venerdì 29 gennaio 2016

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Salvini-Le Pen, la coppia che fa scoppiare la Ue


(G.p)Prima giornata davvero scoppiettante per la coppia Marine Le Pen Matteo Salvini, rispettivamente presidente e vice presidente del gruppo Europa della Nazioni e della libertà al convegno in corso a Milano intitolato Più liberi, più forti.
Il collega Antonio Rapisarda, dalle colonne de il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta la giornata milanese dei due leader dell' Enf, gruppo politico nato al parlamento europeo un anno fa.
 


L'Ue? «È un imbroglio politico e umano». La crisi? «Ha contribuito a far capire ai nostri cittadini che il ritorno alle monete nazionali farebbe stare meglio i nostri popoli». Parola di Marine Le Pen. Mentre «gli schiavisti e i delinquenti sono a Bruxelles». E poi: «Penso che l'immigrazione sia un progetto studiato e finanziato per sostituire i popoli europei con chi si fa pagare tre euro l'ora. Questa non è l'Europa, è un centro commerciale». Rilancia Matteo
Salvini. Si conclude così, con l'abbraccio fra il leader del Front National e quello della Lega Nord e un attacco diretto alla «gabbia di matti di Bruxelles», la prima giornata di «Più liberi, più forti. Un'altra Europa è possibile», la prima convention del network sovranista che ha messo sullo stesso palco gli esponenti di partiti eurocritici provenienti da tutta l'Europa. Sul banco degli imputati l'Ue, il trattato di Schengen, le politiche di austerità e, soprattutto, quelle sull'immigrazione. Su questi bersagli si sono concentrati gli attacchi di tutti gli interventi dei leader dell'Enf, il gruppo del Parlamento europeo nato a Bruxelles un anno fa che unisce, oltre il Fn francese e la Lega Nord, il Pvv dell'olandese di Geert Wilders, l'Fpo austriaco e Vlaams Belang belga, nonché esponenti inglesi, polacchi e romeni. Al centro della prima giornata della kermesse – che ha visto il tutto esaurito nella grande sala della Fiera di Milano – vi è stato il grado di intesa tra Marine e Matteo: è qui che si erano concentrate le attenzioni degli analisti alla vigilia per capire quanta organicità ci fosse nella «strana alleanza» tra i nazionalisti francesi e i federalisti italiani. Ebbene, sui temi del contrasto a Bruxelles questa si è rivelata a 360°. Un esempio arriva dalla decisione della Svezia, che ha stabilito da sé di rimpatriare decine di migliaia di profughi. «Schengen si sta sgretolando. E mi rallegro di questa disgregazione. La crisi dei migranti ha rivelato l'infamia di Schengen e ne sta accelerando la fine» ha attaccato Le Pen. Tesi sostenuta da
Salvini per il quale, con la decisione del governo di centrosinistra svedese, «Schengen è morto». Ma qual è allora «quest'altra Europa» che propongono i sovranisti? Lo hanno spiegato in tutte le lingue i leader che hanno preceduto la «coppia speciale» sul palco. «Non vogliamo abbandonare l'Europa – ha spiegato Janice Atkinson, eurodeputato inglese e sostenitrice della "Brexit" - ma l'Unione Europea. Potere e prosperità non si raggiungono con la burocrazia». Un concetto ripetuto anche da altri, che hanno ribadito come l'Europa sia diventata grande grazie alla diversità fra i popoli. «Crediamo all'Europa delle cooperazioni nel rispetto delle sovranità piene dei rispettivi stati. Voi siete qui perché amate le vostre nazioni. Questo amore però non ci mette l'uno contro l'altro» ha rilanciato da parte sua il presidente del polacco Knp, Mikat Marusik. Insomma, si è chiuso nel nome della collaborazione nelle rispettive identità il primo step dell'internazionale «della gente normale», ha ribattuto
Salvini (contro chi aveva ribattezzato «nera» la kermesse).

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