sabato 24 gennaio 2015

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Dalle Crociate alle primavere arabe: Cardini e Golia a Benevento per il decennale della "Generoso Simeone"

E' in corso, presso la sala Vergineo del Museo del Sannio di Benevento, con il patrocinio della Provincia di Benevento, il convegno “Dalle Crociate alle primavere arabe…quale democrazia?” per festeggiare degnamente i 10 anni dell’Associazione Culturale Generoso Simeone, con relazioni di  Franco Cardini, professore di Storia Medioevale presso l’Università di Firenze, membro del Comitato Scientifico di Rai Storia e scrittore di fama indiscutibile e Pietro Golia, giornalista, editore, animatore della casa editrice Controcorrente.
Poche ore prima del convegno, in esclusiva per questo blog Giuseppe Parente ha intervistato Marina Simeone, responsabile dell’associazione culturale Generoso Simeone, che di questo importante incontro è la promotrice.
GP Il professore Franco Cardini ci offre un valido spunto di riflessione antecedente al convegno di oggi. Dobbiamo ancora pensare all’Europa? Ma che rimane davvero dell’ Europa?
Avere Franco Cardini a Benevento è per noi un onore oltre che un piacere proprio perché rappresenta quelle menti lucide portatrici di spunti riflessivi essenziali al fine di cogliere le sfumature della realtà in cui viviamo ed operiamo. Dell’Europa non rimane che l’ombra della sua grandezza, perduta com’è nella inconsistenza identitaria per la scelta comoda di dedicarsi totalmente alla servitù del “gigante americano”. L’Est resiste parzialmente all’attacco della retorica omologante dei diritti umani, trincerandosi dietro la Russia, ancora capace di esprimersi come Nazione, ma è una resistenza sempre più complicata. Di certo alcune forme di populismo europeo potrebbero segnare, nel tempo, la strada al recupero di un’ Europa sovrana nelle Nazioni e quindi nella sostanza del suo continente, rimane il fatto che si deve cominciare a guarda ad Oriente  ed oltrepassare la coltre europea.
 GP Sugli ultimi accadimenti parigini ne abbiamo lette davvero tante. In molti hanno ripetuto che :” siamo in guerra”. Anche il  Santo Padre lo ha affermato, qualche mese fa : la terza guerra mondiale sarebbe già cominciata. Anche Umberto Eco lo ha ripetuto in un articolo apparso sul quotidiano Repubblica. Ti chiedo Marina ma in guerra fra chi, in guerra contro chi 
Le guerre nonostante quanto sostiene una certa cultura materialistica si combattono sempre per diverse visioni del mondo e si devono essere disposte a combattere anche a proprio rischio; per cui più che di guerra io parlerei di stabilizzazione di un nuovo assetto geostrategico. Da una parte noi abbiamo un corposo blocco filoamericano, insuperbito dalla convinzione di rappresentare il Bene Assoluto e che alle spalle della democrazia fa i propri interessi finanziari, continuando a far pagare una vittoria conseguita anni fa. Dall’altro lato ci sono focolai di rivoltosi, spesso scollegati fra loro e per una parte foraggiati dalla stessa America, salvo poi perderne il controllo, fedeli  ad una propria cultura, che sentono minacciata dall’avanzare della mentalità liberale. Il fondamentalismo religioso lo vedo più come spauracchio agitato dall’Occidente offeso che come protagonista. Rimane il problema che noi, se questa rimane la situazione interna, qualsiasi siano gli schieramenti ci sapremmo schierare  dalla parte sbagliata.
GP L’associazione culturale Generoso Simeone, in questi primi 10 anni di attività, si è distinta nell’organizzazione di eventi degni di valore culturale, rendendo la città di Benevento centro di interesse di discussioni di spessore strettamente legate all’attualità politica, Marina puoi fare un bilancio di questi primi 10 anni dell’associazione? Quali saranno le prossime iniziative che ti vedranno protagonista insieme con gli altri militanti?
Si, sono passati dieci anni, un tempo sicuramente breve per una organizzazione comunitaria, ma per noi essenziale al fine di comprendere con maggior chiarezza cosa abbiamo tentato di fare. La maturità raggiunta ci impone oggi di voler rappresentare non più soltanto una “presenza” ideale a Benevento, ma di essere una probabile alternativa ad una politica sannita inesistente, clientelare, affamante. Di progetti in essere ce ne sono stati e ce ne sono tanti; pensiamo ad una biblioteca che diffonda i libri di case editrici escluse dalla grande catena distributiva, non certo per la mediocrità del prodotto, quanto per la logica di un losco mercato editoriale. Abbiamo inoltre presentato al Comune di Benevento diverse proposte in materia ambiente: grazie all’idea di Davide Scarinzi si è parlato di creazione di Orti Comunitari e proposizione di una cooperativa sociale in grado non solo di offrire lavoro ai giovani del territorio, destinati quasi sempre ad emigrare, ma anche di alleggerire le spese comunali. Nel campo ricreativo abbiamo aperto un circolo serale, gestito da un nostro associato Francesco Iannace al fine di promuovere la buona cucina sannita, minacciata dall’omologazione nonostante il suo indiscutibile primato. E poi penso anche alla compagnia teatrale riunita per ricordare una storia del sud dimenticata oppure alla costituzione di una squadra calcistica o alla partecipazione al progetto di qualificazione e valorizzazione del teatro romano. Il tutto senza mai poter accedere a finanziamenti e fondi pubblici, beffa dei 18 progetti presentati nel tempo. Il risultato più importante rimane comunque il riconoscimento di una comunità, divisa dagli anni e dai rancori e unita quando a parlare sono le idee evidentemente ancora condivise.

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