sabato 14 maggio 2016

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Salvini ad Ostia: se la Meloni va al ballottaggio mi tuffo nel mare del Lido


(G.p)Continua senza sosta e senza tregua il tuor elettorale romano del felpato Matteo Salvini, leader della Lega Nord per l'indipendenza della Padania, in vista delle prossime elezioni amministrative, previste per domenica 5 giugno. Nella giornata di venerdì Matteo Salvini ha trascorso una mattinata ad Ostia, incontrando cittadini, giornalisti ed alcuni candidati della lista leghista romana. Il Tempo, storico quotidiano romano, ci racconta la mattinata ad Ostia di Salvini, con un interessante articolo, che rilanciamo per intero.




I militanti che lo accolgono nella piazza di Ostia lo chiamano "capitano". Prima di ripartire dal municipio sul litorale, Matteo Salvini si concede anche alla rituale foto, insieme a Irene Pivetti, sullo storico pontile. Quella che inaugura è solo l'anticipazione di quello che farà in futuro, spiega ai giornalisti. La convocazione era per un incontro con i cittadini, ma ad attenderlo in piazza Anco Marzio ci sono cronisti e alcuni candidati. Lui arriva e dice: "Abbiamo visto, prima che arrivassi qui, migliaia di persone. Ostia, fortunatamente, non è tutta mafia, corruzione e malaffare. C'è una maggioranza di gente perbene e tante imprese che non meritano di essere accomunate ai malavitosi. Siamo andati in giro senza dirlo prima ai giornalisti, così i centri sociali non hanno potuto fare i loro inseguimenti e lanci di oggetti. Anche le prossime occasioni le organizzeremo così, per non avere rotture di scatole".


Salvini: "Disagi per i pendolari" Salvini spezza una lancia in favore dei balneari quando dice che "bisogna ragionare con chi qui ha investito migliaia e migliaia di euro sul litorale negli stabilimenti. Ragionare significa non agire con i blitz ma con intelligenza". Il leader della Lega spiega di aver voluto toccare con mano la realtà di chi vive o comunque si sposta tra Roma e Ostia: "Un primo tratto l'abbiamo fatto prendendo il trenino solo che andavamo contro corrente e il casino era per chi andava nella direzione opposta. Però - prosegue - ho potuto vedere, e farmi raccontare dalle persone, la sporcizia delle carrozze, la lentezza, i guasti che fanno perdere ore di lavoro alle persone e questa non è una bella presentazione per Roma capitale".


Ostia non è tutto malaffare Poi Salvini accenna al giro per le varie zone della cittadina e osserva con rammarico che "qui non servono promesse mirabolanti, come Lega un po' di normalità siamo in grado di garantirla, perché quello che ho visto in alcune zone di Ostia non è degno di Roma. Anzi ci sono dei quartieri qui che non sono proprio Italia". E' agli abitanti di quelle zone e di Ostia in genere che Salvini viene a dire: "Non meritano di essere accomunati a malavitosi perché la gente perbene meriterebbe di avere case invece di vivere in una colonia occupata che costa milioni e milioni di euro".


Roma è una corsa a tre Salvini non crede proprio che quello occorso a Stefano Fassina sia un infortunio burocratico. Vede infatti così la partita per il Campidoglio, con l'esponente della sinistra attualmente fuori gioco: "Per me è una partita a tre fra Raggi, Giachetti e la Meloni. A Giachetti Fassina ha fatto un favore perché non ci crede nessuno che la sinistra non sia stata in grado di raccogliere le firme". Il leader della Lega torna ad attaccare Marchini dicendo che "chi per raccattare due voti non si fa scrupolo di stare insieme a Bertolaso e a Berlusconi, che lo avevano insultato fino a ieri, non è credibile. Quello è il vecchio centrodestra e io - ribadisce - non voglio tornare indietro di vent'anni. Roma ha il diritto di guardare avanti".


La promessa di Salvini Il leader della Lega prende spunto da una domanda: "Se Giorgia Meloni arrivasse al ballottaggio è disposto a fare un bagno ad Ostia?" La risposta: "Anche di più. Non dico nudo che sarebbe un brutto spettacolo. Con la Meloni al ballottaggio mi impegno a fare il bagno con qualunque condizione climatica. Non vedo l'ora". Poi lancia la sua idea di Ostia: "A me non dispiacerebbe che fosse comune. Perché gli abitanti si sentono lontani, abbandonati, non solo geograficamente ma anche politicamente dal Campidoglio. Io farei fare il referendum anche domani mattina. Tanto visto come è andata la gestione centrale... peggio di così difficilmente si fa".

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