sabato 12 marzo 2016

Meloni verso il sì: "Aperti a ogni ipotesi"


(G.p)Sabato 12 e domenica 13 marzo, a Roma sono previsti due giornate di gazebo per verificare il gradimento dei cittadini sull'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, aspirante candidato alla carica di primo cittadino dell'urbe, fortemente sostenuto da Forza Italia e dal suo leader Berlusconi. Il rischio di flop è altissimo, per cui Fratelli d'Italia, pur sostenendo con lealtà Bertolaso pone il problema politico dell'unità della coalizione di centro destra per sconfiggere Renzi ed Alfano.
Per salvare il centro destra, per sconfiggere il centro sinistra, in nome dell'unità del centro destra, Fratelli d'Italia è pronta a candidare Giorgia Meloni alla carica di sindaco nonostante il sacrificio di una campagna elettorale con il pancione.
Il collega Carloantonio Solimene, dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta l'ennesima puntata della telenovella infinita in casa centro destra.


 Si vota su Guido Bertolaso, ma si va verso la candidatura di Giorgia Meloni. Il pantano del centrodestra sulla Capitale produce l’ennesimo paradosso, con due giornate di gazebo, oggi e domani, per verificare il gradimento dei cittadini sull’ex capo della Protezione Civile, e contestualmente la presa d’atto di Fratelli d’Italia che Bertolaso non è in grado di unire la coalizione. Un obiettivo, salvare il centrodestra, prioritario per il partito di Giorgia Meloni, al punto di spingerla persino al sacrificio di una campagna elettorale col pancione.

A segnare l’ennesima svolta di una telenovela infinita un comunicato di Fratelli d’Italia nel quale si prende atto della rottura della coalizione dopo lo stop di Salvini a Bertolaso e si auspica un rinvio dei gazebo. «In ogni caso - scrive Fabio Rampelli nella nota - andremo ai gazebo e sosterremo con lealtà Bertolaso. Tuttavia si pone il problema di tenere unita la coalizione e Fratelli d’Italia ha sempre messo l'unità della coalizione e l'obiettivo di sconfiggere Renzi e Alfano in cima alle sue priorità. Dalla chiusura dei gazebo siamo pronti a ragionare con i nostri alleati su ogni soluzione utile». Di fatto, la presa d’atto che solo Giorgia Meloni può risolvere il rebus con un passo in avanti.

Ma il finale potrebbe non essere così scontato. Perché Silvio Berlusconi, informato ieri dalla leader di Fratelli d’Italia del comunicato che sarebbe uscito di lì a poco, oltre a negare il rinvio della consultazione («siete voi che avete chiesto di anticiparla») ha frenato per ora la candidatura della Meloni e tenuto il punto su Bertolaso. Oggi sarà nella Capitale a sostenerlo, facendosi vedere almeno ai gazebo del Pantheon e di Largo Argentina. Inoltre, l’unità della coalizione non sembra più essere una priorità per il Cavaliere, furioso come mai con Matteo Salvini. «La coalizione salta in tutta Italia» avrebbe minacciato il leader azzurro, con il leghista che per tutta risposta sarebbe pronto a costituire un centrodestra alternativo che a Roma sarebbe battezzato con uno spericolato asse Storace-Marchini ma che in tutta Italia potrebbe vedere persino un accordo con Raffaele Fitto.

Sono proprio questi aspetti a frenare ancora Giorgia Meloni, che con i suoi è stata chiara: «L’unica possibilità che io corra è che lo faccia per vincere. E per vincere dobbiamo starci tutti, Lega e Storace compresi». E se Salvini ha sempre detto che non si opporrebbe a una candidatura dell’ex ministro della Gioventù, ieri anche Storace è apparso appena un po’ più possibilista: «Ritornare nella coalizione? Dovrebbero chiedermelo Berlusconi, Salvini e Meloni insieme. E poi lascerei passare una settimana per vedere se ci sono ripensamenti». Sul piatto l’ex governatore potrebbe mettere anche l’«amnistia» per quei 21 dirigenti di Fratelli d’Italia espulsi dopo aver aderito all’alemanniana Azione Nazionale e aver manifestato il gradimento proprio alla candidatura di Storace. Che, per ora, si limita a ironizzare sulla «fuga da Bertolaso» in atto nel centrodestra: «Dopo la Lega, Fratelli d’Italia: per Guido sono più funerarie che gazebarie».

Insomma, i nodi da sciogliere restano diversi. E altri se ne potrebbero presentare anche in caso di via libera alla candidatura della Meloni. Gli alleati, infatti, già ipotizzano un listone unico del centrodestra mentre Fratelli d’Italia, ovviamente, sarebbe più propenso a una lista di partito in grado di sfruttare al massimo il «traino» della candidata. A quel punto si aprirebbero altri scenari in ognuna delle città al voto. Sempre che l’alleanza regga. Un aspetto sul quale, a ieri, nessuno era disposto a scommette

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