giovedì 15 settembre 2016

La guerra del Blocco Studentesco contro la scuola azienda


(G.p)Per migliaia di studenti italiani questa settimana ha segnato l'inizio delle attività scolastiche.Il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di Casa Pound, in diverse città d'Italia ha affisso centinaia di manifesti per denunciare l'attuale sistema scolastico che funziona, purtroppo, come un'industria, invitando con un riuscito slogan, la tua guerra ora
gli studenti italiani alla lotta ed all'impegno politico per un guturo migliore che si conquista andando all'assalto, come ci racconta, da Verona, la collega Melissa Toti Buratti, già collaboratrice de Il Secolo Trentino.



Ieri, mercoledì 14 settembre, è stato un altro primo giorno di scuola per migliaia di studenti italiani. E mentre il primo giorno, solitamente, che sia di lavoro, di vacanza, di viaggio, dell’inizio di una nuova esperienza, dovrebbe essere sentito come qualcosa di entusiasmante, il primo giorno di scuola non è che, per la maggior parte dei ragazzi, un noioso supplizio a cui si sentono obbligati per “dovere”. In fondo, è proprio il loro dovere andare a scuola; imparare a comportarsi, a stare con gli altri, a sentirsi parte di una piccola comunità, a organizzarsi il proprio tempo e a capire che c’è “prima il dovere e poi il piacere”, per cui alle prime difficoltà saranno costretti ad abbandonare lo sport che tanto amavano o a smettere di andare a lezione del loro strumento musicale preferito. Anche incontrare qualche amico diventa d’intralcio quando si hanno una montagna di compiti o pagine da studiare con automatismo per tenere allenata la mente.

A Verona, il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di Casa Pound Italia ha affisso centinaia di manifesti proprio in vista della giornata di ieri per denunciare e combattere un sistema scolastico che funziona come un’industria, dove il singolo non viene più visto come individuo, ma come membro di una classe gestito da professori che devono portare avanti il loro programma senza rimanere indietro coi tempi. Vietata ogni domanda che non sia pertinente all’argomento, vietato stare assenti durante un’interrogazione, altrimenti slitterebbe di qualche giorno con il rischio di non riuscire a imbottire i loro cervelli di informazioni prese da libri noiosi, pieni di date e numeri.

Il movimento si esprime così: “Con l’affissione di questa notte vogliamo presentare il motto con il quale affronteremo il nuovo anno politico e tutte le sfide che ci attendono. ‘La tua guerra ora’ non è solo uno slogan, ma anche il nuovo punto del nostro programma. In una scuola pubblica oramai ridotta ad un’azienda, che non forma uomini e donne, ma tecnici senza cuore né anima, è fondamentale invertire questa rotta e riscoprire la nostra identità per riuscire contrastare la tendenza individualista dei nostri giorni”. Una sfida impegnativa e ambiziosa che punta il dito ad una realtà che è tutta da modificare, dagli edifici pericolanti, pieni di crepe e muri sporchi, ai libri nuovi, costosi, a volte nemmeno utilizzati. Ma niente è più scoraggiante di un professore che da i voti in base alle simpatie, che non premia il vero merito, ma soltanto chi esprime le idee meno ribelli e più conformiste.
“La gioventù italiana oggi si trova di fronte ad una scelta epocale, rinascere o perire; ‘perchè il futuro non si reclama come un diritto oramai scaduto. Il futuro si conquista. Si conquista andando all’assalto’. Con l’azione abbiamo anche voluto rimarcare che dal primo giorno di scuola saremo presenti al fianco del ragazzi nelle battaglie che ci aspettano nel nuovo anno politico”, termina così la nota del Blocco Studentesco Verona. Casa Pound Veneto, essendo la propria organizzazione studentesca, condivide l’iniziativa e la commenta con l’espressione inglese: “,C’mon Blocco!” sulla propria pagina Facebook. La scuola non può più essere vista come un luogo di apprendimento freddo e inanimato, ma come una possibilità di condivisione di qualsiasi idea; un ambiente dove tutto viene messo in discussione, dove ciò che si impara deve servire a far riflettere il futuro cittadino e uomo di mondo che uscirà da quegli edifici. La persona che viene istruita con le nozioni base deve essere in grado di utilizzarle e sfruttarle per far emergere la propria personalità e il proprio spirito, senza essere schiacciato e spinto in mezzo ad una massa di pecore. Lo studente è schiavo delle assemblee sulla tolleranza dello straniero, sull’integrazione, sulla solidarietà senza poter utilizzare la propria testa, poiché sono argomenti esposti soltanto da una parte senza mostrare quella contraria; viene a conoscenza di temi quali la violenza, la mafia, la droga, il bullismo, le malattie mentali e i disturbi alimentari senza riuscire a metabolizzarli dentro di sé perché vengono presentati come argomenti che “vanno assolutamente affrontati”, ma non necessariamente capiti.
Finchè la scuola italiana tratterà lo studente come un soldatino senza farlo interessare a niente spingendolo ad apprendere nozioni su nozioni, non si formeranno donne e uomini liberi, ma ingranaggi di macchine arrugginite.

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