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Salvini a Tor Sapienza: "Chi vuole governare con noi deve chiudere i campi rom"

(G.p) Io sto con chi chiude i campi rom non chi vuole popolarli. Parole chiare e dirette quelle pronunciate dal felpato Matteo Salvini, leader della Lega Nord per l'indipendenza della Padania nel corso di una visita ad uno degli insediamenti nomadi più grandi di Roma, in via Salviati.
Il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta il tuor di Salvini nella periferia romana.


"O si mette in regola o io in sei mesi questo campo lo spiano". Il leader della Lega, Matteo Salvini, arriva all'incontro con i residenti di Tor Sapienza a Roma con le idee chiare: al primo posto la sicurezza. Salvini visita una delle periferie più critiche della Capitale. Dopo una breve tappa a piazza De Cupis, nel cuore di Tor Sapienza, dove si è intrattenuto con cittadini e comitati di quartiere, il segretario federale della Lega con iPad e il solito nugolo di cronisti a seguito, si reca al campo nomadi di via Salviati. Qui scatta foto per "documentare il degrado inaccettabile del campo" e scambia battute con i rappresentanti della comunità rom. "Questa è una situazione che non giova a nessuno né ai cittadini né a voi", spiega Salvini rivolgendosi agli abitanti del campo. Quindi domande che arrivano dritte a bersaglio: "Quanti di voi hanno un lavoro? Quanti sono i bambini che ogni mattina vanno a scuola? Chi paga le tasse ed è in regola con il fisco italiano?". "La colpa di tutto questo - rispondono i rom- è della politica. Prima di essere eletti promettono, poi ci abbandonano a noi stessi. Siamo 80 famiglie e 850 persone e tutti lavoriamo". "Chi lavora - controbatte il leghista - si paga un mutuo e vive in una casa normale o comunque non si costruisce una baracca in mezzo al nulla". Prima della visita al campo, il leader del Carroccio è stato accolto dai cittadini di Roma (alcuni di loro si sono fatti trovare con mini ruspe giocattolo) ai quali ha garantito "la chiusura dei campi rom" qualora a Roma dovesse governare la Lega.


L'attacco a Bertolaso "I veri vessati sono i romani", spiega Salvini replicando a chi gli chiede delle frasi di Guido Bertolaso sui campi rom (l'ex numero 1 della Protezione Civile aveva detto: "I rom sono una categoria vessata", ndr). Parole poi rettificate nei giorni scorsi. "Questa è una realtà che in una città normale non esisterebbe". Non mancano momenti di tensione tra i nomadi e i residenti del quartiere Tor Sapienza durante la visita. I residenti accolgono l'europarlamentare con un caloroso "Matteo, Matteo" e poi fischiano e insultano i nomadi invocando "le ruspe" e invitandoli ad "andare a lavorare".


Primo punto: legalità e decoro "Chi vuole governare con la Lega i campi rom li deve chiudere non ampliare o popolare" fa sapere Salvini. Chi vuole governare con la Lega - ha ribadito Salvini - a Roma, come a Torino, Milano e Bologna deve avere la legalità, l'ordine pubblico, la sicurezza, la pulizia e il decoro come primo punto all'ordine del giorno. Chi vuole governare con la Lega i campi rom li deve chiudere, non ampliare o popolare". L'ingresso del campo, in cui campeggia uno striscione con la scritta "Prima gli italiani, pace e amore", è presidiato da numerosi agenti di polizia e della municipale. "Tante promesse ma pochi fatti, non si possono fare domeniche a piedi e blocchi delle auto quando ci sono roghi tossici, quando rubano tre chilometri di cavi di rame, prostituzione nelle strade, appartamenti con venti persone dentro senza alcun tipo di controllo. Chiunque vuole amministrare Roma deve partire da qui e non dal Colosseo o dai Fori imperiali. Ci sono cittadini italiani che devono avere gli stessi diritti degli altri. Chi non vuole, non può o non è cittadino italiano non sta a Roma e in Italia. Non si può stare nel 2016 nei campi vivendo di furti e di illegalità".


Salvini: "Gabrielli ha fallito" Si parla di campi rom anche alla camera di commercio, dove il prefetto di Roma Franco Gabrielli commenta: "Ormai sono diventati terra di nessuno, di roghi tossici, di rovistaggio esploso in maniera esponenziale. Ma la Capitale ha i suoi anticorpi e non necessariamente bisogna assumere farmaci di provenienza nordica per dare risposte". Per Gabrielli la politica "è il luogo nel quale i problemi si affrontano. Gli sgomberi fini a loro stessi non portano da nessuna parte. I campi rom sono un tema reale, che non appartiene a uno schieramento o a un altro. Io ho provato a chiedere alla Procura se si potesse applicare ai roghi tossici la legge sulla terra dei fuochi. Il tema è anche quello di evitare il crearsi di discariche abusive, perché spessissimo i roghi non sono di rifiuti che provengono dal campo rom, ma quelli di chi fa smaltimento illegale". Sul tema dei rom "serve un interlocutore forte e duraturo che non ho avuto in questi 11 mesi. Ora abbiamo un commissario straordinario che, per quanto possa impegnarsi ha, però, una visione prospettica limitata. Ci vogliono impegni di spesa anche significativi che un commissario per sua natura non può dare", conclude il prefetto. Parole che non sono piaciute a Salvini che a distanza risponde: "Il prefetto Gabrielli a Roma ha fallito totalmente. Sia licenziato e cambi lavoro".

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