venerdì 29 gennaio 2016

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Incendiarono casa di un membro di Casapound a Parma, condannati

(G.p)Tre giovani militanti della sinistra antagonista parmense sono stati condannati, con rito abbreviato ad 1 anno e 10 mesi di reclusione. Sono accusati di aver dato fuoco alla casa di una compagna di un ex militante di Casa Pound Italia.
Nella villa data al fuoco, sita nel comune di Pellegrino Parmense, nel 2013 si era tenuto un raduno di simpatizzanti di Casa Pound denominato Revolution Party.
La collega Maria Chiara Perri, dalle colonne di Repubblica, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta l'esito del processo e la relativa condanna dei 3 giovani antagonisti.

Sono stati condannati con rito abbreviato a un anno e 10 mesi di reclusione i tre giovani dei movimenti autonomi accusati di aver dato fuoco alla casa di una compagna di un ex membro di Casapound. Nella villa, situata in una zona isolata a Piandolo di Rigollo nel comune di Pellegrino Parmense, nel 2013 si era tenuto un raduno dell'estrema destra denominato "Revolution Party".

La sentenza del gup Alessandro Conti è arrivata verso le 14,30, dopo un'intera mattinata di udienza. Gli imputati sono stati ritenuti responsabili dei reati di concorso in incendio doloso aggravato, violazione di domicilio aggravata, detenzione di strumenti atti ad offendere. Assolti invece dall'accusa di fabbricazione di congegno micidiale.
IL pm Giuseppe Amara aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, i legali difensori l'assoluzione. Il giudice, considerata la giovane età e lo stato di incensuratezza degli imputati, ha concesso loro le attenuanti generiche. La pena non è stata sospesa e per ora non è stata disposta alcuna revoca della misura cautelare: i tre rimarranno agli arresti domiciliari.
La parte civile, assistita dall'avvocato Maria Chiara Piragine, ha ricevuto una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro. I danni complessivi stimati, tra materiali e morali, ammonterebbero a circa 78mila euro. Il risarcimento totale verrà stabilito con un separato giudizio civile.
Come spiega il 55enne parmense proprietario della struttura incendiata, l'abitazione ha subito gravi danni: tutto il mobilio è andato distrutto e il tetto è tutt'ora pericolante. Solo i muri sono stati risparmiati dalle fiamme. Da tempo il proprietario si è allontanato da CasaPound. 'incendio è scoppiato tra il 14 e il 15 aprile del 2014. S.F.M., 23enne parmigiano, V.A. 25enne e T.L. 22enne entrambi di Modena, sono finiti agli arresti domiciliari lo scorso agosto al termine di una complessa indagine condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri con la collaborazione del Ris. Secondo le accuse i giovani avrebbero sfondato la porta della villa, avrebbero posizionato all'interno delle bombole di gas e quindi avrebbero appiccato il fuoco. Le bombole sono rimaste inesplose, ma avrebbero potuto aggravare i danni del rogo.
Una ventina di attivisti dei centri sociali sono arrivati a Parma per manifestare sotto al tribunale in solidarietà con gli imputati. Un consistente dispiegamento di polizia in assetto antisommossa ha presidiato la situazione.

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