venerdì 8 luglio 2016

Ci vuole un Nonno per ricostruire la casa comune della destra partenopea


(G.p)La destra napoletana è uscita davvero male dall'ultimo voto amministrativo dello scorso 5 giugno.Una destra divisa in più rivoli, quella sovranista, incarnata da Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale che con l'appoggio di candidati indipendenti di Casa Pound, ha candidato, con scarso successo, alla carica di sindaco, il deputato Marcello Taglialatela, ottenendo solo l'1,28% dei consensi e quella che invece, divisa in diverse liste civiche, ha sostenuto l'imprenditore civico prestato alla politica Gianni Lettieri, sconfitto per la seconda volta dal sindaco uscente Luigi De Magistris.
Una destra che elegge solo 2 consiglieri, Andrea Santoro, eletto nelle file della civica Napoli Capitale, vicina al movimento Azione Nazionale di Fini ed Alemanno, e Marco Nonno, leader della destra sociale partenopea.
Di fronte a questo contesto, qualcosa si deve e si può fare. D'altronde siamo di fronte ad un malato( la destra) grave ma ancora vivo che si può curare. La ricetta, come ci racconta Roberta Salerno, viene offerta dal consigliere Marco Nonno, ideatore di una associazione denominata De. Na. destra napoletana, che vuole essere contenitore di chi non si sente rappresentato dagli altri partiti politici e casa comune per tutti gli uomini e le donne di destra.

Ci vuole un Nonno per ricostruire la casa comune della destra partenopea

di Roberta Salerno


"E pur si muove". Mai citazione è più indovinata per  definire la situazione della desta napoletana. Sì, perché nonostante i risultati disastrosi ottenuti alle ultime elezioni amministrative da Fratelli d'Italia, con l'appoggio di alcuni candidati indipendenti di Casa Pound, nonostante la pesante sconfitta di Lettieri e la riconferma a Palazzo San Giacomo di Luigi De Magistris, la destra napoletana non può ancora dichiararsi morta. Semmai un malato davvero in pessime condizioni di salute. Ma si sa, i miracoli accadono e anche da un brutta malattia si può e si deve guarire. 
Il possibile ed auspicabile  miracolo questa volta è affidato a Marco Nonno, che, per l'ennesima volta, è risultato essere il più votato nel panorama della desta sociale e identitaria. È in lui che il popolo e i militanti ripongono la propria fiducia ed è da lui che vogliono ripartire. Come? Con Destra Napoletana (De Na)  un'associazione che mira ad essere contenitore per chi non si sente rappresentato dagli attuali partiti politici, ma anche per chi la tessera di un partito ce l'ha ma non è molto soddisfatto di quanto si è fatto (o non fatto) fin ora. L'idea di Marco Nonno è quella di costruire una casa comune per gli uomini e per le donne di destra, dando spazio al merito e alle capacità di chiunque voglia farne parte, di chiunque sia dotato di buone intenzioni e voglia di costruire e soprattutto di fare squadra. Senza colonnelli, senza prime donne. Senza affaristi e senza soprattutto poltronisti.
 Senza tutti coloro che la destra l'hanno distrutta. Senza cancri, insomma. E allora il popolo della destra, della destra vera, può tirare un sospiro di sollievo, può rimboccarsi le maniche e può ripartire da qui, da Destra Napoletana. Perché si sa, chi si ferma è perduto, e la gente di destra non può e non deve fermarsi. La presentazione di questo nuovo progetto, al quale hanno aderito, tra i tanti, anche molti neoeletti delle varie municipalità, si terrà domani, sabato 9 luglio, alle ore 10.00 presso l'aula del consiglio metropolitano.

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