sabato 20 febbraio 2016

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La Liberazione di Salvini non piace ai partigiani

(G.p)Il felpato Matteo Salvini, leader della Lega Nord per l'indipendenza della Padania, ha annunciato che il 25 aprile la Lega sarà in piazza per liberare l'Italia dal regime renziano, aprendo un fronte polemico con le associazione dei partigiani e con i partiti di sinistra.
Il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che proponiamo per intero, ci descriva la prossima manifestazione leghista prevista per il 25 aprile e le proteste dell' Anpi e dei partiti di sinistra.



Non bastava lo scontro con Berlusconi e Meloni sul candidato migliore da schierare a Roma. Matteo Salvini nella stessa giornata è riuscito ad aprire un altro fronte polemico anche con le associazioni dei partigiani.
E «a rimorchio» con tutta la sinistra.
Tutto perché ha annunciato che il 25 aprile la Lega sarà in piazza. Ma non per festeggiare la Liberazione ma per «liberare di nuovo l’Italia vittima del regime renziano».
Insomma una manifestazione contro il governo.
«Renzi si comporta come Stalin, sento puzza di regime, di Unione sovietica: ci sono parlamentari in vendita, il governo completamente appiattito – ha proseguito il leader della Lega – L'Italia è al collasso, la gente è stufa, ma di questo passo si arriva alla rivoluzione. Io che sono pacifico e voglio evitare gli scontri di piazza preferisco fare una rivoluzione pacifica, ma Renzi sappia che da oggi è battaglia su tutti i fronti». Ma i partigiani non ci stanno a vedersi usurpare le piazze.
E il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia ha subito reagito a muso duro: «Spero ancora che sia soltanto una battuta infelice e di cattivo gusto, altrimenti dovrei pensare che si tratta di una provocazione. Il 25 aprile è una festa nazionale, di tutti gli Italiani, che dovrebbe unire nel ricordo della resistenza, dei caduti della resistenza, della costituzione. È una giornata destinata a questo. Volerla utilizzare per altri scopi, per di più divisivi come sono sempre quelli politici, è un segno di assoluta insensibilità, se non una vera e propria provocazione».
Parole aspre alle quali si sono aggiunte quelle, molto più dure, degli esponenti dei partiti di sinistra. «Vorrei ricordare a Salvini che il 25 aprile è già un giorno di festa per gli italiani: è la festa della Liberazione – ha attaccato il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana a Montecitorio Arturo Scotto – Gli italiani quel giorno festeggiano la sconfitta del nazifascismo i cui eredi sono alleati di Salvini».
Ancora più duro il senatore del Pd Franco Mirabelli: «In una sola giornata Salvini ha dato 2 annunci importanti: il 25 aprile manifesterà contro Renzi, cercando di strumentalizzare una giornata sacra per la Repubblica; farà gratuitamente l'assessore alla sicurezza a Milano, dimenticando di essere pagato dal Parlamento europeo per un ruolo che non svolge. È evidente che la ruspa e le scope che dovevano spazzare via il marcio in questo Paese si fermano quando coinvolgono i leghisti e Salvini preferisce parlare d'altro».
Pronta la replica di Salvini: «L'Anpi non è padrona del 25 aprile, non è una festa privatizzata dai compagni, è di tutti. La Resistenza per fortuna è stata fatta da tante resistenze diverse e il 25 aprile dà voce anche a quei partigiani che non avevano il sogno della bandiera rossa e di andare con Mosca»

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