mercoledì 10 febbraio 2016

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La passione civile di Magazzino 18



(G.p)Ha superato le 200 repliche, il musical di Simone Cristicchi "Magazzino 18" che ha contribuito a far conoscere agli italiani il dramma dell'esodo giuliano-dalmata.
Il riuscito spettacolo è diventato un Dvd ed i suoi autori Jan Bernas e Simone Cristicchi sono stati insigniti del premio Norma Crosetto dal Comitato 10 Febbraio.
Emanuele Merlino, in esclusiva per i lettori di Storia in rete intervista il cantautore romano.
Intervista che pubblichiamo per intero.


Sinergia fra storia e musica. Divulgazione pop come primo passo per spingere il pubblico a interessarsi del proprio passato. Questi sono gli obiettivi che Simone Cristicchi e Jan Bernas hanno raggiunto con il loro fortunato spettacolo Magazzino 18.

Hai appena ricevuto il premio dedicato a Norma Crosetto. Nel tuo spettacolo hai dato ampio risalto a questa figura. Che ha significato per te?

E' stato un grande onore ricevere quel premio, intitolato a Norma Crosetto. Attraverso il teatro ho cercato di restituire dignità alle vittime innocenti inghiottite dai grandi uragani della Storia. Norma è una di questi, e la sua storia è divenuta simbolo del martirio degli italiani dell'Istria. Ad un certo momento della narrazione, proiettiamo sul fondale del palco una sua foto, con un sorriso stupendo: quel sorriso è uno schiaffo a chi ha voluto che si dimenticasse la sua storia.

Sei divenuto simbolo di una storia negata. Sono stati più i pro o i contro? Il pubblico ti ha premiato, altri invece ti hanno ostacolato. Chi ha cercato più di altri di metterti i bastoni tra le ruote? Cosa ti ha colpito di più di questi tentativi?

Pur non essendo un trattato di Storia Contemporanea "Magazzino 18" nasce come un' opera di divulgazione ed educazione alla memoria, e non certo per rinfocolare vecchie ideologie condannate dalla Storia. Racconto l'esodo degli italiani, attraverso la musica, le immagini, la narrazione e la poesia. Ecco perché nessuno è riuscito a boicottarlo veramente. Oltre ad aver ricevuto una marea di riconoscimenti e premi, ha superato le 200 repliche ed è stato visto da più di 100 mila spettatori. Per il teatro italiano degli ultimi anni è stata una vera anomalia.
Senza contare la trasmissione dello spettacolo su Rai 1 vista da un milione e mezzo di telespettatori. Io sono felice di aver contribuito a rendere omaggio a tutta quella gente che pensava di essere dimenticata.

Magazzino 18 ha avuto un successo che forse nemmeno tu ti aspettavi. A cosa è dovuto, a tuo avviso ? Di fronte al dilagare della Tv spazzatura, il significato di Magazzino 17 può significare che il pubblico italiano ha ancora fame di qualità e di teatro civile?

Il successo di uno spettacolo, più che da operazione di marketing, è creato quasi sempre da un inarrestabile passaparola del pubblico.  Il pubblico in questo ha giocato un ruolo fondamentale. Quando ho avuto l'idea di raccontare a teatro questa vicenda, non avrei mai pensato a questo tour trionfale, con standing ovation ad ogni replica, in ogni angolo del  Paese. Forse è stata proprio l'invenzione del musical civile, la chiave, il linguaggio giusto per farlo entrare in una storia, cosi intricata e dolorosa, eppure ricca di rimandi all'attualità, non ultimi i grandi esodi a cui stiamo assistendo. Credo che il pubblico italiano abbia voglia di tornare in teatro ad interrogarsi e commuoversi, ad arricchirsi di pagine di storia poco divulgate come questa. E' indubbiamente un ottimo segnale.

Il tuo spettacolo si è sostituito alle mancanze della storiografia ufficiale, pur nelle ovvie diversità di fini e metodo. Ritieni che la storiografia italiana possa uscire dalle torre d'avorio delle dissertazioni accademiche e a contribuire alla formazione di una coscienza nazionale? In fin dei conti la narrazione storica è una materia scientifica in tutto il mondo anglosassone.

A ognuno il suo ruolo! Penso che lo spettacolo abbia sopperito a delle lacune di conoscenza, anche superficiale dei fatti. Per chi vuole approfondire la vicenda, ovviamente esistono centinaia di pubblicazione. Se Magazzino 18 ha avuto un merito, è solo perché ha rappresentato uno stimolo a conoscerla. In questo senso, il testo, il linguaggio teatrale scelto, la regia e la recitazione hanno contribuito non poco. Per questo abbiamo deciso di lasciare una traccia, registrando un Dvd dello spettacolo da divulgare nelle scuole. Abbiamo fatto molte repliche per gli studenti e c'è sempre stato un ottimo riscontro. Se mai, il vero scoglio sono alcuni professori ancora "ideologizzati" o poco informati, per i quali le foibe e l'esodo sono argomenti da revanscisti.... per non dire da fascisti.





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