sabato 16 luglio 2016

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Bolzano, pestaggio notturno: la vittima accusa Casapound


(G.p)Un brutto episodio di violenza politica scuote la città di Bolzano. Protagonista è un giovane, di soli 19 anni, Davide Gallo, che attraverso il suo profilo Facebook denuncia quanto gli è accaduto nella notte tra venerdì e sabato accusando apertamente il movimento politico Casa Pound.
Infatti dal suo profilo Facebook scrive, Casa Pound mi ha appena pestato in Via Mendola, allegando una foto delle condizioni in cui sarebbe stato ridotto al seguito del pestaggio. A scatenare la violenza sarebbero state le note della canzone Bella Ciao, intonata da Davide e da alcuni suoi amici, come ci racconta, con un interessante articolo, il quotidiano Alto Adige.



Ancora una volta un presunto pestaggio da parte di alcuni ragazzi vicini, forse, al movimento neofascista di Casapound potrebbe scuotere la città di Bolzano. Secondo quanto riportato dal diciannovenne Davide Gallo, infatti, questa notte (tra venerdì e sabato) in via Mendola, poco dopo l'incrocio con via Duca d'Aosta (non lontano dalla sede di Cpi in via Cesare Battisti) sarebbe andato in scena un pestaggio di matrice politica in piena regola. Gallo assieme ad alcuni amici stava cantando “Bella Ciao” e su questa canzone, ancora una volta dopo altri episodi registrati negli ultimi mesi in città, si sarebbe innescata la violenza. Due ragazzi, identificati dalle vittime come appartenenti a Casapound, sarebbero passati in macchina e, ascoltando le strofe della storica canzone dei partigiani, avrebbero parcheggiato e sarebbero scesi per menare le mani. Il canto, infatti, sarebbe stato interpretato come provocazione al loro passaggio, ma gli aggrediti negano in modo deciso.

Due le versioni a questo punto: da una parte i presunti aggressori a sostenere che i gruppi si conoscevano e dall'altra gli aggrediti a negare qualsiasi frizione avuta in passato per motivi politici. Una volta chiarita la situazione i presunti rappresentanti di Casapound si sarebbero fermati, ma i feriti avrebbero preteso nome e cognome per sporgere denuncia mentre uno di loro filmava tutto con uno smartphone (immagini che saranno divulgate solo in caso di autorizzazione da parte dell'avvocato che difende le vittime). Il “regista”, a quel punto, è stato aggredito ed atterrato mentre il telefonino gli veniva sottratto e lanciato in proprietà privata. Gallo si è subito recato in ospedale e in queste ore sta espletando tutte le formalità per sporgere denuncia. Ha già avuto un colloquio con i carabinieri subito dopo l'epsiodio.

Sarebbero state le vittime a riconoscere negli aggressori alcuni appartenenti al movimento: "Lo abbiamo capito da quello che ci hanno riferito durante lo scontro - ha spiegato lo stesso Gallo - quando ci hanno detto che questa è la loro zona e che non dovevamo permetterci di cantare certe cose". Il dettaglio, ovviamente, andrà verificato in sede di indagini.

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