giovedì 17 marzo 2016

Trento:quegli autonomisti un po’ troppo fascisti


(G.p)Domenica 13 marzo il Partito Autonomista Trentino Tirolese, che sostiene il centro sinistra autonomista in Trentino Alto Adige, ha tenuto il proprio congresso, dai toni infuocati, dove Carlo Pederegna è stato nominato presidente del partito.
Il neo eletto presidente Pederegna, nella giornata di domenica, dal palco del Palarotari di Mezzocorona ha giurato fedeltà alle stelle alpine tirolesi, ma dopo pochi giorni, sono spuntante foto in cui il neo presidente del Patt bacia il santino del duce e si esibisce nel saluto romano. Non male per un esponente di primo piano, di un partito autonomista, che rimarca le distanze addirittura dagli Alpini che nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale hanno occupato il Trentino Alto Adige.
Il collega trentino Giorgio Lucca, in esclusiva per i lettori di fascinazione.info ci invia un suo dettagliato articolo sulla storia di questi autonomisti un pò fascisti.





"Saluto romano del presidente. Dalle feste fasciste alla guida del Patt". Così titolavano le prime pagine dei giornali della provincia di Trento stamane. Eccessi di euforia di un passato lontano a detta del diretto interessato. Notizia destabilizzante per la giunta provinciale per altri. Proprio così: Carlo Pedergnana, il protagonista del fattaccio, solo 5 giorni fa è stato eletto presidente in un infuocato congresso del Partito Autonomista Trentino Tirolese, movimento che fonda la sua ragion d'essere nell'antistatalismo e che tutt'ora rimarca le distanze addirittura dagli Alpini, rei di aver "occupato" alla fine della Grande Guerra il Trentino, ritornato all'Italia il 3 novembre del 1918. In questo contesto risulta chiaro come divenga impietoso l'affiancamento di foto che quest'oggi è stato reso pubblico: da un lato, il neo presidente del PATT stretto nel suo completo giacca e cravatta che parla di autonomia tra le stelle alpine -simbolo dei movimenti di autoderminazione territoriale trentina-, e dall'altro le foto di una manciata di anni fa in cui lo stesso Pedergnana, all'epoca iscritto ad Alleanza Nazionale, vestito di un più informale bomber nero, si spendeva in saluti romani e si faceva ritrarre mentre baciava alcuni santini del Duce. Chiamato a giustificare questo retroscena della sua vita personale, di cui apparentemente nessuno era a conoscenza, Pedergnana si schernisce dietro un "Non ne vado orgoglioso ma non merito di essere condannato. Anche i carcerati espiano la loro pena.". Interessante, poi, la tesi difensiva di paragonare l'iscrizione ad Alleanza Nazionale alla detenzione nelle patrie galere... Ora il Partito autonomista Trentino Tirolese è mosso da un brivido freddo lungo la schiena e si rincorrono i commenti e le prese di posizione di vecchi e nuovi autonomisti. Curiosamente però si sono espressi tutti, in queste prime ore, fuorché coloro che dalla stessa storia del Pedergnana provengono. Non solo semplici iscritti ma anche personaggi che ricoprono ruoli apicali come Onorevoli con un passato missino, dipendenti delle segreterie che di visite a Predappio ne hanno fatte innumerevoli, membri delle varie sezioni locali che prima di vestire i panni di lanacotta degli autonomisti avevano la tessera del Fronte della Gioventù ed AN, fino ad arrivare a Consiglieri del Capoluogo che addirittura sono cresciuti nelle fila di Avanguardia Nazionale. Quindi, cari autonomisti trentini, o pubblicate un bando per raccogliere tutti i curricula politici ed espungere dal tesseramento coloro che hanno un passato nella destra, oppure continuate tranquillamente a governare assoggettati al PD, primo partito della provincia autonoma di Trento.

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