mercoledì 6 luglio 2016

Il nuovo partito di Storace: «Sto dietro le quinte, in parlamento i giovani»

(G.p) Francesco Storace, leader de la Destra e consigliere regionale del Lazio, intervistato da Il Tempo, storico quotidiano romano, spiega il suo progetto per la nascita di un nuovo partito che abbia come nobile obiettivo quello di rifondare la destra italiana. Un partito del quale Francesco Storace sarà promotore perché convinto assertore dell'idea forza che in Parlamento ci devono andare, forti del consenso popolare, i giovani.
Intervista che pubblichiamo per intero.



«Non ci fissiamo sui nomi, o rischiamo di perdere di vista l’obiettivo principale, che è rifondare la destra italiana»: Francesco Storace spiega il suo progetto per la nascita di un nuovo partito, del quale lui sarà promotore, «ma niente di più - precisa - perché in Parlamento ci devono andare quelli che non ci sono mai stati».


Francesco Storace, spieghi ai lettori de Il Tempo il suo nuovo soggetto politico.
«Partiamo da un dato: nel 2013, ultime elezioni politiche, La Destra lanciò la proposta di ricreare Alleanza Nazionale. Per dare un segnale di rinnovamento alla pubblica opinione sospendemmo la nostra presenza elettorale. Da Fratelli d’Italia, sopravvissuto allo tsunami dei cambiamenti, arrivarono le bordate, ci accusarono di stare preparando una minestra riscaldata. Facemmo a novembre una grande manifestazione a Roma e la conseguenza fu l’appropriazione del simbolo all’interno della Fondazione An. Ma non può essere una fondazione a decidere chi fa politica, se io voglio portare avanti la bandiera di An è un mio diritto. Un diritto che fu negato nel nome della maggioranza della Fondazione. Stessa cosa accadde l’anno successivo».


E oggi?
«Abbiamo sperato che Fratelli d’Italia facesse passaggi importanti, di apertura al mondo più vasto della destra italiana. La risposta sono stati i veti e gli sganassoni e addirittura gli inviti a "ritirarsi a vita privata", usando le parole della Meloni».


Cosa è accaduto?
«Alla fine della fiera noto che, con l’eccezione di Roma, quel partito non ha nemmeno un consigliere nelle grandi città. Il che ne fa più Fratelli di Roma che Fratelli d’Italia. Ma la storia della destra non può fermarsi al tre per cento».


Ci spieghi i tempi dell’iniziativa.
«Sabato porterò la proposta al Comitato centrale per convocare il congresso e decidere la confluenza nel nuovo soggetto politico in autunno. Il sabato successivo, il 16, ci sarà a Napoli la manifestazione di Azione Nazionale, per cominciare a parlarne. E chiarisco che non voglio guidare nulla, me ne frego di stare in prima fila a comandare, mi basta combattere. L’obiettivo è la nascita di una forza di destra plurale».


Il nome?
«Non è obbligatorio chiamarla Alleanza Nazionale, decideremo nei prossimi mesi. L’importante è la difesa di una Patria sempre più offesa, soprattutto dall’Europa».


Fini ci sarà?
«Io l’ho criticato nel passato. Oggi abbiamo un rapporto civile, ma da questo a dire che faremo la stessa strada c’è una bella distanza».

2 commenti:

  1. Si, ma tu, Fini e Alemanno (e compagnia non dovreste più apparire, per non parlare degli ottantenni come me. La nostra storia, nel bene e nel male, è finita.

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  2. Lìunica cosa saggia che può fare Storace è tornarsene a casa, i vecchi tromboni stonati non servono all'Italia e soprattutto a quell'Area politica che non lo vuole più. Ma sembra non capirlo, sei finito Storace, vai ai giardinetti pubblici con i tuoi amici Fini e Alemanno.

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