
Pensare che Salvini aveva risolto con slancio i problemi degli ultimi mesi. Caratterizzati da parecchie divergenze tra lui e alcuni dirigenti, in primis Maroni.
Che anche ieri, in un'intervista con la Stampa, consigliava a Matteo di non seguire la Le Pen. Il governatore ha sostenuto che si tratta di un equivoco, perché spesso è stato intercettato dai giornalisti prima di confrontarsi con Salvini.
Risultato : Bobo loda Errani per la questione del post sisma e Salvini lo attacca, Salvini scarica Parisi e Bobo gli da fiducia.
Salvini schiaffeggia Alfano e Bobo ricorda che in Lombardia governa con Ncd.

La Prova 
Fatto sta che il governatore ha dato prova di lealtà, annunciando di volar far firmare a tutti i consiglieri della sua maggioranza un documento con linee guida a proposito dell'immigrazione. Chi non è d'accordo, sarà fuori dalla coalizione perché è più importante la coerenza degli equilibri, ha aggiunto.
Salvini ha risposto con un altro segnale distintivo. L'assessore regionale lombardo all'agricoltura, Giovanni Fava entrerà a far parte della segreteria politica. Il tutto senza dimenticare un'altra battaglia : Maroni e Zaia sono pronti a organizzare contemporaneamente il referendum per l'autonomia delle proprie regioni, ragionevolmente nel 2017

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